“Val Vertova, vanno agli archivi le centraline idroelettriche. Ora, si pensa a un progetto di valorizzazione del territorio”. Un bel titolo, non c’è che dire. Sembra, a chiare lettere, che la Val Vertova sia salva. Le centraline idroelettriche, che tante preoccupazioni avevano dato alle comunità locali, sembrano solo un brutto ricordo. E, in effetti, dopo due anni di ping-pong burocratico, lo scorso autunno la Provincia di Bergamo aveva posto la parola fine alla vicenda delle centraline in Val Vertova, disponendo l’archiviazione e l’improcedibilità delle domande di concessione di derivazione dell’acqua ad uso idroelettrico, presentate dalla società “Primo Sole”, di Piancogno, datate 27 ottobre 2015.
Le istanze di concessione, sospese in attesa della verifica di assoggettamento a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) chiesta il 14 aprile 2016, richiesta di verifica poi ritirata dal privato il 29 luglio, erano state ritenute da archiviare a norma di legge, in virtù del fatto che il progetto preliminare, privo di attualità, non era più legato ad una procedura che giustificasse l’ulteriore prosecuzione del regime di sospensione delle istanze di concessione. Era stato ritenuto che non vi potesse essere il riconoscimento di una condizione di continuità nella validità delle richieste originarie. In pratica, il progetto era “saltato” per motivi di natura procedurale e burocratica. Ma, certamente, molto avevano contato le 11.000 firme raccolte dal Comitato “Val Vertova Bene Comune”, che hanno sollevato attenzione mediatica sulla vicenda.
La Val Vertova, dunque, era ed è salva, a quanto pare, grazie all’impegno congiunto delle istituzioni e dei cittadini. Dalla Provincia ai Comuni coinvolti (Gazzaniga e Vertova, in primis) fino al Comitato, che, in verità, per primo aveva dato voce a una forte esigenza di tutela del territorio. Ma…
Sì, c’è un ma all’orizzonte. Infatti, a ben vedere, la vicenda pare che non sia ancora conclusa. La Provincia di Bergamo, infatti, come anticipato, aveva emesso un provvedimento di archiviazione delle istanze per il rilascio delle concessioni di derivazione delle acque. Ma attenti, contro questo provvedimento la società privata aveva interposto ricorso al Tribunale superiore delle Acque pubbliche, chiamando in causa anche i Comuni di Vertova e Gazzaniga. Ebbene, la causa verrà discussa il 22 settembre. Quindi, in teoria (ma neanche tanto), i giochi sono ancora aperti.
Il ricorso della Immobiliare “Primo Sole” chiede che venga annullato il provvedimento della Provincia, contestando il suo operato, in quanto richiedeva una consistente integrazione di documenti entro termini ristretti e la decisione di archiviare le due istanze è giunta mentre la società annunciava che stava procedendo all’assegnazione degli incarichi professionali per la redazione del progetto definitivo e della documentazione necessaria a depositare l’istanza di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Inoltre, la società aveva chiesto un rinvio delle scadenze imposte. Dal canto suo la Provincia, con delibera del 27 aprile, aveva deciso di costituirsi in giudizio, nominando i suoi difensori.
Lo spettro di un possibile capovolgimento dello stato dell’arte, dunque, è dietro l’angolo. La società privata che aveva fatto richiesta di costruire le centraline non si è tirata indietro, Quindi, si deve aspettare il 22 settembre.
Ma intanto è giusto e doveroso tener alta la guardia. Ed è proprio il comitato “Val Vertova bene comune”, che a suo tempo aveva raccolto le 11.000 firme anti-centraline, che si sta muovendo per tenere viva l’attenzione sul futuro della Val Vertova. Recentemente, ha tenuto un incontro a Vertova, fra i rappresentanti dei gruppi che ne fanno parte. Ma altre iniziative sono in cantiere da qui a settembre.
Certamente, è ora il momento di rilanciare per assicurare alla Val Vertova un futuro tranquillo, esente da ulteriori rischi e se possibile con una maggior valorizzazione. E, in verità, già nell’autunno scorso, il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi aveva chiesto ai Comuni e ai cittadini di far nascere dal basso una proposta per una sua maggior tutela, per esempio una riserva naturale sulla quale impegnare il Parco delle Orobie. E lo stesso Comitato ha avviato uno studio preliminare sulle caratteristiche geofisiche, floro-faunistiche e idrogeologiche della Val Vertova per conoscerne le potenzialità naturali e avanzare proposte di valorizzazione e fruizione a fini turistico-didattici. Un piano che andrà poi presentato alla Provincia di Bergamo, per coinvolgerla nel lavoro di tutela, contro possibili future richieste di sfruttamento idroelettrico delle acque della Val Vertova.
Tante le possibili destinazioni future della Val Vertova: parco naturalistico, Parco Locale di Interesse Sovraccomunale (PLIS) area protetta,…). E diverse le modalità di gestione. Come pure i soggetti da coinvolgere. Tutto è in divenire.

Luisa Pezzotta