ORO tra Sacro & Profano

Giovedì 27 Febbraio prossimo alle ore 20:30, presso la Sala Gialla dell’associazione Culturale “Arte sul Serio”in Villa Regina Pacis a Comenduno, si svolgerà una chiacchierata storico-artistica

La serata è stata organizzata dall’associazione Culturale “Arte sul Serio” in collaborazione con il relatore: il Dottor Diego Ghisetti laureato in Chimica Industriale.

La conferenza della durata di un’ora è stata strutturata come una chiacchierata tra amici dove il relatore inizia a parlare del metallo: l’Oro, settantanovesimo elemento della Tavola Periodica, e paragonerà la tavola ad un cruciverba dove al posto delle lettere che compongono le parole ci sono gli elementi che compongono la materia.

L’itinerario continua parlando della scoperta del prezioso metallo, all’età del Bronzo fino ai giorni nostri, dalle antiche Civiltà come gli egizi che hanno consumato oro durante i Banchetti perché lo associavano alla Divinità.

Altre Civiltà nel mondo, non ancora globalizzato, utilizzavano l’oro per associarlo al divino. E’ per questo che nella Padova del XVI secolo il consiglio Cittadino dovette emettere un’ordinanza per limitare il numero delle portate, nei banchetti nuziali, ricoperte d’oro ad un massimo di due.

L’oro è anche il “Colore” attribuito al Divino in epoca Medievale e nell’arte bizantina dove il riferimento più interessante sono le icone. Per poter parlare della scrittura delle icone è necessario parlare del periodo storico in cui sono state concepite, perciò quando l’arte classica lascia il posto all’arte Tardo Antica e a quella paleocristiana.

Le icone rappresentano uno scrigno di simboli ed allusioni teologiche che all’epoca della loro genesi furono poco comprese in occidente, ma forse oggi l’occidente guarda con grande interesse a questi pezzi d’arte.

L’arte Bizantina ha avuto un ruolo anche in Italia, in particolare nell’epoca dell’esarcato nel V–VI secolo d.c., frammento molto interessante e raro, perché gran parte della produzione artistica precedente al X secolo è andata perduta a causa dell’ Iconoclastia.

La chiacchierata si chiude con alcune opere di G. Klimt che nel 1903 rimane folgorato dai Mosaici di Ravenna.

 

Il Presidente dell’Associazione, Efrem Bottani