Questo mese di maggio è un periodo speciale per i bambini e le bambine che frequentano i servizi educativi “pre-scolari”, cioè rivolti alla fascia d’età 0-6 anni. Per tutti loro, infatti, sono stati attivati alcuni nuovi progetti, grazie a fondi provenienti dallo Stato, per la cifra di 25.000 euro.
La legge “Buona scuola”, infatti, ha previsto dei finanziamenti per i Comuni che sul loro territorio hanno presente non solo la scuola dell’infanzia, ma anche altre istituzioni educative. Chiaro lo scopo: ampliare l’offerta formativa per la fascia 0-6 anni, ma anche rispondere ad un’esigenza sociale, cioè supportare concretamente le famiglie.
Abbiamo parlato di questo argomento con Anna Picenoni, coordinatrice della scuola dell’infanzia parrocchiale, del nido interaziendale e dello “spazio-gioco” comunale attivo in biblioteca; una figura “storica” a San Paolo d’Argon, dove vi lavora da 33 anni, mentre da ormai da 15 anni ricopre il ruolo di direttrice della scuola maternal. Da segnalare che per il suo impegno nell’ambito dell’educazione è stata insignita, nel 2015, dell’onorificenza “San Mauro d’Oro”.
“Quando si è avuta la notizia che sarebbero arrivati quei soldi, in Comune si sono subito interrogati su come sfruttarli; quindi, mi hanno chiamato in causa – spiega Anna Picenoni – Insieme all’assessore Barbara Colleoni abbiamo cercato di leggere la realtà del territorio, per capire di cosa ci fosse bisogno: questo è stato un passaggio fondamentale per ampliare l’offerta formativa, come del resto la legge richiedeva. Quindi, è stato elaborato un progetto che ha coinvolto tutti e tre i servizi rivolti alla fascia 0-6”.
“Devo dire che il Comune di San Paolo ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli aspetti educativi – continua Picenoni – Ed anche in questo frangente si è visto, perché siamo stati tra i primi a presentare il progetto. Abbiamo un dialogo sempre aperto con l’amministrazione comunale,, quindi su vari aspetti eravamo praticamente già pronti”.
Le novità in cantiere sono molte, a partire dallo “spazio-gioco” in biblioteca, frequentato regolarmente da una trentina di bambini con i loro genitori o nonni. Lo “spazio-gioco” è sempre aperto; inoltre, una mattina alla settimana, si svolgono delle attività con un’educatrice: dal mese di maggio, poi, è stato introdotto un laboratorio artistico con un esperto della GAMeC (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo.
Per quanto riguarda, inoltre, l’asilo nido, che è anch’esso frequentato da una trentina di bambini, si punta a rinforzare il lavoro educativo sugli spazi aperti: si è creato, nel giardino, uno spazio di gioco che richiama un bosco, mentre gli educatori hanno frequentato un corso presso l’Orto Botanico di Bergamo, per formarsi sia sulle attività didattiche sia sulla conoscenza scientifica della natura. I bambini, poi, guidati da un esperto, creeranno un piccolo giardino botanico in paese, dove andranno a conoscere la flora del territorio. Grazie a questo finanziamento statale, inoltre, è stato ampliato l’orario di lavoro di un educatore.
Grosse novità riguardano anche la scuola materna, con tre progetti, già partiti in questo mese di maggio: un laboratorio di arte per i piccoli, in collaborazione con il Museo Bernareggi di Bergamo; attività musicali per i “mezzani”; e teatro per i più grandi (a cura della compagnia “Teatro Minimo” di Ardesio). Oltre a ciò, è stato attivato un progetto per i bambini che, pur non essendo iscritti alla scuola dell’infanzia in paese, frequenteranno però dal prossimo settembre la scuola elementare di San Poalo d’Argon.
“Si tratta di sette bambini – prosegue Anna Picenoni – Questi vengono coinvolti al pomeriggio, facendo delle attività insieme ad altri bambini che sono iscritti alla scuola dell’infanzia e che hanno necessità di potenziare alcune abilità, in particolare nell’area linguistica e logico-matematica. Inoltre, sono partiti dei laboratori insieme a coloro che frequentano il “progetto posticipo” (doposcuola), che quindi sono ora seguiti da un’educatrice in più. Così facendo ampliamo l’offerta formativa per i bambini frequentanti e riusciamo a fare in modo che anche i non frequentanti arrivino alla scuola primaria più preparati, per fare in modo che l’esperienza scolastica successiva sia per tutti serena e soddisfacente. Da segnalare, poi, che con questi fondi si è riusciti ad abbassare di 5 euro il costo della gita per tutti i bambini della scuola dell’infanzia. Un piccolo gesto, ma importante e significativo per aiutare le famiglie: un minimo contributo che però fa capire ai genitori di essere compresi e sostenuti”.

Lorenzo Bonomelli