Si fa sempre più concreta e diversificata l’attività del Gruppo Missionario della parrocchia Crosto Re di Comenduno di Albino. A caratterizzare l’operato delle tante volontarie (e volontari) non è solo l’accoglienza dei bambini del Saharawi, ma anche il progetto “Tre euro al mese”, che ogni anno trova una destinazione solidale diversa per i contributi raccolti. Nel 2018 le attenzioni sono state rivolte verso la Missione di Lunzu, in Malawi, gestita dalla comunità FALMI (Francescane, Ausiliarie Laiche, Missionarie, dell’Immacolata), laiche consacrate, che operano nel mondo per testimoniare e diffondere “la Buona Novella” tra i poveri della Terra, in Italia, Spagna, Kenia, Tanzania e anche in Malawi. Per loro sono stati raccolti 3.000 euro, frutto del contributo di circa 80 famiglie che si sono autotassate durante l’anno, che sono serviti per sistemare la chiesetta del villaggio. A tal proposito, così ha scritto Germana Munari della comunità FALMI, beneficiaria del progetto, al Gruppo Missionario di Comenduno. “Care famiglie tutte, che avete cooperato alla raccolta per l’aiuto alla chiesa di Sant’Agostino, il vostro dono natalizio è arrivato in tempo per completare la chiesa nelle sue rifiniture nei prossimi giorni. Non ho parole per ringraziare di nuovo, anche a nome dei nostri cristiani, ricchi di fede, ma anche di tanta povertà. Saranno felicissimi quando darò loro la notizia tramite il parroco. Voi siete i loro veri amici, che si chinano per lenire le loro sofferenze e portare sollievo. Il Signore vi benedica, vi ricolmi il cuore delle sue grazie, la Vergine Santa vi stringa tutti nel suo cuore materno. Con grato affetto, tutti vi ricordo, prego e faccio pregare per voi”.
Quest’anno, invece, il progetto “Tre euro al mese” punta a sostenere le Suore Comboniane che operano a Betania, vicino a Gerusalemme. Fra i tanti progetti che le vedono protagoniste per il 2019 c’è il progetto “Seminare pace partendo dai bambini”, un progetto solidale per un dialogo tra le religioni, un aiuto a chi è più nel bisogno, soprattutto per sostenere la scuola materna che si trova a ridosso del “muro di separazione” posto tra Israele e Palestina, che rende quasi impossibile l’incontro e lo scambio tra i due popoli.
Il villaggio biblico di Betania, chiamato in arabo Al-Azareyah (“Luogo di Lazzaro”) è oggi una piccola città araba della Gerusalemme Est con circa 40.000 abitanti. Fino alla costruzione del “muro di sicurezza”, cominciato nel 2004, era considerata un sobborgo di Gerusalemme; oggi, invece, si trova nei pressi dell’insediamento israeliano più grande della Cisgiordania: Maale Adumim. La strategia israeliana di chiusura dei confini, la chiusura totale di diverse zone, la costruzione del muro detto “di protezione”, la sospensione “per sicurezza” dei permessi d’ingresso in Israele ai lavoratori palestinesi, ha tutt’ora effetti gravi nell’aumento rilevante della disoccupazione palestinese. Circa il 28% degli abitanti dei Territori Occupati sono disoccupati ed il 60% delle famiglie vivono in povertà. Inserita in un contesto di massima instabilità politica e immersa nell’intricato conflitto arabo-israeliano, la comunità di Betania è all’ombra del “muro di sicurezza” nei cosiddetti “territori occupati”; qui, si trova la scuola materna “Santa Maria di Betania”, gestita dalle Suore Comboniane. L’erezione del muro ha portato alla chiusura dell’antica strada che da Gerusalemme portava a Gerico e alla spartizione del villaggio di Al-Azareyah che ora si trova per metà in Israele e metà in Palestina. Questo ha comportato, per la maggioranza dei bambini che frequentavano la scuola materna, l’impossibilità di usufruire di questa facilità educativa.
I bambini che da Al-Azareyah frequentano la scuola materna, prendono due autobus e con gli adulti che li accompagnano fanno la fila al check point distante circa mezz’ora dalla struttura educativa. Dal 2004 a oggi, c’è ormai una generazione di bambini, da entrambi i lati del muro, condannati dalla fobia dei grandi, a non conoscersi, a non incontrarsi e a non scambiarsi i sogni per il futuro e neanche le loro storie di paura e di oppressione.
L’asilo, invece, si propone come un punto d’incontro tra diverse religioni e popolazioni per la riconciliazione e la pace. Quest’anno, 27 bambini dai 3 ai 5 anni frequentano l’asilo e provengono da Gerusalemme (al confine col muro) e da Azaria (oltre il muro in zona Palestinese controllata da Israele).
L’obiettivo del progetto è realizzare tre workshop (anche per gli insegnanti) con momenti di scambio e riflessione.
Il Gruppo Missionario di Comenduno, quindi, invita ad aderire al progetto “Tre euro al mese” per sostenere il progetto delle Suore Comboniane. Chi volesse aderire può contattare i collaboratori del Gruppo Missionario: Oliva Falconi, Vittoria Signori, Anita Aquilini, Ornella Vedovati, Gloria Noris. La somma annuale di 36 euro può essere versata in unica soluzione, oppure 9 euro ogni tre mesi al proprio referente di zona. Per informazioni, contattare Elena 338.5925807 oppure Cinzia 340.2581625.

Mario Maffioletti