Quello che è successo alle nostre vite, purtroppo, è sotto l’occhio di tutti ma, quello che rende più perplessi i bergamaschi e i seriani in particolare è la mancanza di comunicazione sul futuro che ci aspetta. Nei vari programmi televisivi di qualsiasi emittente, pubblica o privata, si parla del presente e si annuncia un Paese nuovo, un’Italia diversa dopo il Coronavirus. Ma, diversa, cambiata dal punto di vista sociale e lavorativo…Ok, ma come?
Incontriamo Alessandro Belotti, rappresentante del Polo di Albino di Confartigianato Imprese Bergamo, che ha diverse idee per il nostro territorio e che le porterà nella prossima assemblea di settore.
“In questo periodo – esordisce Alessandro – noi bergamaschi, artigiani e semplici cittadini, abbiamo ampiamente dimostrato che siamo in grado di fare (vedasi, ad esempio, la costruzione dell’ospedale alla Fiera). Adesso è il momento di imparare a chiedere e il dopo emergenza rappresenta la migliore occasione per chiedere strumenti per la ripartenza, anche perché siamo la Provincia, la Città, la Valle più colpita…..la nostra voce non può e non deve passare inascoltata!”
Essendo Alessandro Belotti impegnato nel settore dell’edilizia, i suoi punti per la ripartenza riguardano questo settore. Indubbiamente, la ripartenza di una qualsiasi azienda passa da una programmazione ben precisa. Solo in questo modo gli investimenti possono e devono essere fatti.
“Per avere un minimo di linea temporale per gli investimenti delle persone, la prima cosa da fare è ridurre il recupero fiscale da 10 a 5 anni. Altra cosa da fare per il settore edile è quella di detassare le assunzioni, tetto max al 10%, con possibilità di assunzione e cessazione immediata. Questo non perché si vuole essere il classico “paron dalli belli braghi bianchi” ma perché si vuole e si deve essere un “buon padre di famiglia”. Io devo far capire al mio dipendente che io lo istruisco, gli do da mangiare, ma ho bisogno di Lui…se non mi aiuta, io lo correggo fin che posso ma non devo avere una “spada di Damocle” sulla testa.”
Un altro punto fondamentale per far ripartire la macchina dell’edilizia sarebbe quella di mettere l’Iva al 4% sulle ristrutturazioni per i prossimi 5 anni con l’obbligo dei pagamenti entro 30 giorni e con le condizioni di oggi per accedere al bonus. Facciamo un esempio: se io, privato cittadino, devo rifare il bagno e pago 10.000 euro, ne do altri 400 allo Stato. Con quello che risparmio (non avendo la tassazione attuale) cambio le gomme dell’auto, facendo girare l’economia!
Conclude Belotti – sarebbe opportuno creare una struttura territoriale che possa acquisire la cessione del credito d’imposta per le riqualificazioni. Inoltre, io privato cittadino che devo rifare il bagno, per stare tranquillo dell’operato da entrambe le parti vado a fare il contratto in Confartigianato, la quale mi dirà se l’impresa che ho scelto risponde a tutti i requisiti previsti dalla legge. Ovviamente, nel frattempo, bisognerebbe portare avanti un piano di rilancio delle professionalità del comparto casa e rilanciare l’importanza di quest’ultima come investimento”