Olmo Fattorini, 27 anni di Gazzaniga, è uno dei tanti giovani che hanno deciso di vivere la vita viaggiando per il mondo, conoscendo luoghi, culture e società diverse. Da poco rientrato da un lungo viaggio tra Nepal e India, Olmo lo scorso fine giugno è ripartito alla volta del Canada. Diplomato nel 2009 come tecnico meccanico, oltre ai viaggi coltiva diversi altri hobby, tra cui la chitarra, la musica, lo sport (come il motocross e lo snowboard) e la fotografia, sua fedele ed inseparabile compagna di viaggio.
Durante la festa dell’Oratorio Sacro Cuore di Gazzaniga, tenutasi lo scorso giugno, Olmo ha esposto una galleria di scatti emozionanti e suggestivi rappresentativi dei suoi viaggi. E’ stata l’occasione per avvicinarlo ed intervistarlo.

Cosa ti ha spinto alla decisione di viaggiare?
Innanzitutto, sono partito nel 2011 in direzione Australia con il desiderio di imparare una lingua nuova: l’inglese. Quest’ultimo mi ha aiutato ad ampliare i miei orizzonti e a creare maggiori connessioni con altra gente, altri viaggiatori e con il mondo. Poi, la curiosità di conoscere nuove persone, nuove culture e stili di vita diversi.

Quali Paesi hai visitato, perché, e per quanto tempo ci sei rimasto?
Nel 2011, dicevo, sono partito per l’Australia, Paese in cui sono restato due anni, tra viaggi e lavoro; poi, nel 2014, ho intrapreso un viaggio dalla Thailandia fino a Gazzaniga via terra: passando per Laos, Cambogia, Vietnam, Cina, Mongolia, Russia ed infine attraverso altri Paesi europei. Mi sono fermato a casa per motivi di lavoro per circa tre anni, poi, nel settembre 2017, sono partito di nuovo verso Oriente, per andare a scoprire Paesi come Nepal e India.

Come ti sei guadagnato da vivere durante i tuoi viaggi?
Durante il mio soggiorno in Italia ho messo da parte un gruzzolo di soldi e in più, una volta all’estero, mi sono dato da fare con lavori saltuari come manovalanza e vendita di fotografie, quelle scattate durante i miei viaggi.

Come è (o è stata) la realtà dei viaggi rispetto alla tue aspettative?
Ho capito, dopo alcuni anni di viaggio, che è meglio farsi poche aspettative, proprio per non rimanere poi deluso. Per esempio, sull’India avevo un’aspettativa negativa, perché molta gente mi aveva parlato male di questo Paese: la diversità del cibo, il caos, l’inquinamento, gli odori forti e la gente che ti sta sempre addosso. Tuttavia, grazie alla mia esperienza, me la sono vissuta molto bene ed è stato più facile del previsto. In Nepal mi aspettavo delle grandissime montagne, ma queste si sono rivelate ancora più grandi. Un consiglio che posso dare a tutti è quello di non informarsi troppo sul Paese che si intende visitare: decisamente meglio godersi il momento della sorpresa.

Quali sono state le difficoltà e quali le esperienze positive?
La prima difficoltà incontrata è adattarsi: lo spirito d’adattamento è necessario per viaggiare, soprattutto nei momenti più difficili. E ancora di più nel mio modo di viaggiare: lontano da Resort, niente viaggi organizzati nè tanto meno pacchetti full optional. Però, posso dire che non ho mai avuto grosse difficoltà: bisogna cercare, come dicevo prima, di adattarsi allo stile di vita e alla cultura del luogo che si sta visitando. Invece, per quanto riguarda le esperienze positive, mi piace molto la semplicità e il modo in cui si vive la singola giornata, trovare un alloggio e trovare gente con cui parlare diventa un piacevole passatempo. Questo è anche lo scopo dei miei viaggi.

Quando viaggi, come sono i rapporti con le persone che incontri? E con i famigliari e gli amici a casa?
I rapporti con le persone sono tutto per me: è la motivazione che mi porta a viaggiare. Conoscere persone locali è l’obiettivo principale dei miei viaggi e, nella maggior parte dei casi, questi incontri sono sempre stati positivi, con inviti a cena e a dormire e anche stare in casa. Le persone sono sempre state curiose nei miei confronti, facendomi domande sulla mia famiglia, sul mio Paese, sui miei usi e costumi. I rapporti, invece, con la mia famiglia e i miei amici a casa sono sempre stati buoni; comunque, grazie alle nuove tecnologie come Skype o ai cellulari, è facile tenersi in contatto, anche perché in tutti i posti, anche nei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, si trova sempre qualcuno che può prestarti un dispositivo con cui sentire casa.

In che modo i tuoi viaggi hanno influito sui tuoi progetti futuri e sulla tua visione della vita?
Sui progetti futuri, sicuramente durante ogni viaggio: conoscendo nuove persone e creando nuovi contatti con i viaggiatori che incontro, mi partono nuove idee su dove viaggiare o lavorare in giro per il mondo. Sono molto influenzato dai viaggi: infatti, ogni viaggio mi cambia nettamente, anche se la vita in sé è un continuo cambiamento; viaggiare amplifica ancora di più questo mutamento, ovviamente in modo positivo.

Hai un sogno nel cassetto?
Credo che il mio sogno lo sto vivendo ora; quindi, sono molto felice di cosa sto facendo e come sto vivendo. Il mio sogno è che tutto continui in maniera positiva.

Silvia Pezzera