Marco Zanchi, il “Leone delle Orobie” è uno dei più forti ultratrailer italiani. Ha 42 anni, vive a Cene e di mestiere fa il calzolaio nel suo laboratorio, lo ZM Custom Shoes, riparando scarpe da corsa e applicando suole particolari adatte a correre su terreni di montagna. Marco è iscritto al Gruppo sportivo Marinelli di Comenduno ma porta da diversi anni anche i colori nero e giallo del Team Vibram, con i quali ha partecipato alle più importanti gare internazionali in tutto il mondo.
Marco Zanchi non nasce però come runner, bensì come pilota e il suo primo sport è stato
il motociclismo. Poi, con la scusa di perdere qualche chilo, circa 18 anni fa ha cominciato a correre, un “vizio” che lo ha portato presto ad innamorarsi della montagna. Le prime gare sono skyrace, skymarathon, che si corrono su sentieri tecnici e difficili, poi via via le distanze si sono allungate, le prove sono diventate più estreme: Lavaredo Ultratrial (90 km), Ultra Trail du Mont Blanc (170 km), Diagonale des Fous (166 km), Tor des Gèants (330 km), dove si classifica sempre nelle parti più alte della classifica.
Marco ha indossato la maglia della Nazionale di Trail per ben quattro volte. L’ultima il 12 maggio di quest’anno in Spagna. La sua prova non è andata come sperava, ma il capitano Zanchi si è allenato come se fosse il suo primo Mondiale, entusiasmo compreso, impegno che gli ha permesso di agguantare la convocazione. Poi le gare vanno come devono andare: gli avversari sono più forti, il fisico reagisce male al caldo, problemi allo stomaco tagliano le gambe e la vera forza a quel punto sta nel riuscire a concluderla una gara. Come? semplicemente dando tutto quello che si ha. E non è poco, solo i campioni come Marco riescono a trovare risorse inaspettate, anche quando le energie sembrano esaurirsi.
Per superare le selezioni ed arrivare partenza del Mondiale, Marco si è affidato ad un team di professionisti: Stefano Punzo, osteopata e massofisioterapista dello staff terapisti della Federazione italiana di atletica leggera (Fidal); Giovanni Bonarini, allenatore del Gs Marinelli di Comenduno; Marco Monguzzi, biologo nutrizionista. Per circa sei mesi l’atleta bergamasco ha seguito un programma di allenamento personalizzato e per lui non è stato semplice rimettersi in gioco per riuscire a superare le selezioni valide per la convocazione al Mondiale. Grazie alla sua determinazione, all’impegno e al lavoro svolto con i professionisti del team, la convocazione è arrivata puntuale
Dopo un breve periodo di riposo, Marco ha già iniziato ad allenarsi e il prossimo appuntamento importante con le gare sarà sulle montagne di casa, l’ Orobie Ultra Trail (140 km), che lui ha già vinto nel 2015.

Roberta Orsenigo