Carissimi, merita un’attenta e ponderata analisi la lettura del lungo articolo comparso su Paese Mio di giugno ad opera dell’attuale Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura.
Viene posta l’attenzione su una questione che ci coinvolge e ci vede impegnati in un’ampia riflessione aperta a nuove prospettive. Si tratta di un tema attuale, presente su tutto il territorio nazionale e, quindi anche ad Albino: il calo delle nascite e la conseguente riduzione delle iscrizioni nelle classi prime di ogni ordine e grado. Un dato che si riscontra già a partire dalla scuola dell’infanzia, anche per la nostra città. Ĕ naturale che a risentirne siano soprattutto le scuole più piccole.
Il plesso di Bondo Petello, negli ultimi 15 anni, ha continuato ad avere tra i 90 – 100 alunni: sono stati anni regolari e proficui. Quest’anno sono state raccolte 14 iscrizioni per la futura classe prima; pertanto la nostra scuola conterà da settembre circa 90 alunni provenienti, come sempre, perlopiù dalla frazione di Bondo, ma anche da Desenzano, da Albino e dalla Valle. I numeri ci dicono che anche a settembre 2022 potremmo avere pochi iscritti.
In realtà l’anno scolastico appena concluso ci impone una verifica peculiare in merito alle piccole scuole, ri-valutate e considerate una risorsa da varie Amministrazioni Locali per aver garantito con maggior facilità, se non addirittura assicurato, un regolare svolgimento dell’attività scolastica.
Gli alunni del Plesso di Bondo, come di consueto, hanno raggiunto la scuola a piedi o con i mezzi dei genitori, alcuni anche con il trasporto comunale in tutta sicurezza, grazie ai piccoli numeri. Le lezioni si sono svolte regolarmente, nel rispetto del protocollo per l’emergenza sanitaria; nessun focolaio al nostro interno; il solito servizio mensa per le famiglie che ne avevano davvero bisogno (un doveroso ringraziamento va a loro per l’ottima collaborazione); l’uso ponderato e condiviso di tutti gli spazi che l’edificio offre, compreso l’ampio e funzionale giardino piantumato: una scuola che da sempre ed anche quest’anno si è rivelata una vera risorsa per la sponda destra del Comune di Albino.
Per fortuna la Scuola di Bondo c’è!
E allora parliamo di noi e dell’unico tempo utile per analizzare ed inquadrare la complessità dell’argomento: il presente. Un tempo che pone interrogativi da più fronti: noi docenti, la maggior parte con anni di esperienza, sentiamo il dovere di lasciare alle future leve una scuola rinnovata secondo i modelli organizzativi che avanzano a favore dell’inclusione e delle nuove metodologie. Questa scuola necessita di aule dove sia possibile posizionare gli arredi per attività confacenti ai bisogni educativi di ciascun bambino; aule dunque in cui accogliere, piuttosto che stipare alunni; e poi di uno spazio all’aperto per le medesime attività, per una scuola attiva e inclusiva. Ĕ esattamente ciò che abbiamo già, da rivedere alla luce della nuova formazione delle classi e dei bisogni delle famiglie attraverso un adeguato piano dell’offerta formativa. Speriamo di poter tornare a proporre uscite nelle immediate vicinanze riallacciando contatti stretti con il nostro territorio e la popolazione, per quello scambio culturale di cui la scuola ha bisogno.
Per concludere, riteniamo che occorra far confluire i diversi punti di vista in un’unica azione costruttiva e positiva da parte dei tre soggetti coinvolti nella risoluzione della situazione: Scuola, Ente locale e cittadini, in qualità di genitori.
Noi docenti continuiamo a credere nel valore della nostra scuola e siamo disponibili ad un confronto costruttivo con le altre parti coinvolte per condividere proposte funzionali alle esigenze della nostra collettività. Dubitiamo possano bastare quattro chiacchiere, come auspichiamo che non si inneschino inutili battaglie: nessuno dei tre soggetti menzionati può permettersi personalismi o vecchie diatribe a scapito della qualità della scuola.
I nostri bambini non se lo meritano
I docenti

Rispondo per prima a questa lettera aperta alla cittadinanza perché la questione mi sta molto a cuore. Una premessa però è necessaria: L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ALBINO NON HA LA VOLONTA’ E NEMMENO LA TITOLARITA’ PER FAR CESSARE UNA SCUOLA, ha la facoltà invece di costruire nuovi plessi per spostare gli alunni questo perché è proprietaria degli immobili scolastici, la cessazione invece di una classe e la non concessione del personale scolastico è invece competenza del Provveditorato. Sono convinta che tutte le Amministrazioni comunali che si sono succedute, indipendentemente dal colore politico, hanno cercato di fare il possibile per sostenere il settore scuole perché è un settore primario. Oggi però, come allora, come Amministratore pubblico non posso guardare solo il PRESENTE ma devo tener conto anche del FUTURO e di cosa causerà una determinata scelta, da cittadina mi reputo libera di giudicare scelte altrui, in fondo ogni giorno vengono giudicate anche le mie scelte, quindi non è una questione di rancori passati ma di non condivisione di operazioni che hanno solo procrastinato il problema e in questo caso ne hanno anche pregiudicato una soluzione semplice. Quindi non è la volontà di far polemica ma è la preoccupazione per gli alunni futuri della frazione di Bondo, non è la volontà di creare scompiglio ma la volontà di far conoscere i fatti. Giustamente si sottolinea che la scuola di Bondo ha funzionato egregiamente in questi anni e lo può ancora fare, si sottolinea il lavoro degli insegnanti, l’attenzione dei genitori e su questo concordo pienamente, le scuole di Albino sono ottime scuole e godono di un corpo docenti attento. Ma mi chiedo anche: se domani o dopo domani o dopo ancora (i numeri sono in calo vista la chiusura anche di una sezione della scuola materna di Bondo) il Provveditorato dovesse decidere la cessazione della classe prima o di tutta la scuola cosa potrebbe succedere e soprattutto come possiamo tutelare i bambini di Bondo? Inevitabilmente si parla allora di futuro e anche sulle possibilità di scelte serene ho delle perplessità vista la situazione oramai a mio parere compromessa. Chi Amministra lo deve fare per tutti e non può considerarsi un buon amministratore se accondiscende solo al suo elettorato o effettua scelte legate solo al presente. E’ questo il senso del mio intervento, una scelta come quella di non continuare la strada tracciata allora è stata una scelta fortemente politica e, permettetemi di questo sono libera di dissentire.
Ora mi sta a cuore la questione di Bondo ma nel momento in cui si chiedono aule più spaziose non vi sorge il dubbio che magari anche altre scuole lo desidererebbero? Purtroppo le strutture sono queste e accedere a finanziamenti non è sempre facile e per Bondo lo sarebbe ancor meno visti gli esigui numeri dei ragazzi che ospita. Purtroppo i conti si devono fare con le casse a disposizione e la valutazione dell’economicità di un’operazione passa anche attraverso la giustificazione del numero di utenti che usufruiscono di tale servizio. Negli anni ’70 l’allora Assessore alla Pubblica Istruzione decise per la costruzione del polo elementare di Vall’Alta con l’accorpamento immediato delle scuole di Casale, Abbazia, Dossello, Fiobbio e Vall’Alta, la scelta non fu inizialmente molto digerita dalla popolazione ma meno male che fu fatta diversamente oggi non sarebbe più una situazione sostenibile dal punto di vista economico perché ricordo che si sta parlando di scuole pubbliche ma lo Stato paga solo gli stipendi agli insegnanti e del personale ATA e da modo di partecipare a bandi (che si devono vincere), il resto delle spese relative agli immobili, alle utenze, all’attività didattica, agli arredi, ai libri ecc…. sono spese a carico delle Amministrazioni Comunali. Capite bene la situazione e la preoccupazione che ho per il futuro, se invece mi fermassi solo a pensare al presente potrei solo dire…. Per quest’anno l’abbiamo scampata.
Come parte in causa rimango a disposizione.
Patrizia Azzola, assessore alla Pubblica Istruzione