Domenica 22 aprile, durante la messa delle ore 11, ho avuto la possibilità di assistere ad una bellissima testimonianza di carità.
Il mio amico Ernesto, che noi tutti in parrocchia conosciamo come Tino, sempre sorridente, generoso ed altruista all’inverosimile, ha organizzato un incontro seguito da un pranzo, con alcune persone che in primis fanno parte di un progetto di solidarietà rivolto a bambini con bisogni speciali, che vivono situazioni di vita di grande sofferenza in Bosnia. Anche se sono passati tanti anni dalla vergognosa guerra, la povertà dilaga ancora e chi subisce maggiormente questo dramma, sono sempre i più deboli, ovvero i bambini, spesso anche ammalati e gli anziani.
Tino ci ha raccontato come la sua avventura è cominciata oltre 20 anni fa, in particolare nella città diMostar. Il suo primo impegno è stato in un orfanotrofio, che ospitava 70 bambini poverissimi, gestito da due suore: Suor Josepa e Suor Cornelia. Da li non si è più fermato. All’inizio portava farina per il pane, poi grazie al Gruppo Caritas ed anche ad alcune associazioni nate nel corso degli anni, si arriva a portare fino a 20 furgon ial mese, stracolmi di pacchi di alimenti, viveri di prima necessità, medicinali e quant’altro possa alleviare le sofferenze di questi piccoli ospiti.
Dopo questa introduzione, ha portato la sua commovente testimonianza Elena, una signora di Genova che insieme al marito Massimo, diversi anni fa hanno compiuto un grande passo, decisivo per la loro vita. Un Pellegrinaggio a Medjugorie agli inizi degli anni 2000, li ha completamente cambiati. Da allora tornano circa 5 volte all’anno negli orfanotrofi Di Mostar, Sarajevo , in ospedali psichiatrici, in campi profughi, con convogli umanitari, attraverso l’ Associazione Fabio vita nel mondo Onlus della quale fanno parte, carichi di generi alimentari, vestiario, coperte , prodotti per l’igiene ed in più promuovono numerosi progetti socio-assistenziali , come ad esempio riunire oltre 50 bambini e ragazzi di diversi orfanotrofi di Mostar e Sarajevo ed organizzare un campo estivo in Liguria. Qui i ragazzi si ricaricano di gioia, serenità e voglia di vivere. Ma lo cosa più toccante è stato quando ci ha detto che lei e suo marito hanno deciso di adottare 4 bambini, tutti con gravi problemi di salute, che se fossero rimasti in Bosnia, avrebbero avuto una vita segnata. Grazie all’amore di questa famiglia, alle cure mediche prestate, questi bambini possono vivere una vita serena e normale, come è giusto che sia.
Tino mi ha raccontato che un ragazzo, sentendo tutto ciò, dopo la messa è tornato da lui con 500 dollari, per devolverli all’associazione.
E’ stata veramente una celebrazione toccante, alle quale è seguito un pranzo, offerto interamente da Tino, con la preziosa collaborazione delle bravissime cuoche e degli amici che hanno servito ai tavoli. Al pranzo hanno partecipato un congruo numero di amici dell’associazione Fabio vita nel monto, provenienti da più parti d’Italia, moltissimi parrocchiani, sempre pronti, sensibili e generosi nei confronti delle richieste di carità, un buon gruppo di componenti della corale e non ultimi il Parroco don Giuseppe e Don Andrea. A tale proposito, Tino ha destinato la cifra di 1.000 euro appunto per le necessità dell’oratorio e per il rifacimento del tetto. Colgo l’occasione per ringraziare Don Andrea, che da quando è entrato nella nostra comunità, si è attivato subito per rendere l’oratorio una vera casa aperta ai giovani, i anche a quelli in difficoltà, sempre pronto ad ascoltare, organizzare, collaborare. Una casa dove ci si accoglie, ci si stima, si cresce insieme e ci si orienta con passione verso gli stessi ideali. Anche i bambini di quinta elementare si sono dati da fare ed aiutati dalle catechiste, hanno offerto dei fiori fuori dalla messa, inoltre hanno realizzati dei fiori di carta per abbellire i tavoli ed i hanno raccolto la considerevole cifra di duemila euro. Tutto il ricavato è andato a favore dell’associazione Fabio vita del mondo, che si occupa appunto di aiutare bambini bosniaci ammalati, che vengono portati all’ospedale di Genova per essere curati. Vengono curati bambini con malattie cardiache, con i piedi equini, bimbi farfalla, chiamati cosi perché questa malattia rende la loro pelle e le mucose talmente fragili, pari quelle ali di una farfalla. Questa rara malattia genetica, fa si che questi piccoli si possano ferire anche con una semplice carezza. Necessitano di lunghe e quotidiane medicazioni e bendaggi. Bimbi con le malformazioni congenite alle mani, insomma cose inimmaginabili… La signora Elena ci ha raccontato che la sua famiglia ospita i genitori dei bambini che vengono ricoverati all’ospedale e che spesso, dopo una giornata di lavoro, si prende cura dei bimbi da medicare, perché come dicevo prima, sono cure che richiedono molte ore e molta delicatezza nel farle. Concludendo, è stata veramente una bella domenica dove la nostra comunità parrocchiale ha aperto il proprio cuore verso i più deboli, verso bambini meno fortunati dei nostri, dimostrando una partecipazione viva e generosa, grazie anche al sostegno costante del Parroco Don Giuseppe, che appoggia sempre queste iniziative di solidarietà e Don Andrea.
Tino è stato commosso per quanti hanno ascoltato il suo appello, ai quali va il suo più vivo e sincero ringraziamento. GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Naturalmente il grazie più grande va alla Mamma del cielo, che attraverso queste persone apre i nostri occhi ed i nostri cuori, rendendoci consapevoli che la vera ricchezza è quella dell’anima, e che un piccolo gesto, una rinuncia, un prendersi cura di…, possono cambiare la nostra vita e quella di chi ci sta accanto, rendendola incredibilmente bella e degna di essere vissuta.
“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo, l’oceano avrebbe una goccia in meno”
( Madre Teresa di Calcutta)

Giovanna Soliani