Si vedono spesso in giro, nelle piazze di città o lungo strade secondarie, di campagna e meno trafficate. Strani personaggi, curvi su biciclette cariche come muli e pittoresche come un bazar ambulante. Sono i cicloturisti, una particolare specie di turista-viaggiatore, che sceglie di scoprire le bellezze del mondo avvalendosi come principale mezzo di trasporto della bicicletta, sia questa tradizionale o con pedalata assistita, gravel-bike o mountain-bike. Ma si vedono anche in Val Seriana. Anzi, ad Albino ce n’è uno, che risponde al nome di Davide Zandonella, 28 anni, già un personaggio, nonostante la sua giovane età, un amante della ciclo-avventura, un viaggiatore dell’estremo, con già all’attivo “traversate” di diverse migliaia di km, dentro ambienti anche inospitali, in solitaria. Sempre sorridente, occhi furbi, capelli al vento o tenuti da un laccetto, e un baffetto solo abbozzato: un figo, niente da dire, sobrio, senza fronzoli, sempre carico di entusiasmo e voglia di fare, pronto a prendere le cose come vengono, con semplicità e fiducia.

Albinese doc, senza mamma da un po’ di anni, ma con un papà (Luca) che è il suo primo tifoso, Davide ha sempre rincorso qualcosa che rimuginava dentro, indefinibile, ma esistente. Certo, regolare a scuola fino al diploma liceale; ma, poi, la voglia di evadere, di uscire da tutto quanto è controllato e controllabile, di lasciare le abitudini del quotidiano e le frenesie ripetitive; di contro, aprirsi al mondo, all’imprevisto, all’imponderabile, sempre con fare curioso e ottimista.

La prima scossa, andare a lavorare, a 19 anni, come cuoco, in hotel e ristoranti della provincia. Intanto, la scoperta della bicicletta, mai pedalata prima, e i primi viaggi, per scaricarsi, per ritrovarsi, mosso da un impeto interiore di curiosità. Così, nel 2015, le preventivate due settimane in Francia in bicicletta diventano due mesi, scoprendo le Lande, Bordeaux, l’Oceano Atlantico. Ma si lavora, stavolta in Svizzera, per tre anni, in un rifugio alpino, alle spalle di Locarno, sul Lago Maggiore. Ma l’adrenalina cova dentro, la curiosità si fa sempre più vivace, Davide ha voglia di uscire allo scoperto. Così, monta l’idea di partire all’avventura, in bicicletta, destinazione ovunque. Qualche altro viaggetto “di prova”, in Islanda, nel Nord Europa, in Sardegna, per fare esperienza, saggiare le forze, verificare l’attrezzatura più funzionale e leggera, la tenda, il materassino, il sacco a pelo; e l’equipaggiamento più idoneo, i materiali e la bicicletta giusta.

Insomma, vedere se si può fare di girare per il mondo in bicicletta – sottolinea Davide Zandonella – Messo via un po’ di soldi con il lavoro da cuoco, ecco che nel 2017 parto, destinazione Mont Saint Michel, Olanda, Norvegia, fino a Capo Nord; e poi giù per l’Europa dell’Est, fino alla Romania, la Grecia e la Turchia; e ancora in Iran, Turkmenistan e Uzbekistan. E qui, a Buchara, è il mio capolinea, dopo quasi 25.000 km percorsi in un anno è mezzo, fino al 6 maggio 2019. Quasi 30 Paesi visitati in solitaria, in sella ad una bicicletta tra Europa ed Asia. Quante storie, quanti incontri, quante amicizie, quante esperienze. Tutto bello. Poi, il ritorno a casa, in aereo da Tashkent, lasciando però là, in un magazzino, la mia bicicletta, con l’idea di tornarci e da lì ripartire per un’altra avventura”.

Davide diventa un personaggio: i suoi racconti day-by-day sulla pagina Facebook “GoZandoGo” sono seguitissimi, i social lo inseguono, le tv lo intervistano e viene invitato a conferenze in tutta Italia.

Ma quando tutto è pronto per ripartire per un altro viaggio, ecco il Covid, che blocca tutto. Uno stop forzato, così si continua a lavorare, in attesa di ritornare a Buchara, in Uzbekistan, a riprendere la sua bicicletta, là parcheggiata, da amici. Un’attesa lunga e spasmodica, ma alla fine fruttuosa. Infatti, Davide Zandonella è pronto a rigettarsi sulla strada, fra salite gelide e discese torride dell’Asia Centrale, alla riscoperta del suo mondo, fra mille storie di viaggio e di vita. Peraltro, con una novità: oltre a percorsi in bicicletta, anche “trasvolate” in parapendio, così da rendere ancora più avventurosa la nuova esperienza.

Partirà da Buchara il 27 aprile, attraversando il Tagikistan e il Kirghizistan, superando la “Strada del Pamir”, dentro uno degli altipiani più vasti del mondo, per poi proseguire nel Karakorum, fra Pakistan, Cina e India, e nell’Himalaya, fino ad arrivare in Nepal, con capolinea Katmandu. Da qui il ritorno a casa, dopo …sei mesi? otto mesi? Non si sa. Davide sa quando e perché parte, ma non sa quando tornerà. La sua è libertà totale, non ci sono tabelle di viaggio o tappe prestabilite. Si viaggia, si prendono le cose come vengono, senza frenesie di controlli orari, nessuna opzione, in stile gitano. In bicicletta, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

Non so quanto ci metterò, ma so che mi ci metto – continua Davide Zandonella – In maniera lenta, immergendomi nella natura, facendomi catturare dalla gente che incontrerò, respirando profumi e sapori a me ignoti. Voglio farmi prendere dal viaggio, non io a dominarlo. Voglio farmi sorprendere dall’inesplorato. Ci sono cose fantastiche in giro, bellezze nascoste che vale la pena conoscere. Ogni mia pedalata sarà una nuova scoperta. Comanda la libertà”.

In questa nuova avventura Davide sarà supportato da tanti “amici”, come il CAI Albino, Ristobio di Alzano, Grande Grimpe di Nembro, e tanti altri che fanno il tifo per lui.

La presentazione del viaggio in bicicletta e parapendio di Davide Zandonella dall’Uzbekistan al Nepal si svolgerà, su organizzazione dell’assessorato allo Sport in collaborazione con la sezione CAI di Albino, venerdì 14 aprile, alle 20.45 presso l’Auditorium “Benvenuto e Mario Cuminetti.

T.P.