Presepe vivente: una tradizione che dura da vent’anni

 

La comunità di Orezzo, frazione di Gazzaniga, ha congedato le festività natalizie lo scorso 6 gennaio con la rappresentazione del tradizionale “Presepe Vivente”, giunto quest’anno alla sua 20^ edizione. La “Pro Loco Gazzaniga – Orezzo”, con il patrocinio del Comune di Gazzaniga e la collaborazione della Parrocchia di Orezzo, ha riproposto, con la partecipazione degli abitanti, la rappresentazione vivente del momento della nascita di Gesù, in una scenografia ricostruita ad hoc.

 

A partire dalle ore 15, infatti, lungo via Leone XIII, era possibile passeggiare tra i lavori di una volta, come i classici falegname, fabbro, lavandaia, “molita”, ma altresì mestieri più insoliti, ad esempio la realizzazione di candele e la lavorazione della lavanda. Inoltre, vi era la possibilità di degustare qualche piatto tipico o di bere una bevanda calda, come il sempre corroborante vin brulé.

A chiudere la rappresentazione, di certo non poteva mancare la Sacra Famiglia; in una stalla con alcune mucche era infatti deposto Gesù Bambino, un piccolo in carne ed ossa di neanche un mese, guardato con amore dai genitori, rispettivamente nei panni di Maria e Giuseppe. Il tutto, ricostruito tra le vecchie case del borgo, che con i suoi androni si adatta perfettamente ogni anno alla rappresentazione del presepe vivente.

Un evento di successo, insomma, complice una bella giornata di sole, dopo diverse caratterizzate da brutto tempo. E soprattutto tanta, tanta gente; ogni anno, infatti, questa manifestazione richiama gruppi di persone e famiglie dai paesi limitrofi e non, che salgono ad Orezzo per assistere alla rappresentazione di questa tradizione. Sì, perché per Orezzo, dopo vent’anni, il presepe vivente è di certo una tradizione, una riproposizione annuale del messaggio di pace emanato dalla sacralità della grotta di Betlemme, luogo freddo e semplice in cui nacque Gesù e che qui vuole richiamare l’altrettanta semplicità degli antichi mestieri, che erano al centro della vita contadina di allora, e di alcuni decenni fa.

Inoltre, attraverso la raffigurazione del presepe vivente, è forte la volontà di ricordare che la nascita del Signore Gesù non è solo il ricordo di un fatto passato, ma è l’evento che non perde mai la sua forza comunicativa per l’uomo di ogni tempo e di oggi.

Le feste ad Orezzo proseguiranno nel mese di gennaio: venerdì 17 gennaio, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate (è i santo patrono, a cui è dedicata la chiesa) verrà celebrata una S.Messa solenne, alle ore 10. A seguire, la benedizione delle automobili e, nel pomeriggio, l’antica tradizione della “benedizione del sale”, a cui farà seguito l’”incanto”, ovvero l’asta di prodotti locali e attrezzi agricoli.

Chiuderà il programma di feste il “Concerto di Sant’Antonio”, in programma per domenica 19 gennaio, alle ore 16, presso la Chiesa Parrocchiale di Orezzo, che vedrà protagonista la Banda Cittadina di Gazzaniga.

 

Silvia Pezzera