Remo Ponti, l’artista della pietra

Scultore per hobby, artista per passione: è Remo Ponti, di Cavernago, ma da 19 anni residente ad Albino. Le sue sculture in pietra sono dei piccoli capolavori curati nei minimi dettagli: bassorilievi, decorazioni geometriche, colonnine e tutto ciò che può nascere dalla fantasia di un uomo. Ma bisogna precisare una cosa: Remo Ponti è un autodidatta e tutto ciò che scolpisce proviene dalla sua immaginazione o da ciò che vede intorno a lui, soprattutto l’ambiente naturale. Ed è tutto realizzato a mano libera. Ogni pezzo è unico e la cosa veramente singolare è che, pur essendo il suo un semplice hobby, riesce a realizzare manufatti di altissimo pregio. Il suo laboratorio è “outdoor”, all’aperto: armato di scalpelli e martelli, peraltro da lui stesso fabbricati a mano quando era piccolo, in officina, riesce a realizzare tutto grazie al proprio ingegno e alla propria passione. Il repertorio delle sue sculture è molto vasto: alla fine di via Piazzo, all’imbocco del sentiero per Piazzo-Trevasco, si possono notare, esposti all’aperto, sul muretto che costeggia la via, varie sculture, deliziosi bassorilievi, di diverse dimensioni.

 

E ora alcune domande, per conoscere meglio Remo Ponti.

 

Come è arrivato ad Albino?

Sono nato a Calcinate nel 1938, ma sono di Cavernago. Abitavo in fondo a via Castello, vicino al castello di Cavernago. Facevo il fabbro, il meccanico, come del resto faceva mio padre e mio nonno. Aggiustavo e sistemavo trattori e macchine agricole, del resto eravamo in piena campagna. Sono sposato, ho due figlie. Prima abitavo a Seriate, ma poi, per stare vicino alle figlie, mi sono trasferito ad Albino. Ormai, sono 19 anni che abito in via Trento.

 

Com’è nata questa passione? E quando?

La passione per la scultura ce l’ho dentro da sempre. Ero piccolo e già mi ingegnavo a fare qualcosa. In officina e per la strada. Dove capitava. Lavoravo e lavoro tutt’ora mettendo il pezzo, di ferro o di pietra, sulle ginocchi. Tutto a scalpello, mai usando il flessibile. Tutto rigorosamente a mano. Un tempo incidevo anche i fucili, facevo oggetti in ferro battuto, opere artistiche. Ora mi dedico soprattutto alla pietra.

 

Come realizza queste sculture?

Utilizzo scalpelli e martelli, punte e cacciaviti. Le proporzioni sono uniche e tutte le decorazioni sono di mia invenzione.

 

Per chi realizza questi manufatti?

Principalmente, per me e la mia famiglia, ho tante opere in casa e in giardino. A volte faccio un’opera su una pietra e poi non la trovo più, segno che piace e la portano via. Ma i grossi blocchi di pietra è difficile portarli via.

 

E le incisioni e i bassorilievi sul muro di via Piazzo? Quando ha pensato di impegnarsi in quest’opera?

L’idea mi è venuta lo scorso anno, così per caso. Ho deciso e l’ho fatto. E credo che sia una cosa bella, visto che molti mi cercano e mi domandano della mia passione.

 

Come ogni artista che si rispetti, anche Remo Ponti non ha mai quasi in mente quale sarà la sua prossima opera. Nel suo caso, infatti, è la pietra che ha già in sé il soggetto che poi nascerà fuori. Guardandola, nascerà la sua ispirazione, che lo porterà all’opera compiuta.

 

T.P.