Cielo terso, sole splendente, freddo pungente, ma un calore fraterno, uno spirito di corpo, un senso di appartenenza, una vicinanza spirituale e un amor di Patria hanno accomunato quanti hanno partecipato lo scorso 17 novembre, in località Prati Moletti, presso la “Santella dei soldati italiani di tutte le Armi caduti in servizio”, alla Messa di suffragio che ha voluto ricordare il 15° anniversario della “Strage di Nassiriya”, in Iraq, quando il 12 novembre 2003, l’Italia fu colpita duramente da un vile attentato terroristico che distrusse la vita di 12 carabinieri, 5 soldati dell’esercito e 2 civili. Ancora una volta il merito di questo evento è della Polisportiva Albinese, che ha allestito la Messa e alcuni momenti di riflessione in collaborazione con il gruppo alpini di Albino, la sezione albinese dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC), l’Associazione Nazionale dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), l’Associazione Arma dell’Aeronautica (aviatori d’Italia), la sezione di Bergamo dell’Istituto del Nastro Azzurro, l’Unione Italiana Sottufficiali Italiani (UNSI) e la sezione dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPD’I) Valleseriana “Giuseppe Guarnieri” di Vertova.
Proprio i volontari dell’ANPD’I Valleseriana di Vertova, prima della Messa, hanno scoperto un cippo commemorativo della tragedia della Meloria, un disastro aereo accaduto il 9 novembre 1971 nelle Secche della Meloria, un tratto di mare situato a circa 7 km al largo di Livorno, dove un Hercules della Royal Air Force, matricola XV216, appartenente al 24 Squadron RAF, si inabissò al largo della costa, con a bordo 6 militari britannici dell’equipaggio e 46 paracadutisti italiani della 6^ compagnia “Draghi”, tutti morti nell’incidente. L’episodio rappresenta il più grave incidente occorso alle Forze Armate Italiane dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Per la cronaca, nell’ambito dell’esercitazione militare NATO denominata “Cold Stream” e svoltasi in Sardegna nel novembre 1971, era previsto il decollo di nove aerei militari Lockheed C130 Hercules e un Hawker Siddeley, tutti britannici, dall’aeroporto di Pisa San Giusto, per effettuare un lancio di paracadutisti italiani sulle zone di operazione. L’Hercules si inabissò in maniera incomprensibile. Infatti, non vennero mai stabilite con chiarezza le cause dell’incidente: si pensò ad un’improvvisa perdita di quota del velivolo e ad un rovinoso contatto con la superficie dell’acqua.
Proprio al parà vertovese Giuseppe Guarnieri, uno dei soldati scomparsi nel Mar Tirreno, è dedicata dal 1997 la sezione dell’ANPD’I “Valleseriana” (nacque nel 1983).
“Lo scoprimento del cippo è stato particolarmente emozionante – spiega il presidente della sezione ANPD’I Valleseriana “Giuseppe Guarnieri” di Vertova Alberto Benzoni – Vi hanno partecipato anche le sezioni dell’ANPD’I Valle Camonica, Bergamo e Valle Cavallina, alcuni parenti dei caduti delle famiglie Guarnieri e Fracassetti, alcuni “fratelli paracadutisti” della 6^ compagnia “Draghi”, provenienti da tutta Italia. Semplice il motivo che ci ha spinto a chiedere di posizionare questo piccolo monumento nella santella: la tragedia della Meloria, infatti, è la più grave in termini di perdita di vite umane, accaduta a militari italiani in periodo di pace”.
Lo scoprimento della bandiera italiana, portata dai veterani della 6^ compagnia “DRAGHI”, posizionata sul cippo e riportante le fotografie dei 46 caduti, è stato operato da Angelo Guarnieri, fratello di Giuseppe, caduto nella tragedia, e da Luigi Andrini, coordinatore dei reduci di compagnia. Il cippo è stato fortemente voluto dalla sezione dell’ANPD’I Valleseriana di Vertova, ritenendolo una presenza obbligata in un luogo sacro come la santella. La prima bozza è stata predisposta durante la riunione di marzo del Consiglio Direttivo. Poi, si è passati alla valutazione di fattibilità, sia economica che realizzativa, che si è concretizzata grazie soprattutto al lavoro, in prima linea, del parà Davide Bressan e di Angelo Guarnieri, ma soprattutto in virtù del lavoro e della sponsorizzazione delle ditte Marmi Paganessi di Vertova e Forniture Edili Capitanio di Cene, mentre il posizionamento del cippo è tato curato dal paracadutista Gianmaria Migliorati.
“Perpetuare la memoria dei nostri paracadutisti caduti in tempo di guerra e di pace è una delle missioni delle Sezioni ANPD’I, sancite dal nostro Statuto Associativo all’art. 2 – continua Alberto Benzoni – Segnalo, poi, che la nostra sezione era presente anche a Livorno, il 16 novembre scorso, con una nutrita delegazione, per le celebrazioni ufficiali della Brigata FOLGORE: ha così onorato il proprio dovere verso i propri fratelli paracadutisti, sempre presenti nei nostri cuori, nei nostri pensieri e nelle nostre azioni”.
A seguire, la cerimonia dell’alzabandiera, con l’inno nazionale cantato da tutti i presenti, che ha anticipato la S.Messa, celebrata dal cappellano del 6° Stormo dell’aeroporto militare di Ghedi (BS) don Marco Bresciani, animata dal coro “Stella Alpina” del gruppo alpini di Albino. Presenti il sindaco di Albino Fabio Terzi, il sen. Nunziante Consiglio, il delegato per la Valle del Lujo Ubaldo Colleoni, il Generale dell’Aviazione Giovanni Spera, la sezione di Orio al Serio dell’Associazione Nazionale Aviazione Esercito (ANAE), i rappresentanti della sezione di Bergamo dell’Unione Italiana Sottufficiali Italiani (UNSI), la sezione albinese dell’A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri), le quattro sezioni dell’ANPD’I bergamasche e una dozzina di alfieri dei gruppi alpini bergamaschi.
“Una Messa importante – ha affermato il presidente della Polisportiva Albinese Alberto Carrara – che ha voluto ricordare quanti hanno speso la propria vita per difendere la libertà del popolo iraqeno, peraltro impegnati in una missione (“Operazione Antica Babilonia”) di peacekeeping, cioè di mantenimento della pace”.

Ti.Pi.