Petello: una storia dimenticata

Petello è una località situata sopra Bondo, sulla mulattiera che porta ad Amora. Il nucleo principale di Petello è il caseggiato posto a monte della chiesa, una costruzione piena di storia e ora ridotta a rudere.

Un tempo quella località era una meraviglia, con la sua sorgente e il suo frutteto, e quando passavo mi fermavo sempre ad ammirarla. Il grande caseggiato, già citato nei manoscritti del luogo e documentato nell’archivio della parrocchia di Bondo Petello nel 1680, ospitò fino a dodici gruppi familiari. Allora su luogo della chiesa esisteva una semplice tribulina che, a spese dei residenti, fu trasformata nell’attuale chiesetta dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, con annesso l’alloggio del “remet” (guardiano). Il luogo sacro era fornito di tutto il necessario per celebrare le funzioni religiose e ogni anno si nominava un amministratore per la sua manutenzione. Il portico della chiesa serviva per la sosta dei funerali che dalle contrade di Montagna, Amora, Ama e Pradale, scendevano verso la parrocchiale di S.Giuliano di Albino per dare la sepoltura.

L’ultima famiglia che ha abitato quel complesso aveva per nome Carrara, come tutte quelle che l’avevano preceduta per oltre tre secoli: lasciò Petello nel 1937 e da allora il caseggiato non fu più abitato e il terreno fu usato a scopo agricolo solo per qualche anno, poi rimase incolto e la casa cominciò a diroccarsi.

Ora il rudere ha un nuovo proprietario, che è intenzionato a ristrutturarlo, ma purtroppo per sofisticate leggi locali, un recupero adeguato alle necessità dei tempi moderni appare quasi impossibile da realizzare. Si corre così il rischio che anche la memoria di questo storico posto vada completamente abbandonata.

 

Giovanni Tribbia