Quanti presepi ad Albino! Un trionfo di visitatori

Presepi in casa, presepi a scuola, presepi sul posto di lavoro, anche al bar, in banca, al ristorante. Centinaia e centinaia di presepi, grandi o piccoli, rustici o eleganti, ambientati al chiuso o all’aperto, di tutti i materiali possibili, hanno fatto bella mostra durante le festività natalizie. Albino non è mancato all’appello, e in tante proposte ha mostrato la rievocazione artistica del più grande avvenimento della storia: la nascita a Betlemme, in Palestina, di Gesù, il Salvatore del mondo, Dio che si è fatto uomo ed è venuto ad abitare fra noi.

 

Fra i tanti presepi che hanno esaltato questo Natale 2015, alcuni si sono distinti per originalità e soluzioni espositive. Innanzitutto, quello di Comenduno, ricreato all’aperto, sotto la rupe che si erge in via Sottocorna: uno scenario naturale di grande effetto, fra grotte e piccoli anfratti, spuntoni e pianori sopraelevati. Ricco di casette, castelli, ponti levatoi, statuine a non finire, questo presepe ha richiamato ancora una volta tantissimi visitatori, colpiti soprattutto dallo spaccato di vita quotidiana rappresentato, riprodotto con scene di ambientazione contadina e boscaiola, con “quadri” naturali che rimandano alla vita di Gesù. Il tutto con dovizia di particolari e di ricerca artistica. Infatti, in primo piano le statue sono di una certa grandezza, poi via via queste diventano più piccole, quasi a riprodurre il senso della profondità, come in un quadro o in una scena teatrale. Un grande spettacolo di luci, poi, che si alternano in ogni ambientazione, rende ancora più bella la rappresentazione. Senza dimenticare i tanti meccanismi che muovono le scene di vita contadina, tutti fatti a mano, frutto di un’attenta precisione artigianale.

Grande successo, poi, ha riscosso il “doppio presepe” di Vall’Alta: nello specifico, quello presso la Casa dei Curati, vicino alla chiesa parrocchiale, e l’altro aperto nella casa privata del signor Anselmo Breda, in località Colle Sfanino. Due presepi che dal giorno di Natale hanno richiamando tantissimi visitatori, provenienti da tutta la Bergamasca. Merito non solo della bellezza delle rappresentazioni, in calendario da 35 anni, precisamente dal 1981, ma del risvolto solidale dell’iniziativa: da sempre, le offerte raccolte vanno a sostenere iniziative di solidarietà e progetti umanitari a carattere internazionale. Quest’anno, infatti, la generosità dei visitatori è andata a sostenere le attività missionarie delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth di Botticino (Brescia), in particolare il rifacimento di un acquedotto (1,5 km di lunghezza) in Burundi, dove tra l’altro stanno prestando il loro lavoro due volontari di Albino, Mirko Zanga e Franco Bonetti.

E che dire del grande presepe all’aperto, allestito sul sagrato della chiesa presbiteriale di San Giuliano? Un’iniziativa stupenda, perché strategica. Non c’è stata persona, infatti, che, al passaggio sul sagrato, non si fosse fermata un attimo ad ammirare questa realizzazione. Impossibile non rimanere colpiti dall’originalità e finezza della struttura, dalla precisione dei dettagli, dalla sobria disposizione delle statue. Un’originale rappresentazione della Sacra Famiglia, messa in opera da Gaetano Lecchi, Luca Carrara e Nicola Santinelli, con il contributo, per il montaggio delle strutture, della ditta Edilalzano, e di altri volontari della parrocchia, come l’elettricista Giuliano.

Purtroppo, il presepe è stato oggetto, nella serata del 26 dicembre, di un grave gesto vandalico: i soliti “idioti” si sono accaniti sulla statuetta di Gesù Bambino, mandandolo in frantumi. Un gesto deprecabile, da condannare. Ma non è la prima volta che capita. Infatti, già nel 2012, alcuni giorni dopo il Natale, i vandali presero di mira il presepe di San Giuliano. Allora, addirittura, rubarono la statuetta di Gesù Bambino.

Da segnalare, infine, il presepe allestito nella chiesa di S.Anna.

 

Sara Nicoli

BOX

Apprezzato il presepe della chiesa di S.Anna

Non sono mancati gli apprezzamenti al presepe allestito nella chiesa di S.Anna. Un presepe “itinerante”, dal percorso meditato e suggestivo, che ha richiamato il tema del Rosario e dei Misteri della Gioia.

L’allestimento, infatti, è stato studiato nei minimi particolari, ma soprattutto riferimenti. A cominciare dagli ambienti utilizzati per l’esposizione: in tutto, quattro ambienti.

Innanzitutto, la sacrestia. Qui, il riferimento all’Annunciazione a Maria era affidato al simulacro di Maria illuminato dalla luce dell’Arcangelo Gabriele. Lo spazio del coro della chiesa, invece, era dominato da tre tele, recentemente restaurate, che raffiguravano la visita di Maria ad Elisabetta, la Presentazione di Gesù al Tempio e la Visita dei Re Magi. In un altro spazio erano posizionate le ricostruzioni in miniatura di Piazza San Giuliano, del convento e della chiesa dei Cappuccini e della stessa chiesa di S.Anna, opere realizzate dal compianto Bruno Gualandris, scomparso lo scorso anno, dopo una vita intera dedicata alla comunità albinese.

Alla base di questa terza installazione c’era il progetto “Albino come Betlemme”, con la Sacra Famiglia (allora come oggi) sistemata nel luogo più semplice e “povero” della chiesa di S.Anna, un corridoio, proprio come si era posizionata la Natività di allora, in una povera e semplice mangiatoia.

 

Lara Gandossi