Tutti i giorni, dalla mattina alla sera, seduto dietro la sua scrivania, nella sede dell’ASD Oratorio Albino Calcio, fra domande di iscrizione, tesseramenti, fatture, verbali del consiglio direttivo, calendari. In oltre 30 anni di storia, Mino Piazzini rappresenta la vera “anima” dell’ASD Oratorio Albino Calcio, uno dei pochi che l’ha vista nascere, crescere, rafforzarsi, diversificarsi, fino ad arrivare a compiere quest’anno i 34 anni di attività. Del resto, Mino Piazzini ne è stato anche uno dei fondatori. E non sono pochi coloro che ad Albino associano la figura di Mino Piazzini obbligatoriamente, in prima battuta, all’ASD Oratorio Albino Calcio. Senza di lui la società sportiva albinese non avrebbe la sua “anima”, il suo motore, quello che da 34 anni gira a pieno regime dentro una “macchina” che “muove” oltre 250 persone, fra atleti, tecnici, accompagnatori, dirigenti. Una figura carismatica, quindi, che rappresenta la bandiera dell’ASD Oratorio Albino Calcio e, in un certo senso, una delle espressioni più autentiche della società civile di Albino.
Logica un’intervista con Mino Piazzini, per conoscere la storia della società, le sue tappe più importanti, i progetti in atto e le speranze future.

Chi è Mino Piazzini?
Beh, tutti mi conoscono, al di là del calcio. Classe ’59, recente pensionato, per anni ho lavorato per la funivia Albino-Selvino, e come autista per la SAB. Il calcio è da sempre la mia principale passione. L’ho anche praticato in maniera agonistica, da giovane, all’inizio nell’Albinese, poi in formazione a 7. Una passione che mi ha portato a fondare, insieme ad alcuni amici, nel 1978, la squadra dell’Acli Albino Calcio. Giocatore, ma anche tecnico, con i più piccoli.

Come nasce l’ASD Oratorio Albino Calcio?
La squadra dell’oratorio c’era sempre stata, ma era un po’ appannata, con scarso settore giovanile. Quindi, nasce una collaborazione fra Oratorio Albino e Acli Albino Calcio, che porta nel 1983 alla nascita dell’ASD Oratorio Albino Calcio, che si struttura pian piano nella forma che ha oggi.

Quali i suoi incarichi nell’ASD Oratorio Albino Calcio?
Dall’83 ho fatto subito il segretario, carica che ricopro ancora oggi. Ma per due anni ho ricoperto l’incarico di presidente, dall’87 all’89. Ma la mia esperienza è giusto che la dedichi nell’amministrazione, nella segreteria, nell’archivio e anche nel magazzino. Sono l’unico rimasto del gruppo fondatore. Sempre fedele all’ASD Oratorio Albino Calcio.

Come si compone l’organigramma della società?
Attualmente, il presidente è l’arch. Franco Acerbis. Poi, c’è Walter Birolini come vice presidente e responsabile “primi calci”; Sergio Morbi è il direttore sportivo e Roberto Moroni è il direttore tecnico. Consiglieri: Gianfranco Lussana, Corrado Battaini, Ettore Birolini, Luigi Colombi, Gilberto Formenti, Marco Gandossi, Giacomo Pesenti.

Quali le tappe più significative della storia dell’ASD Oratorio Albino Calcio?
Nel 1994 nasce la squadra di 3^ categoria; e subito, nel campionato ’94-’95 saliamo in 2^ categoria; poi, conquistiamo il Trofeo Preda nel 2004; siamo in finale, nella stagione 2009-2010, a Lignano Sabbiadoro, nella Danone Cup; mentre nel 2013-2014 arriviamo in semifinale, a Chiavenna, in Coppa Lombardia. Ma attualmente ciò che ci inorgoglisce è la partecipazione alla TIM CUP.

Quante le squadre in lizza per la stagione 2017-2018?
La prima squadra che milita in 2^ categoria (il campionato è partito il 10 settembre), juniores FIGC, giovanissimi FIGC, 2 squadre di dilettanti a 7 CSI, donne a 7 CSI, allievi a 11 CSI, 2 squadre di esordienti a 11 CSI, 2 squadre di pulcini a 11 CSI, 2 squadre di pulcini a 7 CSI, UISP a 11 e i “primi calci”.

Su quali impianti fate giocare le vostre squadre?
La nostra società fa riferimento al glorioso Stadio “J.F.Kennedy”, autentico gioiellino, e al campo a 7 in erba sintetica che c’è in Oratorio. Ma utilizziamo anche i campi comunali, come il Falco e il Rio Re.

Per cosa si caratterizza la società sportiva?
L’elevato numero di atleti del settore giovanile è il tratto distintivo dell’ASD Oratorio Albino Calcio. Tante squadre, che riescono a coprire tutte le fasce d’età, ma soprattutto una folta pattuglia di bambini, impegnati nei “Primi Calci”, settore che rappresenta il biglietto da visita della nostra società, il nostro motivo di orgoglio, forte anche della competenza tecnica fornita dall’Albinoleffe e dal suo pool di istruttori. E tutto senza grandi proclami, ma lavorando con serietà e dedizione, grazie soprattutto ad un gran numero di volontari, che si impegnano a vigilare sula crescita degli atleti sia dal punto di vista sportivo che umano. Inoltre, abbiamo un’idea “solidale” del calcio giovanile: quando un ragazzo bussa alla nostra porta, non guardiamo se è bravo o no, accogliamo tutti, anche gli “scarti” di altre squadre. Noi diamo la possibilità di giocare a tutti.

Quali le novità in cantiere?
Beh, sottolineo la recente collaborazione con la Falco di Albino, peraltro sperimentale, per una più razionale distribuzione delle squadre, per evitare inutili “doppioni” di squadre della stessa fascia d’età, e la possibilità di “prelevare” in via prioritaria elementi dal nostro “bacino” giovanile.

Ha un sogno nel cassetto?
L’importante è mantenere questa situazione, anche se è sempre più difficile. Ma probabilmente il vero sogno è vedere un ambiente sano e sereno, che cresce, si allarga, tiene sotto lo stesso tetto ragazzi, atleti, genitori, nonni, amici, che credono nel lavoro e nell’impegno. Per questo ringrazio tutte quelle persone che operano, molte silenziosamente, per gli altri.

Ti.Pi.