“QUATTRO CHIACCHIERE CON…

RICCARDO POLI
Organista e direttore della Corale “S.Cecilia” di Vertova

Riccardo Poli, 75 anni appena compiuti, originario della frazione di Bondo di Colzate, ma residente da tanti anni a Vertova, è l’organista titolare della chiesa parrocchiale di Vertova, oltre che direttore della Corale “S.Cecilia”. In passato, professione di bidello presso le scuole elementari del paese, ha sempre mantenuto il suo profondo interesse per la musica fino all’età della pensione, per poi dedicarsi a tempo pieno alla sua grande passione. Da tutti conosciuto come “maestro Poli”, Riccardo Poli è una personalità molto nota e stimata nel panorama musicale della Media Valle Seriana; inoltre, è il direttore del “Coro Alpino Vertova–Colzate”.
E’ a lui che Paese Mio dedica l’intervista mensile, per conoscere soprattutto la sua attività e i programmi della corale.

Come nasce la sua passione per la musica?
La mia passione per la musica risale a quando ero molto piccolo; nella mia famiglia si parlava più di musica che di sport, come ad esempio il calcio; e, come mio zio Albino e mio fratello Alessandro prima di me, ho iniziato ad interessarmene concretamente. Mi sono iscritto alla scuola di musica S.Cecilia di Bergamo, dove alcuni anni dopo ho conseguito il diploma in pianoforte e organo con il Maestro Luigi Benedetti, primo organista del Duomo di Milano. Un titolo di studio conseguito non senza difficoltà e sacrifici; ricordo che per recarmi ogni giorno a scuola, dovevo camminare per un’ora lungo la mulattiera che da Bondo scendeva fino a Colzate e da lì andavo a Vertova a prendere il treno che mi portava in città.

Quando e come si è avvicinato allo strumento dell’organo?
Come accennato, in famiglia c’era già chi conosceva lo strumento e, quindi, posso dire di avere ereditato l’interesse in modo particolare da mio zio e da mio fratello. Poi, nel 1972, sono entrato a far parte della Corale “S.Cecilia” di Vertova come corista e, in assenza del Maestro Luigi Bonfanti, l’organista titolare dell’epoca, fungevo da supplente. Nel 1974, il Maestro Bonfanti venne a mancare e il parroco del paese, don Giuseppe Carrara, che a quei tempi dirigeva il coro, mi assegnò l’incarico di organista titolare della Corale e della Prepositurale. In seguito, nel 1997, sono diventato anche direttore della Corale, succedendo a mio figlio Giuliano, direttore da tre anni, che ha ereditato la mia stessa passione, così come mia figlia, diplomata in flauto.

Quanto tempo dedica alla sua attività di organista e a quali funzioni presta servizio?
La musica, come detto, occupa praticamente quasi tutte le mie giornate di pensionato; durante il giorno, a casa, dedico almeno un’ora al pianoforte, ovviamente sia per esercizio che per passione, senza contare i momenti in cui insegno a suonare alla mia nipotina. Poi, c’è il servizio che presto in Parrocchia, prime fra tutte ovviamente le funzioni religiose in cui c’è accompagnamento musicale, come le Messe al sabato o alla domenica, i funerali e, i pochi matrimoni e battesimi. Oltre a questi, suono anche nelle liturgie di festa, come Natale, Pasqua o il prossimo Triduo dei Morti, che si terrà dal 3 al 5 marzo. E non posso non citare il Concerto di S.Marco, che si tiene puntualmente ogni anno il 25 aprile, presso l’ex-Convento. Oltre a suonare l’organo, dirigo la Corale, ma, quando per diversi motivi non mi è possibile svolgere i due incarichi contemporaneamente, giunge in mio aiuto il Maestro organista Nicola Ruggeri di Casnigo. Per le prove, tra Corale S.Cecilia e Coro Alpino, sono fuori casa tre sere a settimana.

Per concludere, ci racconti qualche curiosità sulla sua carriera di musicista..
Ricordo con molto affetto i tempi in cui ero impiegato come bidello, presso le scuole; le maestre avevano deciso di affidarmi l’insegnamento della musica ai bambini, ed era un ruolo che, oltre a rispecchiarmi molto, svolgevo volentieri. Poi, la gestione e la legislazione scolastica hanno cambiato tutto e sono stati introdotti veri e propri docenti di educazione musicale. Vorrei citare anche i numerosi concerti della Corale “S.Cecilia” in diverse località italiane, come a Roma, al cospetto del Papa, piuttosto che ad Assisi, a Venezia, a Siena e in molte altre città. Davvero una carriera gloriosa quella della Corale, che mi ha regalato molte soddisfazioni. Come il “Coro Alpino Vertova–Colzate”, nato come “Amici di Bondo”, oggi iscritto regolarmente all’A.N.A., che negli anni si è esibito per ben tre volte al Teatro Donizetti di Bergamo e lo scorso 3 dicembre ha animato la S.Messa delle 9.30 per i detenuti, presso il carcere di via Gleno. Oggi, sono orgoglioso di essere organista titolare e direttore della Corale, un titolo che, soprattutto in età da ragazzo, mi è costato molto studio e grandi sacrifici; ricorderò sempre quando la mia famiglia portò in casa un enorme pianoforte a coda, un tragitto tutto a spalla lungo la mulattiera da Colzate a Bondo, un’impresa per la quale oggi si userebbero sicuramente metodi più moderni. Inoltre, ai miei nipoti racconto sempre di quando, per conseguire il diploma, mi esercitavo con il pianoforte a casa e con l’organo nella chiesa di Bondo, ma per perfezionarmi, in vista degli esami, scendevo a tutta birra seduto sulla canna della bicicletta guidata da mio fratello per suonare il bellissimo organo a due tastiere della chiesa di Fiorano, presso il quale a quei tempi lui era organista.

Silvia Pezzera