Rinnovata la cappella dei morti della peste

E’ importante porre attenzione e cura ai cimiteri, alle santelle lungo i sentieri e ai luoghi di culto in genere. Sono luoghi particolarmente cari alla popolazione, che rappresentano uno spazio d’incontro significativo all’interno della comunità locale; sono frequentati quotidianamente e, pertanto, devono essere resi sempre più funzionali e accessibili, ma anche puliti e gradevoli. E’ in quest’ottica, dunque, che si è provveduto alla ristrutturazione della cappella dedicata alle anime del Purgatorio e ai morti della peste,, posta in via Castello e di proprietà del Comune di Cene.

 

L’oratorio, una delle chiesette minori della parrocchia di San Zenone, è stato oggetto di una serie di importanti interventi di miglioria strutturale: rifatto il tetto, perché ormai degradato a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana; rinnovati gli intonaci; ritinteggiate le pareti interne. Un vero e proprio restyling strutturale, che ha permesso all’edificio religioso di riacquistare il suo splendore originale.

L’intervento, che ha avuto un costo di circa 10.000 euro, è stato reso possibile grazie alla generosità del Centro Sociale Anziani “Don Battista Poli”, unitamente al contributo della Sitip spa.

Ora, finalmente, la comunità di Cene può ammirare in tutta la sua bellezza la rinnovata cappella, che ha anche una certa importanza storica, non fosse altro che per il fatto che attorno ad essa furono sepolti i corpi degli appestati, il cui ricordo è fissato in una lapide murata sulla parete esterna destra dell’edificio.

La struttura, al cui interno si può notare la pala del Crocefisso dipinta dal pittore vertovese Gianbattista Paganessi, ha ricevuto negli anni molte attenzioni. Negli anni ’20, per esempio, era soltanto una tribulina: fu ampliata in maniera corposa, fino ad assumere la forma e la dimensione attuale.

La cappella è anche luogo di culto: infatti, in varie occasioni dell’anno, come per esempio nel giorno dedicato ai morti, si celebrano funzioni religiose; e qui fa tappa la processione che, in occasione della Festa della Madonnina (particolarmente sentita e vissuta dalla popolazione), porta in corteo il quadro miracoloso con l’effigie della Vergine Maria.

Non è raro vedere gli abitanti di Cene passare davanti alla cappella e sostarvi davanti, per una preghiera o un momento di riflessione personale, in particolare nel mese di maggio, quello dedicato alla Madonna, quando i fedeli si avvicinano per recitare il rosario; peraltro, è aperta tutto il giorno

Insomma, un bell’intervento, le cui motivazioni vanno oltre l’aspetto puramente religioso, per guadagnare anche valenze sociali: come tutti i luoghi di culto, la cappella dei morti della peste è uno spazio d’incontro importante all’interno della comunità, che richiede cura e attenzione, alla luce dei profondi significati che suscita nel visitatore; ma è anche una struttura urbana, e come tale deve essere oggetto di manutenzione e sistemazione.

 

Sara Nicoli