Mario Gervasoni

Regista della compagnia dialettale “La Combricola Gino Gervasoni” di Gazzaniga

Mario Gervasoni, 58 anni, originario di Ponteranica, ma sposato e residente a Gazzaniga, è il regista della compagnia “La Combricola Gino Gervasoni”, un gruppo teatrale che mette in scena le sue commedie interamente in dialetto bergamasco. In pensione da un anno e mezzo, Mario è una figura eclettica: è anche il presidente della corale “Aquilino Belotti” di Gazzaniga e nel suo paniere di interessi ha molti hobby e tante passioni, come il giardinaggio e l’attività di volontariato nell’AVIS, che lo distinguono anche in campo sociale. Ma è da molti anni che Mario dedica tutto se stesso al teatro dialettale, portando avanti una tradizione importante.

 

 

Come nasce “La Combricola”?

Era il 1992 e l’oratorio di Gazzaniga, diretto all’epoca da don Roberto, era nel pieno dei preparativi della festa annuale estiva; io facevo parte di un gruppo di coppie che si ritrovava regolarmente per dibattere di temi attuali e per introdurre qualcosa di nuovo durante le serate di festa. Così, ci venne l’idea di mettere in scena una commedia, ovviamente in dialetto bergamasco. Chiesi a mio padre Gino, che a quei tempi recitava per una compagnia teatrale di Ponteranica, di darci una mano; e accettò subito volentieri. Il 30 giungo di quell’anno andò in scena la prima commedia. Fu un grande successo e decidemmo di creare una nostra compagnia locale, che ogni anno proponeva due commedie, la prima a febbraio in occasione del Carnevale, e la seconda ovviamente a giungo, per la festa dell’oratorio. Purtroppo, però, nel 2000 mio padre Gino venne a mancare e lasciò a me il compito di portare avanti questa tradizione, affidandomi il ruolo di regista.

 

Come si è evoluta la Compagnia negli anni?

La vera svolta fu nel 1996, quando si tenne la prima edizione della rassegna di teatro dialettale, un festival di commedie in dialetto bergamasco, in scena per cinque serate nei mesi di settembre e ottobre, presso il cinema di Gazzaniga. Prevedeva, e prevede tuttora, l’alternarsi sul palcoscenico di diverse compagnie dialettali della Bergamasca, che portano in scena i loro spettacoli. Un impegno non da poco, che richiedeva molto tempo per l’organizzazione di ogni opera. Così, decidemmo di ridurre le nostre commedie da due a una all’anno. Ma la rassegna fu una ventata di aria fresca: infatti, ci diede lo spunto per un salto di qualità, in modo particolare da un punto di vista tecnico e nel perfezionamento dei dettagli, facendoci diventare in un certo senso dei “professionisti”. Ovviamente, negli anni è cambiata anche la composizione degli attori, che si sono succeduti a decine, e di tutte le età.

 

Come nasce una commedia? E come è il rapporto tra gli attori?

Ci ritroviamo nel periodo che va da gennaio a settembre una volta alla settimana; per prima cosa va ideata la trama. In genere prendiamo spunto da autori bergamaschi o da scrittori italiani famosi. Per l’ultima nostra commedia, dal titolo “Ol proföm de me moer”, ad esempio, abbiamo preso suggerimento dal testo “Il profumo di mistero”, dell’autrice Silvia Donadoni. Dopo di che, bisogna occuparsi dei testi, che naturalmente vanno tradotti in bergamasco, e quindi della scenografia e dei costumi. Attualmente, siamo in 6 attori, per la precisione 3 maschi e 3 femmine, di età variabile a seconda del personaggio che l’attore deve impersonare, e due collaboratori/suggeritori. Il rapporto tra noi è come in ogni famiglia, è normale che ci sia qualche incomprensione, ma poi si chiarisce tutto ed è bello stare insieme, c’è armonia e complicità, spesso ci divertiamo. Devo però dire che negli ultimi anni, in fatto di attori, abbiamo faticato a trovare forze nuove. Ed è un peccato, perché non sono richiesti requisiti particolari per recitare, se non la voglia di mettersi in gioco e un po’ di abilità con il dialetto.

 

C’è un sogno nel cassetto?

Devo ammettere che il mio sogno sarebbe quello di mettere in scena una commedia al Teatro Donizetti, a Bergamo, o al Teatro Sociale di Città Alta, coinvolgendo qualche associazione per un festival a scopo benefico; sarebbe un sogno trovarne una che ci voglia fare da sponsor. Mi piacerebbe molto anche effettuare una tournée all’estero, un sorta di saluto ai bergamaschi sparsi per l’Europa.

 

E la prossima rassegna?

Prenderà il via il prossimo 20 settembre, alle ore 20.45, presso il Cinema Continental dell’Oratorio di Gazzaniga. Siamo oramai alla 19^ edizione della Rassegna di Teatro Dialettale, un lungo cammino che abbiamo percorso con gioia e fantasia. La rassegna si articola in cinque serate di teatro, che si svolgeranno tutte nelle giornate di sabato. Si segnala che la prima serata vedrà impegnata la compagnia “Il Gioppino” di Zanica, che presenterà la commedia “Renzo e Lucia, spusàs o spusàs mìa”. A seguire, la compagnia del Sottoscala di Rosciate (27 settembre), la compagnia “Carlo Bonfanti” di Treviglio (4 ottobre), la compagnia “Isolabella” di Villongo S.Alessandro (11 ottobre) e la compagnia “Crazy Company for Don John” di Sarnico (18 ottobre).

Si ringrazia l’Oratorio di Gazzaniga per la generosa disponibilità.

 

Silvia Pezzera