Recupero volumetrico presso il “Nuovo Centro” in via Aldo Moro

Vista la scorretta e fuorviante disinformazione che i gruppi consiliari riconducibili al “Progetto Civico per Albino” stanno diffondendo in merito al recupero volumetrico presso il compendio condominiale “Il Nuovo Centro” (sopra l’Auditorium Comunale), ritengo non solo opportuno ma anche doveroso offrire a tutti i Cittadini di Albino un’informazione più corretta e veritiera.

 

Per prima cosa va precisato che la concessione del recupero volumetrico (si tratta della chiusura di un porticato) a favore della Cooperativa Sociale “La Fenice” si è resa possibile solo, e ribadisco solo, in virtù dell’articolo 13 delle “Norme Tecniche di Attuazione” del Piano dei Servizi, articolo introdotto dalla precedente Amministrazione di centro-sinistra in fase di Variante Generale al PGT.

A fronte del soddisfacimento di quanto richiesto e prescritto dal suddetto articolo, nulla e nessuno avrebbero potuto negare il riconoscimento di tale recupero volumetrico.

Mente e sa di mentire chi sostiene il contrario. Astenendomi da qualsiasi valutazione di tipo politico, perchè questo mio contributo vuole solo essere tecnico, da assessore delegato all’urbanistica ed edilizia privata, ribadisco che la Cooperativa Sociale ha legittimamente ottenuto l’attivazione di una previsione contenuta nella Variante Generale al PGT operata dalla precedente Amministrazione di centro-sinistra.

Entrando più nel dettaglio, ricordiamo che l’articolo 13 offre la possibilità, oltre a quanto espressamente previsto nel Piano dei Servizi, di aggiungere altri servizi privati. In sostanza un privato, sia esso una persona fisica, sia esso una società o una cooperativa sociale, può realizzare nuova volumetria se destinata ad accogliere servizi, anche se non prevista nel PGT. Lo standard di qualità per questo nuovo volume, in pratica quanto viene pagato il volume, è dato proprio dal servizio a cui è destinato, sia esso una palestra piuttosto che alloggi per anziani.

Mente e sa di mentire chi sostiene che l’Amministrazione non ha fatto pagare alla Cooperativa il recupero volumetrico, perchè il servizio che verrà attivato in quel volume è lo standard di qualità pagato al Comune, così come previsto dall’articolo 13.

L’articolo 13 inoltre prevede che, se tale servizio privato risponde a certi requisiti, possa essere riconosciuto come di interesse pubblico e generale e quindi non si debbano pagare gli Oneri di Urbanizzazione.

Nel caso specifico i servizi, che verranno attivati in quella porzione di portico recuperata, sono servizi a sostegno della disabilità e di persone fragili, richiesti dalla “Servizi Sociosanitari Valle Seriana”, ovvero la società che gestisce i servizi sociali sovracomunali previsti dal Piano di Zona.

Mente e sa di mentire chi dice che l’Amministrazione poteva recuperare gli oneri di urbanizzazione, perchè è sempre l’articolo 13 che offre la possibilità di riconoscere l’interesse generale al servizio e quindi l’azzeramento oneri. In questo caso sì che l’abbuono di circa 20 mila Euro di oneri a fronte di servizi per disabili o persone fragili è giustificato; difficilmente è comprensibile invece un abbuono di 253 mila Euro di oneri a fronte di un ristorante o di un albergo (vedi caso Ripa).

Per quanto riguarda invece gli standard quantitativi (come ad esempio i parcheggi), dal momento che lo standard di qualità è un servizio, la legge non consente di aggiungere servizio su servizio, per cui mente e sa di mentire chi sostiene che anche per gli standard quantitativi l’Amministrazione non abbia voluto portare a casa niente. La legge lo vieta.

In ultimo, la convenzione stipulata tra Comune e Cooperativa prevede che per ottenere il permesso di costruire sia necessario ottemperare ad una serie di autorizzazioni e prescrizioni, tra cui autorizzazione dell’ASL, della Soprintendenza i beni Architettonici e Paesaggistici, conformità al regolamento condominiale e benestare del condominio. Mente e sa di mentire chi sostiene quindi che l’intervento di recupero volumetrico ed i servizi che verranno attivati sono in contrasto o mal si addicono alla natura e alla destinazione d’uso del compendio condominiale “Il Nuovo Centro”.

Sì può dire di tutto o di più sull’articolo 13 delle NTA del Piano dei Servizi, non certo voluto e introdotto da noi ma dalla precedente Amministrazione di centro-sinistra, ma la norma c’è e a fronte di una richiesta presentata dalla Cooperative nel marzo 2014, soddisfatti tutti i requisiti e le prescrizioni, il recupero volumetrico non poteva che essere autorizzato. Certo rende tutti perplessi e basiti l’atteggiamento della minoranza di centro-sinistra che ora pretende di rinnegare quanto fatto durante il proprio mandato elettorale.

Le cose sono due: ho il centro-sinistra ha fatto un madornale errore a volere questo recupero volumetrico quando era maggioranza, oppure da minoranza ora sta giocando semplicemente allo sfascio.

 

Fabio Terzi, Sindaco con delega all’urbanistica ed edilizia privata