Pieno successo per “La Passione di Gesù Cristo 2016”

 

Anche quest’anno, alla sua terza edizione, “La Passione di Cristo”, portata in scena dal dall’Associazione Storica Città di Albino (Astorica) lo scorso 18 marzo, ha colpito nel segno, riscuotendo consensi e apprezzamenti.

 

Da segnalare, innanzitutto, la novità di questa versione 2016. Infatti, la rappresentazione si è svolta in una veste completamente rinnovata, grazie alla regia di Roberto Frutti, che ha voluto far rivivere i momenti drammatici della passione, pur nel completo rispetto dei testi sacri, da un punto di vista un po’ diverso da quello classico, cioè dallo sguardo attento di un centurione romano, quindi un elemento né cristiano né ebreo, bensì un pagano, testimone dei fatti per motivi di servizio, dapprima estraneo a quanto si sta svolgendo sotto i suoi occhi, ma a poco a poco sempre più coinvolto dalla figura di questo Gesù che gli viene affidato per essere condotto a morire in croce.

In merito alla cosa, abbiamo chiesto chiarimenti allo stesso regista Roberto Frutti: “Quest’anno abbiamo voluto un po’ giocare con la Passione di Cristo, distaccarci dalla nostra classica immagine religiosa e dare nuova vita al tutto, prendendo dalla stessa tutti i significati più attuali presenti nella Bibbia. Per fare tutto ciò, però, ci serviva un pretesto, una scusa, per valutare in modo neutrale tutta la Passione, e d ecco allora l’idea: raccontare tutte le vicende scritte nei Vangeli con il punto di vista di un soldato romano che, incaricato di sorvegliare “un dozzina di persone poco raccomandabili, secondo i sommi sacerdoti del tempio”, conoscerà Gesù di Nazaret e rifletterà sui suoi ultimi istanti di vita. Ebbene, senza volerlo abbiamo creato una “macchina” perfetta per raccontare una storia che già tutti conoscono, ma su cui pochi si sono soffermati a fantasticare. Il tutto, poi, doveva essere semplice, con poche scenografie, pochi oggetti di scena, poca luce e dialoghi chiari, netti, concisi, quasi come quelli che ogni giorno facciamo con un nostro amico o conoscente. Quello che mancava, doveva essere colmato dalle emozioni e dai sentimenti, le uniche vere ricchezze appartenenti a tutti i protagonisti della Passione di Cristo”.

La parte teatrale si è svolta presso il Parco Alessandri con una rappresentazione durata poco meno di un’ora, senza nessuna pausa, dalla lavanda dei piedi all’arresto di Gesù, con il successivo processo e condanna, con una sequenza ininterrotta di azioni fortemente emotive, alla luce dei bracieri, attorno ai quali era radunato il popolo che, sobillato dai sacerdoti, chiedeva a gran voce la condanna alla crocefissione.

Numerosi i momenti particolarmente intensi e coinvolgenti, come quello in cui Pietro, al canto del gallo, si rende conto di aver rinnegato per tre volte il Maestro, oppure quando Giuda Iscariota negozia con Caifa il prezzo del sangue innocente; ma dopo essersi reso conto di ciò che ha fatto, se ne pente e va a restituire i trenta denari a Caifa.

Momento di forte impatto emotivo è stata la fustigazione di Gesù da parte delle guardie, che si prendono gioco di lui prima della sua condanna definitiva, al quale ha fatto seguito la liberazione di Barabba e l’avvio di Gesù, con la croce sulle spalle, verso il Calvario, accompagnato da due ladroni, anch’essi condannati alla stessa sorte, dalla folla urlante, dai legionari, dai sinedrini e dai sacerdoti.

Il percorso verso il Calvario si rivela essere un percorso pieno di sofferenza, durante il quale Gesù, travolto dalla furia delle guardie, cade più volte e dietro di lui cadono anche i ladroni che cercano continuamente di opporsi alla violenza dei loro aguzzini che li percuotono ferocemente, incitati dalla folla che reclama a gran voce la loro morte. Qualche breve momento di sollievo, ma anche di amarezza e di dolore, nell’incontro di Gesù con le pie donne, con Simone di Cirene che lo aiuta a portare la croce, e con la Veronica che gli asciuga il sudore e lo accoglie tra le sue braccia, ma subito arrivano le guardie feroci che li allontanano e fanno proseguire il triste corteo verso la meta.

L’arrivo al Calvario, allestito nel parco Servalli, è stato molto carico di emotività con le tre croci nell’oscurità della notte ad attendere il Nazareno, due delle quali già con i ladroni appesi. Attorno alle croci i legionari, i sacerdoti ed il popolo, ancora vociante e impaziente di assaporare lo spettacolo della crocefissione e morte di Gesù, ma anche alcune pie donne e alcuni uomini miti ed addolorati che assistono silenziosi alla morte di un innocente; tra questi ultimi troviamo, sotto la croce centrale, l’apostolo Giovanni, quello preferito da Gesù, il quale, poco prima di morire, affida alle sue cure, Maria, sua madre. Fatto questo, Gesù si rivolge al Padre e, siccome ormai “tutto è compiuto”, esala l’ultimo sospiro.

A questo punto Longino, il legionario, si avvicina alla croce e pronuncia la frase finale “Veramente costui è figlio di Dio!”, dopo la quale tutta la rappresentazione è terminata e gli spettatori hanno avuto modo, andandosene via, di fare le proprie riflessioni, ciascuno secondo la propria sensibilità, cultura e coscienza.

Questo il commento di Giuseppe Usubelli, presidente di Astorica: “Quest’anno abbiamo voluto introdurre una novità rispetto alle edizioni precedenti, grazie ad un gruppo di giovani artisti albinesi e non albinesi, dando più spazio alla parte recitata al posto del narratore con voce fuori campo: sulla scena abbiamo introdotto appunto la figura di Longino, che ha guidato il pubblico attraverso le varie scene, aiutandolo a meglio cogliere i significati più profondi di quanto stava accadendo. Ringrazio quindi il regista Roberto Frutti che ha dato nuova veste alla rappresentazione, il Comune di Albino, le parrocchie, la sezione albinese degli alpini, la Polisportiva Desenzanese, il Fiorista Carrara Mario e la Ferramenta Buttinoni; ma anche il gruppo storico di Ubiale-Clanezzo, che ha partecipato attivamente alla rappresentazione, e ringrazio tutti i figuranti che per tre mesi hanno preso parte assiduamente alle prove serali fino alla rappresentazione finale; e naturalmente ringrazio tutto il pubblico che ha assistito numeroso e con molto interesse. Posso citare solo i nomi dei figuranti che hanno avuto i ruoli principali, sottolineando che tutti i figuranti hanno comunque svolto un ruolo importante e fondamentale: Maurizio Bettazzoli nel ruolo di Gesù, Andrea De Simone nel ruolo di Pilato, Roberto Frutti come Longino, Elio Carrara come Caifa, Dario Arizzi come Anna e Umberto Gamba come Pietro”.

Ti.Pi.