Sensibilità di animo e di penna, per una scrittrice emergente, che si sta facendo largo nel panorama letterario nazionale. Si chiama Maria Cannatella, è nata a Palermo, ma ormai vive da anni ad Albano Sant’Alessandro. Per lei scrivere significa emozionare, pescare nei sogni, scavare e scandagliare l’animo umano. Forse per questo la scrittura è sua fedele compagna.

Come è nata la sua passione per la scrittura?
La prima volta che iniziai a scrivere era nel lontano 1990. Si scrive sempre per qualcosa che ha fatto male; io iniziai a scrivere dopo una delusione da ragazza, qualche poesia, un po’ per piangere, ogni tanto. Ma ho sempre tenuto tutto conservato in un cassetto del mio mobile, sperando un giorno di poter pubblicare un mio libro. Intanto, la vita andava avanti e la passione per la scrittura l’avevo messa un po’ da parte: la famiglia ed il lavoro mi impegnavano troppo, poi i figli ed i loro compiti hanno fatto tutto il resto. Poco tempo per me, quindi non scrivevo più, ma ho continuato a leggere, quel po’ che ho potuto, diciamo i libri di testo della scuola dei miei figli. Tutto questo fino al 2013.

Perché questa data?
Dopo un intervento al cuore fatto nel 2012, dopo un mese di ospedale presso il “Bolognini” di Seriate, mi sono ritrovata con me stessa, ripercorrendo la vita che era passata e rendendomi conto che non ero felice; da lì iniziai a pensare di cambiar vita. Mi sono separata dopo qualche anno, ed ho tirato fuori tutto quello che avevo, dentro di positivo e negativo. La saletta d’aspetto dell’ospedale è stata complice del mio scrivere. Ho una protesi valvolare al cuore, quindi sono in terapia anticoagulante e spesso, soprattutto all’inizio, ogni tre o quattro giorni andavo a fare il prelievo. Vi stavo dalle due alle tre ore, tutte le volte, non era facile trovare la dose adatta di medicinale. Mi sembrava di impazzire, era stato un cambiamento nella mia vita molto notevole, ma un giorno portai con me carta e penna ed iniziai a scrivere tutto quello che mi veniva in mente. Osservavo molto anche la gente e da quel giorno non riesco più a fermarmi. E’ un continuo scrivere.

Come è composta la sua produzione?
Ho già pubblicato due libri di filastrocche per bambini e ragazzi: in entrambi i libri ci sono i disegni dei miei figli, Sara e Simone. Io non so disegnare e così mi aiutano loro, dando più valore ai miei libri. Lo scorso anno ho consegnato personalmente nei Comuni vicini una lettera, dicendo che mi sarebbe piaciuto poter fare qualche presentazione e farmi conoscere sul territorio: da Seriate sono arrivata fino a Castelli Calepio. In alcuni Comuni la mia lettera è stata anche registrata, ma mai nessuno si è fatto avanti almeno con una telefonata. Come può una scrittrice “emergente” emergere se tutti le voltano le spalle. Intanto, lo scorso settembre ho partecipato al mio primo concorso di poesia sui social. La poesia intitolata “Foglio e penna” è stata molto apprezzata, finendo su un’antologia di poeti contemporanei, dove hanno partecipato 14 Paesi. Il concorso si chiamava “Il Parnaso”: mi è stato conferito anche un attestato di merito ed io ne sono molto orgogliosa e felice. Adesso sto partecipando ad altri due concorsi. Uno con Aletti Editori, dal titolo “Poesie per ricordare”, dove partecipo con cinque poesie,… spero vada bene. Con Aletti Editore, poi, a settembre pubblicherò il mio primo libro di poesie, solo mio. Scrivere poesie mi fa stare bene. L’altro concorso è a Ragusa, vi partecipo con tre poesie, tra cui una in dialetto palermitano, per omaggiare Palermo, la mia città natale,… speriamo bene. Intanto ho scritto più di 50 favole, due libri, tra cui uno completamente di fantasia e l’altro autobiografico. Mi piace scrivere anche di satira, mi diverte, le chiamo “Filastrocche imbastardite”.

E, poi, cosa pensa di fare?
Spero soltanto di poter pubblicare tutto quello che ho scritto, facendo realizzare i miei sogni, voglio mettercela tutta. Ho imparato da poco a scrivere al computer, a mandare le email, insomma le due cose principali per darmi da fare. Voglio imparare e migliorare, diventare una brava scrittrice e far emozionare le persone che leggeranno i miei libri. Ho solo un diploma di licenzia media inferiore, una volta i soldi per studiare non c’erano, ma cerco di darmi da fare e sbagliare il meno possibile. Faccio tutto da sola, ma ho due persone che, quando possono, mi correggono le bozze; io ogni tanto mi perdo qualche accento, ma rimedierò. Promesso. Ringrazio i miei figli per i loro disegni, voglio che i miei libri siano molto semplici e colorati, perchè i bambini devono provare emozioni solo guardando il mio libro. Adesso spero che qualcuno mi chiami per fare qualche presentazione e darmi la possibilità di far conoscere il mio libro di filastrocche a più bambini possibili.

Dalle filastrocche alle poesie…
Io aspetto di tenere in mano il prossimo libro, quello delle poesie, che ho intitolato “Oltre le apparenze”… perché la gente vede solo ciò che le fa comodo, quello che si vede e basta.

Ma perché questa ansia di scrivere?
Nella vita si scrive per tre motivi. Per solitudine, per amore e per rabbia. Raggruppate insieme esce un lavoro quasi divino. Le poesie che pubblicherò a breve sono bellissime: non perchè le ho scritte io, ma perchè ad ogni poesia ho aggiunto l’anima,… senza di lei una poesia sarebbe un nulla. Nel 2018, poi, spero di pubblicare la mia autobiografia, molto cruda, ma vera. Avevo già scritto venti anni fa la mia autobiografia, ma un giorno l’ho strappata. Poi, quattro anni fa, ho riscritto tutto di nuovo; adesso devo aggiungere l’ultimo pezzo che parla di me e della mia grande passione, la scrittura. Sarà il mio prossimo libro, un po’ come liberarsi dal passato e ricominciare da capo, in un modo nuovo e diverso.

E i suoi sogni?
Spero di diventare una bravissima e grandissima scrittrice, ma quello che desidera il mio cuore è veder diventare qualche mia favola un vero e proprio cartone animato. Sarebbe il massimo, davvero.

Ti.Pi.