Raid della solidarietà

 

La miseria, la povertà, la solitudine, oltre alle migliaia di vittime,  che la cruenta guerra in Jugoslavia, ha disseminato dal 1991 al 1995, domina ancora nelle terre martoriate della Bosnia – Erzegovina, dopo circa vent’anni dalla fine della guerra stessa.

 

Ci sono ancora campi profughi, istituti per anziani e ragazzi orfani di guerra dove manca tutto, dagli indumenti, alle medicine, al gasolio per riscaldarsi dai rigidi inverni, dai pannolini per anziani e cibo…

Una realtà sociale che, anche se non trova spazio sui mezzi di informazione, fotografa una situazione di gravissima emergenza. I malati, i bambini, gli anziani, i disabili, vivono costantemente in uno stato di prostrazione fisica e psicologica immaginabile.

E’ per questo che tra pochissimo, ai primi di dicembre, tornerò in Bosnia, compiendo un Pellegrinaggio di Carità, insieme all’Associazione Arpa. Grazie ai Vostri aiuti e alla Vostra generosità, portiamo medicine, pannolini, alimenti a lunga conservazione, indumenti, nei campi profughi, negli orfanotrofi, nelle famiglie.

Grazie alle adozioni a distanza, vado a trovare anche varie famiglie che abitano nei posti più sperduti, dimenticati da tutti.

Lo scorso anno, avevo chiesto ad una di queste famiglie se avessero un desiderio particolare per Natale, un regalo che potesse servire.

Ero un po’ preoccupato, temendo magari un regalo costoso. Mi ha colpito molto ciò che il capofamiglia mi ha chiesto: uno spazzolino ed un dentifricio per  i suoi bambini. Lui non poteva permetterselo.

Penso che la povertà e l’umiltà di queste persone, ci possa aiutare a capire la nostra fortuna e la grazia di Dio nella quale viviamo.

In fondo, anche la carità può essere una fortuna per noi. Senza spendere un euro ci liberiamo del guardaroba sorpassato, di ingombri  fastidiosi, di giochi dimenticati che invadono le nostre case e che i nostri figli non guardano più in attesa della prossima S. Lucia. di biciclette polverose nei garage, che là vivono una nuova vita e rendono felci tante persone, strappando un sorriso, un abbraccio e un bacio a chi si sente solo ed abbandonato…

Grazie, Tino