Venerdì 21 ottobre, presso il Ministero della Salute, a Roma, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha consegnato la Medaglia d’oro “Al merito della Sanità Pubblica” alla memoria di Eleonora Cantamessa. Il riconoscimento assegnato alla Dott.ssa Cantamessa si affianca a quello di altri illustri rappresentanti della sanitò e del mondo accademico che si sono distinti per il loro operato. In tutto, durante la cerimonia, sono state consegnate dieci medaglie d’oro e sette d’argento.
Questa la motivazione che sottende la benemerenza: “La professionalità, l’abnegazione, il senso del dovere dimostrati dalla Dott.ssa Cantamessa nello svolgimento del proprio dovere, a costo della vita, costituisce un fulgido esempio di eroismo civile e professionale”.
Al Ministero erano presenti la mamma Mariella, il papà Silvano e il fratello Luigi. Ad accompagnare la famiglia Cantamessa in questa importante occasione pubblica c’era anche un delegazione di Trescore, capitanata dal sindaco Donatella Colombi, che ha presenziato alla cerimonia con la fascia tricolore.
Anche questa cerimonia è servita a tenere vivo il ricordo di un medico buono e di un’italiana generosa. Una donna che nessuno ha mai dimenticato, che resta nei cuori e nei pensieri di chi ama la vita.
“Il 21 ottobre scorso, con la famiglia di Eleonora e un gruppo di amiche, ho presenziato alla consegna, da parte del presidente Mattarella e del ministro Lorenzin, della medaglia d’oro alla memoria della nostra concittadina, Dott.essa Cantamessa – sottolinea il sindaco di Trescore Donatella Coombi – Le medaglie sono state consegnate, durante una cerimonia pubblica, alla presenza delle massime cariche dello Stato e dei rappresentanti delle istituzioni politiche, civili, religiose, ad alcuni cittadini che si sono distinti per attività di studio, ricerca, dedizione, in ambito sanitario. La cerimonia è stata molto toccante; da una parte c’è l’orgoglio di constatare il riconoscimento dell’Ordine dei medici nei confronti del gesto eroico di Eleonora, dall’altra l’acuirsi di un dolore che il tempo non riesce ad alleviare. La nostra presenza a Roma ha voluto significare anche l’ammirazione per il suo atto di coraggio e per il suo rispetto verso il “giuramento di Ippocrate”, ma soprattutto un rinnovato grazie alla famiglia Cantamessa per il suo gesto di perdono”.
Ormai, sono trascorsi tre anni da quell’8 settembre, da quando Eleonora Cantamessa, allora 44enne ginecologa di Trescore, è stata uccisa, travolta da un’auto, nel tentativo di soccorrere un indiano rimasto ferito in una rissa fra connazionali a Chiuduno.

T.P.