Ennesima fatica artistica per il prof. Gabriele Laterza, di Fiorano al Serio, docente di Lettere al Liceo “Amaldi” di Alzano Lombardo. Elaborato e realizzato per il suo liceo fra il 2008 e il 2009, quale iniziativa artistico-culturale basata sulla lettura e il racconto di classici della letteratura, il progetto “Ad alta voce” si ripresenta al grande pubblico con un ciclo di cinque incontri letterari, che si terranno nelle serate di giovedì 8, 15, 22, 29 giugno e giovedì 6 luglio, alle 21, con ingresso libero, nella chiesa di San Bartolomeo, ad Albino.
Una proposta veramente interessante. Infatti, il prof. Gabriele Laterza andrà a leggere e raccontare i primi otto capitoli de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Titolo dell’iniziativa “Quel guazzabuglio dal cuore umano”. L’iniziativa è a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Albino, con il patrocinio della Società Dante Alighieri.
“C’è bisogno di tornare all’uomo – spiega il prof. Gabriele Laterza – E c’è bisogno di tornarci insieme. Il progetto “Ad Alta Voce” prevede che un libro, o una parte significativa di un libro, possa essere proposto in una sola serata o in un ciclo di serate: attraverso un racconto dal tono colloquiale e soprattutto con la lettura scenica del testo. Insomma, leggere gli scrittori di sempre per tornare a riflettere e ad emozionarsi sui sentimenti tipici dell’uomo di ogni tempo. E leggere ad alta voce per riflettere ed emozionarsi insieme. Questo il senso del progetto”.
“Semplice il motivo che mi ha portato a scegliere “I Promessi Sposi” – continua il prof. Laterza – E’ il romanzo per eccellenza della letteratura italiana, troppo spesso maltrattato a scuola, fortunatamente riscoperto da adulti, fuori dalle aule scolastiche. Al di là di tanti pregiudizi, un romanzo di grandissima attualità. Un labirinto è la vita: così la raccontano gli scrittori più recenti (basti pensare ad Italo Calvino), ma così la racconta proprio anche il Manzoni dei Promessi Sposi. Per lo scrittore lombardo, infatti, la vita è un dedalo di strade: l’uomo con la sua intelligenza può e deve cercare di capirla, ma è solo la volontà di far del bene che può darle senso. In questo romanzo c’è di tutto: l’amore e l’odio, il sentimento religioso e la lontananza più assoluta da Dio, la superbia e l’umiltà, la vigliaccheria e il coraggio. C’è l’uomo come singolo e ci sono i difetti e i pregi degli italiani. Di tutta l’opera si sono scelti i primi otto capitoli, la cosiddetta “sequenza borghigiana”: dalla descrizione del paesaggio in cui si svolge una gran parte della vicenda (“Qual lago del ramo di Como”) al celebre “Addio, monti”, passando attraverso una macchina narrativa piena di colpi di scena e ricca di riflessioni sull’uomo che solo un fine conoscitore di quel “guazzabugli del cuore umano” come Manzoni poteva proporci. Si incontreranno perciò la “lieta furia” di Renzo, la pacatezza di Lucia, il vile don Abbondio e l’intrepido padre Cristoforo, donne semplici come Agnese e Perpetua, che hanno sempre la loro da dire, e l’arroganza del potere di don Rodrigo. Ma si incontreranno anche i paesaggi della Lombardia, che, a ben pensarci, è uno dei “personaggi” dei Promessi Sposi: per esempio l’Adda, con la sua voce, che è come quella di un amico rassicurante. Nei Promessi Sposi non ci sono solo l’uomo e i sentimenti perenni dell’animo umano. C’è anche tutta una società, quella lombarda del Seicento, che con le sue atrocità, violenze, ingiustizie, ipocrisie, mancanze, permette al lettore attento di capire tanto del nostro mondo. Ecco perciò che rileggere quest’opera permette, nello spirito del progetto Ad alta voce, di tornare all’uomo e di tornarci come comunità che riflette su di sé”.
Laureato a pieni voti in Lettere presso l’Università degli Studi di Parma con Bianca Montale, Gabriele Laterza per alcuni anni si dedica alla ricerca, sia collaborando con l’Università di Parma, sia come redattore di una rivista specializzata; è stato quindi autore di alcune pubblicazioni. Vincitore di concorsi a cattedra, è docente di Lettere al Liceo “Amaldi” di Alzano Lombardo (Bergamo), per il quale realizza dapprima “Ad alta voce”, progetto artistico-culturale, basato sul dialogo fra varie arti, come la letteratura, la musica e la pittura. Al di fuori dell’ambito liceale, è autore di altri progetti artistico-culturali, nei quali è voce recitante: il progetto “Parole note” coniuga poesia e musica; “Accanto al piano” vede la musica pianistica interpretata e “raccontata”. I diversi progetti hanno di volta in volta coinvolto musicisti di alto profilo, nazionale o internazionale, come Gabriele Rota e Tiziana Moneta (pianoforte), Savino Acquaviva (sassofono), Fabio Alberti (direttore di coro), Stefano Bertoli (batteria), Fabio Piazzalunga (organo), Mario Rota (chitarra), Giuliano Todeschini (organo). Gabriele Rota e Tiziana Moneta (pianoforte), Savino Acquaviva (sassofono, clarinetto), Fabio Alberti (direttore di coro), Stefano Bertoli (batteria, percussioni), Fabio Piazzalunga (organo), Mario Rota (chitarra, mandolino), Giuliano Todeschini (organo).
Il primo incontro con “I Promessi Sposi” è in programma giovedì 8 giugno.

Ti.Pi.