E’ uscito qualche mese fa il quarto libro del preparatore atletico albinese Eros Grazioli dal titolo “Oltre il limite”, la dedizione come vero talento, realizzato in collaborazione con 12 atleti campioni del mondo outdoor.
La domanda, che poi è l’idea centrale che si sviluppa durante tutta la narrazione e alla quale si cerca di dare una risposta, è la seguente: la dedizione, la fatica, la concentrazione e l’estrema caparbietà possono sostituire il talento naturale? L’abbandonarsi all’idea di non avere sufficiente talento non è forse soltanto una scusa per coloro che non hanno volontà di applicarsi in modo assiduo e rincorrere i loro sogni ad ogni costo? Il libro porta il lettore a scoprire quanto contino la predisposizione e la dedizione nella costruzione del successo, partendo dall’esperienza degli atleti intervistati.
Eros è nato a Gazzaniga nel 1970. Nel 1993 si è diplomato ISEF e nel 1998 è diventato dottore in scienze motorie all’università di Dijon in Francia. E’ stato un atleta agonista in vari sport tra cui l’atletica e lo scialpinismo: fonda il suo metodo di lavoro sull’esperienza diretta delle discipline praticate anche a livello agonistico. Si occupa di personal training e riabilitazione motoria, collabora con alcune palestre tra cui la Vigor di Abino e segue una quarantina di atleti professionisti e semiprofessionisti di varie discipline.
“I miei primi tre libri – spiega Eros – erano dei manuali specifici rivolti ad atleti professionisti e semi professionisti che praticano discipline sportive in montagna, mentre questo libro è rivolto a tutti coloro che amano la montagna e vogliono migliorare le loro motivazioni anche nella vita quotidiana. Ho scelto come titolo “Oltre il limite” perché ogni persona, che sia un campione di corsa in montagna oppure uno che deve fare per la prima volta una maratona o che fa sport per stare meglio ed essere in forma, ha un limite da superare, e il compito di un allenatore è fargli superare questo limite. Nel libro analizzo e spiego un importante concetto di Gianluca Spadoni, uno dei più grandi formatori d’Italia che dice: “Se è successo, ma non sai come è successo, non è successo niente”, perché se uno vince una volta, magari per caso, non conta; deve sapere perché ha vinto, com’è arrivato a quel risultato, che tipo di allenamenti ha fatto, dove può migliorare: solo così potrà diventare un campione.”
Gli atleti intervistati sono gli alpinisti Michele Boscacci, Tamara Lunger, Gesar Simon Messner, Kilian Jornet Burgada e Simone Moro. Quest’ultimo è anche scrittore, aviatore e formatore laureato in scienze motorie; gli arrampicatori Stefano Ghisolfi, Jim Reynolds, Maurizio Zanolla ed Eleonora Delnevo albinese arrampicatrice, che nel 2015 ha perso l’uso delle gambe dopo una caduta su un ghiacciaio; gli skyrunner Mario Poletti, Marco De Gasperi e Silvia Rampazzo.
Simone Moro spiega: “Per diventare un campione della montagna prima di tutto ci deve essere assolutamente il sogno, che deve essere preposto all’ambizione. Ti accorgi che il sogno è giusto e proporzionale alla tua ambizione se senti il fuoco dentro, se senti che da lui vieni ustionato letteralmente ogni giorno. Le abilità sono facili da allenare. Non sono quelle che fanno la differenza. Ci vuole un progetto, una strada, una squadra e mettersi in cammino, ma solo quando hai una passione folle, qualcosa di unico.”
Eleonora Delnevo dice: “Non voglio essere un esempio, ma la dimostrazione che con un atteggiamento giusto e con un sacco di voglia di fare si può ottenere molto. La montagna mi ha insegnato il valore della paura come stimolo, ma anche come consapevolezza dei miei limiti”.
Mario Poletti afferma: “Il vero talento è la consapevolezza. Prima di scoprire qual è il tuo limite, devi sapere chi sei tu”.
“Ho iniziato a scrivere il mio libro durante il primo Lockdown – continua Eros – e l’ho terminato a giugno 2020; durante questo periodo è stato uno stimolo importante che ha riempito le mie giornate. Durante il blocco ho cercato di stare vicino ai miei atleti dando loro dei consigli, li seguivo con i video o col telefono; quelli professionisti si potevano allenare mentre gli amatoriali no. Tutti gli atleti intervistati sono molto diversi tra loro sia fisicamente che psicologicamente e diverse sono le opportunità che hanno avuto nella loro carriera. Una cosa è certa e l’abbiamo sentita dire a gran voce dai nostri coach: le qualità genetiche e le opportunità date dall’ambiente sono solo una piccola parte nella realizzazione di un campione. Ma tutti questi atleti hanno alcune cose in comune: sono gentili, ottimisti, hanno una curiosità epistemica, sono alla ricerca della profonda conoscenza di sé, sono intelligenti, sono felici e grati, formulano desideri precisi, hanno grande semplicità e capacità di adattamento, non si preoccupano, sono inclini all’ascolto e al lavoro di squadra, non hanno scuse e non credono alla genetica del talento. La mia esperienza di trent’anni di lavoro mi ha insegnato che avere talento non basta. E’ la dedizione che porta a buoni risultati, come poi hanno confermato tutti gli atleti intervistati. In questo libro dò la possibilità alle persone normali di conoscere le soluzioni che sono state trovate per loro”.
Nella prefazione al libro l’alpinista Emilio Previtali, che è stato compagno di Università di Eros ai tempi dell’ISEF, ricorda che quasi tutti gli studenti del suo corso studiavano per migliorare le proprie performance da atleti, mentre Eros, quando ha capito che la sua strada non sarebbe stata solo l’agonismo, si era già concentrato sul fatto di diventare un bravo allenatore sperimentando già allora metodi di allenamento innovativi.
In questo libro, come del resto anche negli altri che ha scritto, la vera protagonista è la montagna vista come valore, come limite, come metafora della vita, della quale si è innamorato fin da bambino.
In fondo questi 12 campioni che ha intervistato sono i suoi eroi, non solo perché hanno vinto, ma per come l’hanno fatto con impegno e sacrifico.
La domanda se la fatica, la concentrazione e l’estrema caparbietà possono sostituire il talento naturale, in fondo è solo una provocazione, perché la vera domanda a cui il libro dà una risposta, è che avere talento non basta per diventare dei campioni della montagna: ci vuole tanto sacrificio, studio e dedizione, una risposta che vale non solo per lo sport, ma anche per l’arte, la musica, la letteratura e per la vita.
Per chi volesse comprare il libro è disponibile su internet al sito www.versantesud.it al costo di Euro 28,00 iva inclusa

Sergio Tosini