Nato a Gazzaniga 60 anni fa, sposato con un figlio, già assistente in Telecom Italia dal 1982, ora in pensione, Manuelo Chiodi è il Capo-Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Gazzaniga, una delle unità operative più importanti della provincia di Bergamo. Lo scorso anno, al raggiungimento dei limiti d’età, cioè i 60 anni, doveva essere collocato a riposo come vigile del fuoco, ma vista l’emergenza sanitaria connessa all’epidemia da Covid-19, il Comandante Provinciale Calogero Turturici ha chiesto a Chiodi di prolungare per un anno il suo incarico. Detto, fatto. Così, il prossimo 1° marzo Manuelo Chiodi lascerà il timone di comando del distaccamento di Gazzaniga, e gli subentrerà Pastore Servalli. Vista la sua lunga militanza fra i vigili del fuoco volontari, la redazione di Paese Mio lo intervista per far conoscere alle comunità della Media Valle questa realtà territoriale, che presenta forti ricadute sociali: non solo le professionalità e le competenze presenti, ma anche le risorse e i mezzi, così strategici per la sicurezza della popolazione.

Quali le motivazioni che l’hanno spinto a impegnarsi fra i Vigili del Fuoco?
Diciamo, innanzitutto, che sono figlio d’arte: in famiglia siamo tutti “pompieri”. Fin da piccolo, insieme ai miei fratelli Raffaello, Cinzia e Michele, papà Giampietro ci portava sempre in caserma, una struttura che per noi rappresentava la “sala giochi” dei giovani di oggi. Posso dire che il distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari di Gazzaniga è stata la mia seconda casa. Una carriera lunghissima con queta divisa addosso. Ho iniziato molto giovane, appena ventenne, ormai sono vicino ai 40 anni di servizio, sempre vissuti con grande passione e impegno.

Ma lei è già stato Capo-Distaccamento?
Certo, ho ricoperto questa carica dal 2003 al 2010. Era proprio il 2003, quando subentrai al comandante Perini, dopo la sua scomparsa, su invito del comando generale, che mi aveva chiesto la disponibilità a reggere il comando di Gazzaniga. Non ci misi molto ad accettare, era un sogno che si avverava. Poi, passai la mano a Piero Camozzi, e questi, a sua volta, a mio fratello Michele nel dicembre 2015. Ma, ecco, il problema. Dopo appena 11 mesi di comando, mio fratello dovette andare a Roma, per partecipare ad un corso di formazione al termine del quale sarebbe diventato vigile del fuoco permanente. Così, nel novembre 2016, ripresi il comando del distaccamento di Gazzaniga, subentrando al mio fratello minore Michele. Segnalo, poi, che gli ultimi due anni, da quando sono andato in pensione, sono stati tutti in divisa, tutti dedicati alla caserma.

Qual è il bilancio dell’attività 2020?
Peccato, per via delle limitazioni anti-contagio da Covid-19, non abbiamo potuto renderlo noto, come da tradizione, dura te la festa di Santa Barbara, nostra patrona, ma il bilancio del servizio svolto nel 2020 è stato molto impegnativo, soprattutto perché abbiamo dovuto operare in regime di emergenza sanitaria. In tutto, abbiamo effettuato 358 interventi, ovviamente di varie tipologie, che ci hanno visto impegnati sul campo in migliaia di ore, quasi 5.200 ore di lavoro, di cui 2.442 di soccorso e 2.727 di addestramento. Quindi, un numero consistente di “uscite”, che la dice lunga sulle situazioni di pericolo che si verificano nel corso dell’anno, soprattutto in ambito di degrado ambientale e protezione civile. Diversi gli interventi per incendi: 12 per canne fumarie, 10 per sterpaglie, una per cortocircuito, 9 per incendio di tetti, 7 per incendi in stabilimenti e officine, 3 in case private, 2 per accensione di materiale di scarto, uno ciascuno per cascine e fuochi di ripulitura boschi. I pompieri sono intervenuti 18 volte per danni causati dall’acqua, 18 per prosciugamento di locali e ambienti, 9 per dissesti statici o verifica di stabilità, 2 per valanghe e frane, uno per rimozione macerie. E, poi, tanti interventi vari: 26 “uscite” per taglio piante abbattute dal vento, 24 per salvataggio animali, 11 per bonifica nidi di vespe, 9 per aperture di porte, 6 per fughe di gas, 5 per servizio di assistenza generica, 4 per recupero merci o beni e 3 per rimozione di ostacoli sulla strada. Inoltre, siamo intervenuti anche per soccorso a persone (60), per incidenti stradali (20), per ricerca di persone disperse (3) e per recupero salme (1).

Quali, poi, gli altri interventi?
Nella tipologia del servizio, si sono registrati 5 casi di assistenza ad attività di protezione civile e ospedali, 6 casi di igienizzazione locali pubblici o aree esterne, 8 interventi di supporto al trasporto di materiale urgente e 3 a supporto della gestione di persone senza fissa dimora. I Comuni che sono ricorsi al nostro distaccamento sono stati Gazzaniga con 36 richieste, Albino 33, Vertova 21, Cene 21, Leffe 14, Bergamo 13, Fiorano 12, Gandino 11, Nembro 10, Clusone 10, Alzano 9 e, via via, altri 60 paesi.

Qual è l’organico del distaccamento dei vigili del fuoco di Gazzaniga?
Il distaccamento conta 31 volontari, fra cui sono tre donne. Tutti ben addestrati: un addestramento continuo, perché si frequentano corsi di specializzazione, organizzati dal comando, per far crescere e migliorare la professionalità e la competenza tecnica.

Quali sono i mezzi e le attrezzature a disposizione?
Disponiamo di svariati mezzi, fra cui un’autoscala, un’Aps (per la “prima partenza” h24), una Abp (autobotte), una campagnola per terreni fuoristrada, un modulo boschivo, un camioncino 4×4 con modulo boschivo e un camioncino poli-soccorso 4×4 impiegabile in zone impervie.

Quali sono i rapporti con gli altri comandi?
Noi operiamo in sinergia con il comando centrale di Bergamo, con il quale abbiamo ottimi rapporti. Ma altrettanto ottimi sono i rapporti con gli altri distaccamenti permanenti e volontari, come Clusone, Zogno, Treviglio, Lovere, con cui del resto operiamo spesso insieme.

Cosa farà dopo marzo, quando sarà collocato a riposo?
Per un certo periodo sarò ancora in caserma. Infatti, per tre mesi affiancherò il nuovo Capo-Distaccamento Pastore Servalli, peer un graduale passaggio delle consegne.

T.P.