No alla violenza contro le donne!

Contro la violenza e il maltrattamento sulle donne. Questo il motivo forte che ha sotteso il convegno “Noi donne…dopo di loro?”, organizzato dall’Associazione Fior di Loto, con il patrocinio del Comune di Albino, e svoltosi sabato 5 ottobre, presso l’auditorium “Città di Albino”.

Un convegno che si è sviluppato entro una macro-cornice antropologica-culturale per approfondire l’origine della violenza di genere. Pertanto, sono state poste alcune domande importanti: le radici da cui origina la violenza di genere sono da ricercare ben più lontano? si radicano nel modello interiorizzato nella cultura familiare?

Diversi gli interventi, finalizzati a stimolare riflessioni ed interessi sulla complessità dei temi trattati.

Per prima è intervenuta una ricercatrice in Scienze Sociali, la dott.ssa Daniela Danna, che ha parlato su “La violenza contro le donne: origini e riflessioni”.

“Le parole: “ginocidio”, “femicidio”, “feminicidio” sono state coniate appositamente dalle protagoniste del femminismo negli anni settanta per indicare non solo gli assassinii di donne, ma anche tutta la violenza che si rivolge contro l’essere donna, contro il femminile, a causa del disprezzo sociale e della brama di controllo sui corpi femminili da parte del sistema di potere maschile, il patriarcato. Dunque, a ben guardare gli esecutori di questa violenza, che certo può spingersi anche fino all’omicidio, possono essere uomini o anche donne (un esempio sono le anziane che eseguono le mutilazioni genitali sulle bambine); e così anche le vittime possono essere dei maschi, benchè, come ovvio, la parte più grande della violenza ginocida si rivolga contro le donne e abbia come autori gli uomini”.

A seguire, hanno dato il loro contributo la psicologa e terapeuta familiare Cecilia Edelstein e lo psicoanalista e filosofo analitico Ivan Ottolini che, parlando di “Aspetti psicologici e relazionali dell’ecologia violenta nella coppia”, hanno introdotto ed analizzato aspetti psicologici, intrapsichici e relazionali della dinamica che si sviluppa e persiste nella coppia che vive un’ecologia violenta.

“Si parla di “ecologia” poiché la violenza penetra in tutti gli aspetti quotidiani finché questa variabile incide sulle emozioni di entrambi i partner, sui ritmi di ogni giorno, sulle danze, sugli obiettivi, sulla meta nella vita”.

I relatori, poi, hanno illustrato visioni e letture complementari di questo fenomeno. In particolare, mentre Edelstein ha parlato degli aspetti relazionali intrecciando le letture femministe con quelle sistemiche, Ottolini ha portato le letture intrapsichiche e psicoanalitiche che spingono l’uomo ad agire violenza nella relazione più intima e, la donna, a rimanere in tale rapporto. Facendone ricchezza della differenza non solo di approccio, ma anche di genere, i relatori hanno affrontato, infine, le implicazioni pratiche e le ricadute nella relazione d’aiuto.

Ed eccoci, poi, all’intervento del dott. Giacomo Mambrini, rappresentante dell’associazione Maschile Plurale, che è intervenuto sul tema “Da uomo a uomo”.

“Da uomo a uomo è il titolo che l’associazione Maschile Plurale ha dato alla prima manifestazione promossa da uomini, in Italia, contro la violenza maschile sulle donne. Peraltro, una lettera aperta, con lo stesso titolo, ha accompagnato quella manifestazione e tante altre nostre iniziative. L’idea più generale è quella di una specificità maschile cheè importante discutere tra maschi, oltre che negli scambi con le donne, e che porta ad una diversa consapevolezza di sè nelle relazioni. Per esempio, durante gli interventi nelle scuole contro la violenza maschile sulle donne o sulle relazioni tra donne ed uomini, spesso ho notato qualcosa di diverso accendersi negli occhi di alcuni adolescenti maschi, rispetto al discorso di un uomo, perchè nella comunicazioni tra simili scattano dei diversi processi di identificazione. Ma questo comporta che gli adulti, uomini, abbiano pensato alla propria identità”.

L’associazione “Fior di loto” onlus, contro la violenza e il maltrattamento sulle donne, si attiva nella provincia di Bergamo nel 2008.

Ha un proprio statuto, ha carattere volontario, colloca il proprio intervento nell’area del disagio psicologico ed esistenziale causato dal maltrattamento e dalla violenza sulle donne. E’ formato da un gruppo di donne che da un “sentire comune di genere” ha deciso di fare un percorso formativo per dare sostegno a donne che subiscono violenza sessuale, psicologica ed economica in famiglia. Donne che credono che dalla violenza si possa uscire, partendo proprio da un confronto e dalla volontà di crescita fra donne, per ritrovare la propria sicurezza e autostima e perché domani non siano altre donne ad essere perseguitate. Donne che credono che dalla violenza si possa uscire se unite e solidali, forti della propria dignità e autostima, irriverenti verso l’omertà, la paura e la vergogna.

Il gruppo intende supportare chi vive questa deplorevole condizione affinché chi chiede aiuto possa ritrovare la propria serenità, recuperare la sicurezza interiore e ridefinirsi come individuo nella società.

La sede dell’associazione Fior di Loto si trova presso il Municipio di Gazzaniga. Lo “sportello” è aperto il lunedì dalle 16.30 alle 18.30, il mercoledì dalle 15.30 alle 17.30 e il primo e terzo sabato del mese dalle 9.30 alle 11.30.

Per informazioni, telefonare al 345.3456285 o contattare il gruppo con una e-mail all’indirizzo bg@associazionefiordiloto.it

Ti.Pi.