Maurizio Martina

Ministro delle politiche Agricole e forestali

 

Il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Maurizio Martina è stato ospite di un incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale di Albino per discutere di utilizzo delle legna come fonte di energia rinnovabile. Al termine dell’incontro la redazione di Paese Mio ha intervistato il Ministro.

 

 

Ministro Martina come mai ad Albino?

Innanzitutto perché mi hanno invitato. Se pur non sempre mi è possibile cerco di assecondare gli inviti che mi provengono dal territorio. Sono convinto che per chi fa il mio lavoro sia fondamentale riuscire a mantenere un confronto con le comunità locali. È dai territori che nascono le istanze vere, quelle su cui vale davvero la pena concentrarsi.

In secondo luogo perché ero a conoscenza di alcuni progetti innovativi che l’amministrazione di Albino ha messo in campo e che mi interessava conoscere meglio.

 

A quali progetti si riferisce?

Come Ministro con delega alla gestione delle foreste quello sull’installazione della caldaia a legna. Credo che davvero sia un esempio virtuoso di come sia possibile far combaciare tutela del territorio e sviluppo economico. Vede con questo intervento il Comune di Albino nei prossimi anni reperirà risorse per poter fare manutenzione ai propri boschi, mantenere le foreste significa scongiurare il dissesto idrogeologico che, in presenza di fenomeni climatici estremi come quelli che purtroppo sempre più spesso osserviamo, tanti danni possono causare. Ma vede la cosa più importante è che queste risorse il Comune di Albino le andrà a recuperare sostituendo all’interno di un edificio pubblico l’impianto di riscaldamento che invece di funzionare a gas metano funzionerà a legna.

Come Ministro dell’Agricoltura mi ha affasciato l’esperienza del mercato agricolo. Anche in questo caso mi sembra un progetto molto avanzato che mi piacerebbe riuscire a valorizzare. Vede la grande differenza fra l’esperienza albinese e quelle ormai numerose che stanno nascendo sul territorio nazionale è che in questo caso i promotori non sono le associazioni di categorie ma un’associazione del territorio. Mi spiego meglio, da quanto ho potuto capire, è la cittadinanza stessa che si fa carico di creare spazi economici per favorire lo sviluppo sul proprio territorio delle attività agricole e questo mi pare eccezionale. Essendo i cittadini i primi interessati ad un cibo sano e di qualità, con questa formula si possono creare una sinergia molto positiva fra produttori e consumatori.

 

Cosa l’ha colpita maggiormente dell’incontro con la comunità albinese?

La competenza dei propri amministratori e dei cittadini stessi. Oggi pomeriggio ho potuto dialogare con persone che quotidianamente si spendono con passione e impegno per il proprio territorio. Sono convinto che nelle comunità locali e nelle municipalità si trovino delle esperienze politiche molto avanzate, per fortuna il caso di Albino non è isolato, ed è per questo che, nel limite del possibile, voglio continuare a frequentarle.

 

Cosa farà per valorizzare i piccoli produttori?

Come ho avuto modo di dire anche ai produttori che oggi pomeriggio mi hanno omaggiato di un cesto di loro prodotti, è allo studio un progetto per rendere più semplice la vendita diretta dei prodotti in azienda. Oggi in Italia oltre il 90% del valore dei prodotti si perde della filiera distributiva, il produttore incassa meno del 10%, questo non è più accettabile. Vorrei che questo rapporto si riequilibrasse.

 

E per la salvaguardia delle foreste

Oltre l’80% delle nostre foreste non è più sfruttata e contemporaneamente l’Italia è un importante importatore di legna. Il mercato delle stufe a legna e a pellet è in fortissima espansione. Voglio favorire la nascita della filiera bosco-legna-energia che significa, come ho già detto: posti di lavoro, manutenzione del territorio ed energie rinnovabili. In questo mi pare che l’esperienza albinese possa fare scuola.

 

Grazie per la sua disponibilità

Grazie e voi per l’attenzione