L’Oratorio di Villa Suardi, a Trescore, continua a rappresentare una piacevole scommessa per la Pro Loco di Trescore. E’ ormai da quasi vent’anni, sull’onda lunga del successo fatto registrare dalla mostra internazionale “Lorenzo Lotto a Trescore: immagini, documenti e temi dell’Oratorio Suardi”, che ad ogni primavera la Pro Loco di Trescore inserisce nella sua programmazione le visite guidate agli affreschi di Lorenzo Lotto.
E anche quest’anno il carnet del sodalizio turistico propone questa iniziativa, vero fiore all’occhiello dell’ente di via Suardi, perché l’unico autorizzato ad organizzare visite guidate. In verità, sono già tante le prenotazioni giunte in questi giorni alla segreteria della Pro Loco: non solo turisti italiani, ma anche stranieri.
Per la cronaca, è possibile visitare l’Oratorio Suardi, senza prenotazione, alla domenica pomeriggio: prima visita guidata dalle 15.00 alle 15.45; seconda visita guidata dalle 16.00 alle 16.45, con ritrovo presso Ufficio Pro Loco Trescore, in via Suardi 20.
La Chiesa, dedicata alle Sante Barbara e Brigida, è situata all’interno del Parco della Villa Suardi; viene costruita per volontà dei cugini Giovanni Battista e Maffeo Suardi all’inizio del XVI secolo. Nel 1524 viene affrescata da Lorenzo Lotto (ad eccezione dell’abside che è opera anonima, collegata dagli studiosi a un pittore anonimo della cerchia dell’artista bergamasco Jacopino de’ Scipioni), chiamato a Trescore proprio dal conte Gian Battista Suardi.
La parete sinistra dell’oratorio ha come protagonista Santa Barbara, in un susseguirsi di scene che illustrano la storia della Santa, il suo rifiuto del matrimonio impostole dal padre, i processi e la carcerazione, fino ai supplizi e alla morte ad opera del genitore. Il tutto viene rappresentato con un’estrema ricchezza di architetture, colori e personaggi.
Ai lati sono raffigurati alcuni eretici vissuti nei primi secoli del Cristianesimo, contro i quali hanno scritto e polemizzato i dottori della Chiesa (in particolare San Gerolamo e Sant’Ambrogio), presentati, con la Madonna e altri Santi, nei giragli formati dai tralci che partono dalle dita del Cristo-Vite situato al centro della parete: “Ego sum Vitis, Vos Palmites” è la frase evangelica che si legge sopra la grande figura. Più in alto vi è l’iscrizione, oggi illeggibile ma conosciuta, che ricorda committenti, autore e data di esecuzione.
I tralci proseguono nel soffitto a rappresentare una vigna, simbolo del popolo di Dio nell’Antico e nel Nuovo Testamento; vi giocano putti e angeli tra pampini, foglie e grappoli, oppure appoggiati a cartigli che recano iscrizioni delle Sacre Scritture o della liturgia, con particolare riferimento al Mistero dell’ Eucarestia.
Sulla parete destra troviamo, invece, alcuni significativi episodi della vita di Santa Brigida d’Irlanda, protettrice del mondo agricolo. Alla cerimonia della vestizione religiosa assiste la famiglia del secondo committente, Maffeo Suardi.
Anche su questa parete, come pure su quella di fondo, sono rappresentati i profeti dell’Antico Testamento e le Sibille. Un cameo: sopra la porta d’ingresso è visibile l’autoritratto del Lotto in vesti di cacciatore. Sul fondo notiamo Santa Maria Maddalena, nutrita con l’Ostia consacrata, e Santa Caterina martire d’Alessandria d’Egitto.
L’intero ciclo di affreschi, le tematiche, i simbolismi, sono un’efficace sintesi della predicazione contemporanea contro i rischi della riforma protestante, di cui erano diffusori gli eserciti tedeschi che periodicamente invadevano il territorio della Val Cavallina.
La Chiesa della Villa Suardi si trovava, sino al XIX secolo, proprio a lato della strada che metteva in comunicazione Bergamo e la pianura con le valli del nord. La sistemazione attuale del parco, della Villa e della Chiesa risale al XIX secolo: è il conte Gianforte Suardi a voler realizzare il corridoio aperto di collegamento tra la Chiesa e la Villa, insieme alle aggiunte in cotto sopra la pietra a vista originale, la costruzione del campanile e della piccola Sacrestia.

Pao.Ghi.