Recuperato l’orologio del campanile del santuario di Altino

Esistono tante categorie di orologi alle quali una persona si può accostare. C’è chi predilige gli eleganti orologi da tasca smaltati, chi le “parigine”, chi gli orologi di un certo periodo storico o legati ad un’area geografica. Ma è sicuramente insolito imbattersi in un appassionato di orologi da campanile. Soprattutto sono pochi coloro che hanno questa particolare passione. Ma qui ad Albino non c’è da far molta fatica per incontrarne uno. Basta andare a Dossello, precisamente in località Ponte Lujo, ed ecco che lungo la vecchia strada che sale a Casale si incontra Giacomo Zanga, 62 anni, sposato con Angela e padre di Fabrizio e Fabio, ex-perito meccanico, prima alla Cortinovis di Bergamo, poi alla Frattini di Seriate, ma ora felice pensionato. Qui, sotto casa, in un garage adibito a piccola officina, si possono ammirare diversi orologi da campanile. La sua è una passione nata da poco, ma che, come dice lui stesso “covava da anni, credo fin da quando ero bambino: infatti, mi è sempre piaciuto rompere le macchinine, per vedere cosa c’era dentro, come funzionavano, come erano fatti i loro meccanismi”.

 

Certo, il lavoro lo ha allontanato da questa curiosità, ma una volta andato in pensione, ecco la folgorazione: l’amore per gli orologi, i loro meccanismi, le loro cariche, le loro molle,… Una passione che scoppia potente, che lo investe con una forza tale da spingerlo a seguire corsi di formazione, a leggere pubblicazioni, a fare ricerche sui principali orologiai locali, a scoprire orologi da edificio nei vari mercatini dell’usato,… Una passione che ormai lo coinvolge tutto il giorno, tanto che è quasi normale in casa sua sentire rintocchi e suoni di carillon.

Diversi esemplari sono coperti da teli, altri sono smontati pezzo per pezzo, ma uno si nota in bella mostra in mezzo al laboratorio: è l’orologio del santuario della Madonna di Altino.

Un esemplare stupendo, ora tutto in ordine, sistemato e rifatto in varie parti, pulito e pitturato, ora funzionante. “un po’ di tempo fa – spiega Giacomo Zanga – qualcuno mi ha detto che quest’orologio da campanile era rotto, mal funzionante. Ho chiesto al parroco don Daniele se potevo darci uno sguardo e, dopo una prima osservazione, ho chiesto se mi dava l’ok per sistemarlo. Avuto il via libera, mi sono impegnato a fondo per il suo recupero, anche per una questione di affetto, visto che mia mamma andava spesso al santuario di Altino ed era devota alla Madonna. E’ stato un lungo lavoro di restauro, perché molte parti erano ammalorate, alcune addirittura mancanti. Mi sono dovuto dar da fare, ho studiato i movimenti, poi ho individuato i problemi e le cause del mal funzionamento e ho messo a punto gli interventi; molti pezzi ed ingranaggi li ho ricostruiti io, dandomi da fare come fabbro, con soluzioni tecniche originali; li ho saldati, li ho sistemati, li ho resi funzionanti. Ed ora l’orologio meccanico è pronto per essere rimesso in posizione, sul campanile”.

Nessuna paura per la complessità dell’intervento, ma grande passione, impegno, cura e precisione. Una passione così forte che, una volta in pensione, quindi pronto a rivestire il ruolo di “operatore del tempo libero”, gli ha fatto cambiare il suo vecchio hobby. Infatti, da provetto cicloamatore ed esperto meccanico della bicicletta, è diventato amante dei rintocchi degli orologi d’epoca, esercitando tutte le sue abilità nel sistemare questi strumenti per misurare il tempo.

Ora, come detto, l’orologio è pronto. E in questi giorni è possibile ammirarlo nella chiesa parrocchiale di Vall’Alta. Poi, quest’estate, prima della festa della Madonna di Altino (23 luglio), sarà riposizionato nella torretta del campanile del santuario, per scandire nuovamente il tempo ai pellegrini e richiamarli in determinate ore della giornata, ricordando loro il tempo della Santa Messa.

 

T.P.