Grande entusiasmo sta suscitando fra i fans il nuovo EP di Lorenzo Gabanizza, l’affermato musicista veronese, ma residente a Fiorano al Serio. La sua nuova fatica, dal titolo “All the words we never said”, pubblicata lo scorso 15 maggio, ha raggiunto oltre 2000 stream in soli due giorni, entrando subito al 22° posto della European Country Academy Chart. Inoltre, la critica ha descritto il nuovo EP come “il suo miglior lavoro”, affermazione di un certo peso per un artista che ha al suo attivo cinque album e sei singoli.
Classe 1867, Gabanizza è un veterano del mondo della musica, ma anche dopo tutti questi anni e tutti i suoi successi, riesce ancora a tenere vivo l’affetto dei suoi fans. Dai tempi in cui era a capo di una cover band dei Queen, fino alle collaborazioni con mostri sacri quali l’Yvor Novello, Jeff Christie, Donovan, Vic Elmes e il Grammy engineer di Bob Dylan Mr Don Tyler, Gabanizza ha accumulato negli anni una cospicua fanbase in ogni parte del mondo (Australia, Norvegia, Germania, Stati Uniti, Canada e Regno Unito), che si sta addirittura ampliando dopo l’uscita del nuovo EP.
“All the Words we never said” è un brano con più prospettive. Superficialmente, tratta di una relazione che per varie ragioni non ha potuto realizzarsi e quindi, ci si sofferma su quella lancinante nostalgia del “What if”. E se fossi rimasto? E se fosse rimasta? Come sarebbe la nostra vita? Se avessimo avuto dei figli? E la nostra casa? Tuttavia, più profondamente, il brano compie un viaggio a ritroso e quasi metafisico, alla ricerca dell’amore che brucia in noi e di tutta quella tavolozza di sentimenti che lo tratteggia e che ci rende degni di essere chiamati “umani”. Questo messaggio è ancora più evidente nel videoclip, dove l’infanzia, magica e tenera, della donna che si rivede bambina, lascia intendere un grande quesito esistenziale. Non siamo infondo tutti noi in cerca di tenerezza? Non siamo infondo tutti sperduti in una immensità che va vissuta dal di dentro per non sentirsi disperati e soli? Non è forse l’unico vero abbraccio quello che ricordiamo nel candore della nostra infanzia? Odori, sensazioni, sentimenti che da quelle lontane radici, ci hanno fatto diventare ciò che siamo oggi e ci faranno diventare le persone che saremo domani, accompagnandoci sempre, e forse oltre. L’arrangiamento, molto soft e folk, ingloba volutamente un riff nervoso e ripetuto con la dodici corde, per rappresentare quella lotta esistenziale.
Per informazioni:
Lorenzo Gabanizza (340.6084216) – lorenzo.gabanizza@gmail.com