Precisazione sull’articolo apparso su “l’Eco di Bergamo”

In riferimento all’articolo pubblicato su l’Eco di Bergamo in data 2/10/13 dal titolo “Piazzo, il passaggio della discordia verso una soluzione dopo vent’anni”, ad integrazione dello stesso la scrivente Associazione “Insieme per Piazzo”, portatrice di interessi diffusi qualificati, ritiene importante fornire ulteriori informazioni utili per fare chiarezza sull’annosa controversia che riguarda il “passaggio alla ex Cà di Fade”, nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale di Piazzo nel Comune di Albino. Si precisa che il presente scritto è stato inoltrato a più soggetti direttamente o indirettamente interessati alia questione (giornali, formazioni politiche, associazioni ambientaliste, enti pubblici).

Nel maggio 1999 il principale passaggio di collegamento tra i Comuni di Albino e di Membro nel territorio di Piazzo venne chiuso dalla proprietà del fondo dell’ ex Cà di Fade, la famiglia Bergamelli, con uno sbarramento abusivo collocato nei pressi dell’edificio menzionato (in Comune di Albino), impedendo così il transito a pedoni e mezzi agricoli che a memoria d’uomo era sempre stato abituale e libero.

Tale situazione provocò una drastica riduzione della frequentazione del sito, soprattutto da parte di gruppi familiari e di persone anziane in quanto il percorso era di facile ed agevole percorribilità e adeguato anche alle esigenze del più tranquillo escursionista.

A nulla valsero le numerose iniziative promosse dalla scrivente Associazione perché si realizzasse un by-pass che non snaturasse il percorso e si ricongiungessero i due tronchi di strada interrotti, salvaguardando nel contempo la privacy della proprietà. Vennero raccolte testimonianze (330 dichiarazioni sostitutive di atto notorio depositate in Comune) che certificavano e dimostravano l’interesse pubblico di tale passaggio e la reale sussistenza dell’uso pubblico dello stesso.

L’Amministrazione Comunale in carica all’epoca si dimostrò però ostile nei confronti dell’Associazione che chiedeva la salvaguardia degli interessi dei cittadini; l’Associazione propose alcune alternative di facile percorribilità da contrattare con la proprietà, alternative comunque che la stessa proprietà rifiutò di prendere in considerazione (v. mensile “Microfono Aperto” di gennaio 2000). La stessa Amministrazione Comunale infine non volle riconoscere il pubblico interesse al passaggio e ridusse il fatto ad un mero contenzioso tra privati, l’Associazione “Insieme per Piazzo” e la proprietà.

Col passare degli anni I’ incessante pressione di parte della cittadinanza, rappresentata dall’ Associazione, spinse l’Amministrazione Comunale ad occuparsi nuovamente del problema; essa assunse il ruolo di mediatrice tra l’Associazione e la proprietà che però avanzò alcune proposte che assolutamente non ottemperavano alla necessità di ristabilire un percorso di facile e agevole percorribilità, adeguato anche alle esigenze del più tranquillo escursionista e che quindi giustamente finirono nel nulla.

Dal 2007 al 2010 ci sono stati vari incontri tra la proprietà e il Comune di Albino inerenti il passaggio alternativo. Importante il tentativo fatto dall’Amministrazione Comunale in carica nel 2007, non accolto dalla proprietà, e riproposto nel 2010 dall’attuale Amministrazione Comunale che prevedevano entrambi la realizzazione di un valido percorso, di agevole frequentazione per tutti, sul fondo dell’ampio prato sottostante l’ex Cà di Fade al confine fra il prato e il retrostante bosco in cambio della cessione alla proprietà dell’ultimo tratto delle due strade comunali “di Piazzo” e “della Valle” che lambiscono l’edificio.Tale percorso(definito “la terza via”) venne proposto dalla nostra Associazione già nel 1999 dopo la chiusura del passaggio (si cita ancora “Microfono Aperto di gennaio 2000) e via via successivamente fino ai giorni nostri (v. verbale dell’ incontro avuto dall’Associazione con ring. Silvio Calvi per conto della proprietà, datato 24/09/2012). Ancora una volta la proprietà non accettò la proposta e poco dopo presentò una controproposta, in parte simile a quella presentata l’estate scorsa brevemente descritta nell’articolo dell’Eco di Bergamo del 2 ottobre scorso, controproposta che venne bocciata dal Consiglio Comunale nel novembre 2010 .

A questo punto, l’Amministrazione Comunale fu costretta a prendere una decisione drastica: nel febbraio 2011 deliberò l’avvio della procedura d’ esproprio del terreno necessario alla realizzazione del raccordo stradale (ciclopedonale) complessivamente più breve e quindi meno oneroso per le casse comunali, già previsto dal Piano di Governo del Territorio. Contro la procedura d’esproprio e le norme del PGT di riferimento la proprietà si oppose facendo ricorso al TAR, sostenendo la validità del suo progetto di percorso alternativo. Il TAR, con sentenza n.886 del 2012 respinse il ricorso giudicando la proposta alternativa formulata dalla proprietà “…non idonea al pieno soddisfacimento dell’interesse pubblico corrispondente alla possibilità di garantire la piena percorribilità del tracciato, tenuto conto della condizione dei luoghi…”. In data 8/8/2013 la proprietà ha riproposto, con alcune variazioni non sostanziali, il suo controprogetto di percorso alternativo che l’Amministrazione Comunale ha bocciato con comunicazione alla proprietà datata 23/09/2013.

Nel frattempo la procedura d’esproprio, avviata il febbraio 2011, ha fatto gran parte del suo iter burocratico; ma la legge di stabilità ha creato problemi impedendo al comune di spendere i fondi disponibili per pagare l’indennizzo di esproprio delle aree e per realizzare l’opera. Per superare tale scoglio il 9 luglio scorso è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Comune e la nostra Associazione in base al quale l’Associazione ha donato al Comune la somma di € 10.000 (frutto di una raccolta di fondi) a titolo di contributo per l’esproprio delle aree, in modo da poter perfezionare la procedura espropriativi, mentre il Comune si è impegnato a realizzare l’opera entro la fine anno.

L’Associazione ringrazia tutte le persone che hanno contribuito al pieno successo della raccolta di fondi denominata “Una zolla per Piazzo” dimostrando ancora una volta il forte attaccamento che la cittadinanza ha per il territorio del Parco di Piazzo.

 

Per L’Associazione Insieme per Piazzo

Il presidente, Gianmario Locatelli