Residente a Desenzano di Albino, Paolo Piccoli ha 33 anni, è sposato dal 2015 con Martina Carrara e, nell’ultimo anno, la famiglia si è allargata con l’arrivo del piccolo Mario. Laureato in scienze della formazione all’Università di Bergamo, lavora come educatore: attualmente, presso la Fondazione Honegger RSA di Albino; mentre in passato, restando sempre nell’ambito del sociale, ha collaborato con diverse realtà del territorio, lavorando con la disabilità, con gli adolescenti in difficoltà e con i minori con problemi familiari. Dopo la famiglia e il lavoro, buona parte del tempo libero viene dedicato alla musica: infatti, è leader e voce della Piccola Orchestra Karasciò.
Una figura versatile, con tanti interessi, da scoprire. Ecco spiegata questa intervista.

Di che si occupa nel suo lavoro presso la Fondazione Honegger RSA?
Mi occupo di terapie non farmacologiche per persone anziane o con malattie degenerative. Si tratta di interventi che agiscono sulla sfera cognitiva, cognitivo-comportamentale, relazionale ed emotiva. L’obiettivo è quello di ridurre i livelli di stress, migliorare la qualità della vita e, auspicabilmente, rallentare anche il decorso della malattia, potenziando le residue funzioni intellettive, fisiche e affettive.

E come si è avvicinato alla musica?
Un po’ per caso. Avevo una forma di attrazione verso le chitarre, non tanto per il loro suono, quanto per l’oggetto in sé. Cosi, ho comprato una chitarra e da lì ho scoperto un mondo. Dopo alcuni anni di studio dello strumento, sono arrivate anche le lezioni di canto, le prime esperienze in gruppi locali, fino ad approdare al progetto Piccola Orchestra Karasciò.

Come e quando è nata la Piccola Orchestra Karasciò?
Tutto nasce nel 2008, a Bergamo. L’idea era quella di dar vita ad un progetto musicale che desse spazio alla composizione di brani inediti. Ancora oggi, a distanza di dieci anni, il gruppo propone un repertorio che, partendo dal vissuto popolare e dalla canzone d’autore, cerca di catturare nuovi sguardi sul mondo e possibili prospettive sul futuro. Nella band convivono due diverse anime. Un’anima elettrica, proposta in contesti live di grandi dimensioni come i festival estivi, e un’anima acustica, più mite e raccolta, che lascia spazio alle parole cantate e recitate e alla forza evocativa delle musiche e delle melodie. Ormai, sono 10 anni che suoniamo. Così, lo scorso anno abbiamo festeggiato il decennale.

Chi sono i componenti?
Nel corso degli anni, sono stati tanti i musicisti che hanno fatto parte del gruppo, contribuendo alla crescita del progetto. Attualmente, il gruppo è composto, oltre che dal sottoscritto alla voce e alla chitarra acustica, da Fabio Bertasa alle chitarre elettriche, Roberto Nicoli al basso e contrabbasso, Marco Cossali alla batteria, percussioni e cajon e Francesco Moro alla fisarmonica e alle tastiere.

Come si articola il vostro repertorio?
L’orchestra ha all’attivo più di 200 concerti nel nord Italia e diversi riconoscimenti, tra cui la vittoria al festival “Voci per la Libertà” – “Premio Amnesty Italia Emergenti” con il brano “Beshir”, e la vittoria del contest “Different Music per la Costituzione”; poi, premio “Miglior gruppo rivelazione 2011” al MEI di Faenza, “Miglior concept-album folk 2015” con “Apologie”; premio “Beppe Gentile” (patrocinato dal Club Tenco); finalisti al premio “L’artista che non c’era” e al premio “Pierangelo Bertoli”; partecipazione al contest “Sound Check” di CASA SANREMO durante la settimana del Festival di Sanremo; e la “convocazione” del gruppo alla corte del maestro Mogol. Inoltre, diversi passaggi su radio nazionali (puntata speciale nella trasmissione “Demo” su Radio 1 RAI; passaggi a “La Zanzara” su Radio 24, “Caterpillar” Radio 2 RAI e Isoradio) e su alcuni importanti mezzi televisivi (“Non solo moda” – CANALE 5 per il Festival Verdi; “Uno Mattina”, per il Premio Amnesty su RAI 1. Fra i live più importanti compaiono, per esempio, il Barezzi live (con special guest Franco Battiato e Stefano Bollani), Casa SanRemo, Rai Radio 1 (live acustico), sul palco con Van De Sfroos per lo spettacolo “Terra e acqua”, Filagosto, Boom Boom Festival, Summer Sound Festival, e tanti altri.

Quali sono i prossimi concerti?
Per rimanere aggiornati su concerti e progetti futuri, vi rimando al nostro sito www.piccolaorchestrakarasciò.com. Qui, si trova tutto quello che serve per conoscerci meglio.

Quali i programmi per il 2019?
Il 2019 ci vedrà impegnati nella promozione del nostro ultimo lavoro discografico “Qualcosa mi sfugge”, uscito l’anno scorso sotto etichetta RadioCoop. Nel frattempo siamo al lavoro sulla produzione di nuove canzoni, che entreranno a far parte di un nuovo album. Per ora, comunque, è prematuro parlare di una data d’uscita, siamo ancora in piena fase creativa.

Ha dei sogni nel cassetto?
Fra i tanti sogni, più o meno realizzabili, uno su tutti vorrei che si realizzasse: un bel viaggio in un Paese lontano, con tutta la famiglia ovviamente; destinazione, Africa.

Ti.Pi.