Presentato il lavoro della Commissione di Lavoro sull’eventuale fusione fra i comui della Media Valle Seriana

“Perché è meglio un Comune unico in Media Valseriana: confronto con la società civile”. Questo il titolo dell’incontro pubblico convocato il 15 maggio scorso all’Oratorio di Semonte e organizzato dalla commissione di studio, denominata “Commissione Comune Unico Media Valseriana”, per effettuare le valutazioni per un’eventuale fusione tra i 5 Comuni contigui di Vertova, Colzate, Fiorano al Serio, Gazzaniga e Cene. Un “confronto con la società civile” (così recitava la locandina), naturale epilogo del lavoro avviato dall’ottobre scorso proprio dalla Commissione che, nelle intenzioni del Comune di Vertova, promotore dell’idea di fusione, doveva valutare ed approfondire l’ipotesi di una fusione, riunendo i rappresentanti dei 5 Comuni della Media Valle. In cabina di regia l’ex-sindaco Riccardo Cagnoni, che già nell’agosto scorso aveva ricevuto l’incarico, mediante apposita delibera consigliare del Comune di Vertova, di costituire tale commissione. Da segnalare che nella Commissione era prevista la partecipazione di un rappresentante di ogni gruppo consiliare di maggioranza e di opposizione, ma alla stessa hanno partecipano i soli rappresentanti dei gruppi di minoranza, oltre al sindaco di Vertova, mentre hanno disertato i sindaci degli altri Comuni. La Commissione ha presentato i dati in un documento tecnico, evidenziando i vantaggi che deriverebbero dalla fusione, approvandolo nella seduta del 27 aprile.

 

Una serata per illustrare il progetto

A fare gli onori di casa, il parroco di Semonte don Mario Grigis; poi, ha portato il proprio saluto il Presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi che ha espresso il suo plauso ed il sostegno della Provincia al Progetto. Sono intervenuti, poi: il Presidente di Confindustria Bergamo Ercole Galizzi, il Pro Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini, il Segretario provinciale della CgIL-SPI Gianni Peracchi, il Segretario Generale Ancitel Lombardia Massimo Simonetta. Sono inoltre intervenuti, portando la loro esperienza ed il loro parere sull’ipotesi di fusione il sindaco del Comune di Valsamoggia, quarto Comune della provincia di Bologna in ordine di dimensione, nato nel 2014 dalla fusione di 5 Comuni e che oggi conta 30.000 abitanti, e il Sindaco di Valbrembilla, uno dei due comuni bergamaschi nato nel 2014 dalla fusione di due comuni nel caso specifico di Brembilla e Gerosa.

Non si perde l’identità: l’esempio di Semonte

La scelta di Semonte non è stata casuale ma voluta per rimarcare che con la fusione dei Comuni non si perde l’identità territoriale e culturale. Semonte è una località e Parrocchia i cui abitanti sono per due terzi residenti nel Comune di Vertova ed un terzo in quello di Fiorano. La Chiesa insiste sul comune di Vertova, come il cimitero, mentre l’oratorio e la casa del parroco, che sorgono di fronte, sono situati sul comune di Fiorano al Serio. Non è più un Comune autonomo da oltre 500 anni, ma ciò non toglie che abbia mantenuto forte la propria identità, con una propria sezione alpini, dell’Avis, una squadra di calcio, un proprio Oratorio, una processione a venerazione del Santo Patrono (S. Bernardino), ecc. I cittadini si sentono orgogliosamente e legittimamente parte della comunità di Semonte, indipendentemente dal fatto che l’Amministrazione comunale che li governa si chiami Fiorano o Vertova. A loro, come a qualsiasi altro cittadino, non interessa il contenitore ma il contenuto, ossia pagare meno tasse ed avere migliori servizi.

Una nota stonata

L’incontro è stato preceduto da uno strascico polemico in quanto i sindaci, dei Comuni di Gazzaniga, Fiorano Al Serio, Cene e Colzate hanno vietato l’affissione delle locandine col logo del loro Comune, non autorizzandolo e facendolo togliere dalle stesse.

“Nessuna polemica – ha affermato Riccardo Cagnoni – lo scopo della serata era di aprire alle famiglie ed alle parti sociali una serena discussione, basata su dati concreti, dettagliati e verificati. Dispiace che alla serata non abbiano voluto partecipare i Sindaci degli altri 4 Comuni ai quali avevamo inviato un espresso invito scritto ben 10 giorni prima. Ritengo che fosse un loro dovere se non avessero voluto partecipare al dibattito, quantomeno di ascoltare le posizioni dei relatori, espressione della società civile e quindi della gente che gli ha affidato il mandato di governare. Sono sicuro tuttavia che ci saranno in futuro numerosi altri momenti di confronto pubblico ai quali anche gli altri sindaci non si sottrarranno”.

Il progetto di fusione amministrativa

Erano così tante le persone intervenute, che nel salone dell’oratorio di Semonte si sono dovute togliere le pareti divisorie mobili laterali e utilizzare l’intero spazio destinato al bar.

Il documento presentato, dall’ex-Sindaco di Vertova Riccardo Cagnoni, coordinatore della Commissione, distribuito alle 9.000 famiglie dei 5 Comuni, illustra le finalità del Comune unico e il perché pensare alla fusione, ed elenca i servizi che vengono erogati dai cinque Comuni (biblioteca, asili nido, scuola primaria e secondaria, aree cimiteriali, piattaforma ecologica, raccolta e smaltimento rifiuti, polizia locale), evidenziando, a fronte di una omogeneità territoriale, le numerose difformità nella gestione sia in termini di tassazione che di servizi, creando spesso legittime ma ingiustificate disparità di trattamento tra i cittadini (talvolta abitanti nella casa di fronte o di fianco) appartenenti a diversi Comuni.

Dalla fusione amministrativa dei Comuni nascerebbe una città di circa 19.000 abitanti che assumerebbe un rilievo importante nel panorama provinciale attuale, costituito da 242 comuni, diventando il primo Comune in termini dimensionali della Valle Seriana e collocandosi al quarto posto, insieme a Romano di Lombardia, e dopo Treviglio, Dalmine e Seriate nell’intera provincia bergamasca.

Le tabelle esposte nello studio mostrano inoltre una tassazione notevolmente diversa tra i Comuni evidenziando che la tassazione media per abitante risulta più elevata nei Comuni con popolazione inferiore.

Un beneficio economico di oltre 15 milioni di euro

Il documento riscontra poi risparmi derivanti dalla razionalizzazione delle risorse umane di circa 500.000 euro all’anno, riducendo da cinque a uno il numero dei Sindaci, delle Giunte comunali, dei Segretari, dei Responsabili di ciascun settore, oltre ad apportare un miglioramento dell’efficienza grazie al conseguimento di una maggiore professionalità dei dipendenti. La fusione consentirebbe inoltre per 5 anni lo sblocco dal patto di stabilità, oggetto di costanti lamentele dei sindaci, in quanto impedisce loro di intervenire e utilizzare le già scarse risorse disponibili: il Comune unico libererebbe risorse rendendole immediatamente disponibili per gli investimenti per 4.400.000 euro, oltre agli avanzi di amministrazione che si riformeranno nel prossimo quinquennio. Da ultimo, sono previsti a favore dei Comuni che si fondono ulteriori trasferimenti statali quantificati in 738.786 euro all’anno. I Comuni che si sono recentemente fusi hanno già incassato gli incentivi che lo Stato ha messo a disposizione. In conclusione il beneficio economico che si renderà disponibile dalla fusione per il territorio nel decennio è quantificabile in non meno di 15.690.807 euro.

I prossimi passi…

La serata si è conclusa con un “arrivederci a presto” tra le parti presenti. Il prossimo “step” sarà un un approfondimento di carattere scientifico, con l’obiettivo di analizzare gli effetti sull’economia locale, sull’efficienza, sui servizi sociali, ecc. Questo progetto di studio sarà realizzato dall’Università di Bergamo e da Confindustria Bergamo, con la collaborazione dei sindacati, e la partecipazione del Comune di Vertova (ma Cagnoni auspica e crede nella disponibilità a partecipare anche degli altri quattro Comuni). Nell’autunno prossimo, inoltre, è prevista, in collaborazione con l’Istituto statale ISISS Valle Seriana di Gazzaniga, la realizzazione di un progetto, come scuola e come “Commissione legalità – cittadinanza attiva” che potrà essere un contributo di studio per le finalità prefissate.

“E’ necessario – sottolinea Cagnoni – far crescere nella società, tra la gente e tra gli amministratori la consapevolezza dei benefici della fusione e dissipare ogni dubbio e preoccupazione. Non dimentichiamo che l’ultima parola spetta ai cittadini, attraverso il referendum. Prima dell’estate sarà pertanto realizzato un sito internet ed una pagina facebook, sulla quale verrà inserito tutto il materiale prodotto. Verrà inoltre promossa la costituzione di Comitati popolari per il Comune Unico. Siamo solo all’inizio di un lungo percorso, che si è già dimostrato irto e tortuoso e serve l’aiuto di tutti coloro che ci credono e fiduciosi vogliono portarlo avanti: ne va del nostro futuro, ma soprattutto del futuro dei nostri figli”.

T.P.