Riflettori puntati su uno degli edifici più caratteristici di Vertova, l’ex-Convento dei Cappuccini, che domina dall’alto il paese. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, il complesso sarà quanto prima interessato da una serie di lavori di sistemazione e riqualificazione: infatti, è stato recentemente commissionato uno studio di fattibilità, che ha l’obiettivo di sondare le eventuali migliorie funzionali, a partire dal tetto e dalle facciate, che presentano problematiche strutturali.
L’intervento, che dovrebbe costare circa 300.000 euro, punta a una ristrutturazione completa dell’edificio, partendo appunto dalla copertura, per poi affrontare i lavori al suo interno, nelle varie sezioni e sale in cui è articolato. Rispettando i tempi tecnico-procedurali, i lavori dovrebbero partire già quest’anno, con l’apertura del cantiere.
Come detto, il convento dei frati Cappuccini è uno dei simboli di Vertova, al quale la comunità è affezionata.
La sua origine è da far risalire ad un voto dei vertovesi durante un’epidemia di peste del 1529: se la comunità fosse stata risparmiata, i vertovesi avrebbero costruito una chiesetta, appunto quella di San Giuseppe. Inizialmente aveva dimensioni tanto ridotte da essere considerata una piccola cappelletta. Nel 1576, un radicale intervento di ristrutturazione, pagato dalla comunità vertvese, la rese una chiesa a tutti gli effetti, dotandola anche di un attiguo fabbricato, il convento appunto, nel quale si insediò l’ordine mendicante, che vide tra i suoi novizi anche Celestino Colleoni, autore della Storia Quadripartita di Bergamo. Mediamente i frati ospitati erano una ventina.
La chiesa aveva una pianta rettangolare, con all’interno una tela raffigurante il “Bambino Gesù con Maria e Giuseppe”, eseguita da Vincenzo Campi. Nel 1769, il convento subì una prima chiusura da parte del governo della Repubblica Serenissima di Venezia, revocata nel 1799. Nel 1802, venne soppresso definitivamente dal governo napoleonico, venendo quindi acquistato prima dalla famiglia Bettonagli, poi dai Gilberti e, infine, dai Bonomi. Dal 1953 è proprietà del Comune di Vertova che, dopo aver sottoposto l’intero complesso a ristrutturazione, nel 1997, l’ha adibito a biblioteca, centro culturale, (intitolato a Giovanni Testori) e pinacoteca, che conserva opere di pittori bergamaschi contemporanei. La chiesa è stata trasformata in auditorium, il rustico in centro anziani.

LP