Una serie di incontri. Dal titolo “Un museo da raccontare, tante storie da scoprire”, che parlano delle pratiche lavorative, agricole e non, della Media e Bassa Valle Seriana nella prima metà del ’900, partendo dalla conoscenza dei reperti conservati nel Museo Etnografico della Torre di Comenduno. In questo modo riprende la sua attività il museo di via S. Maria, una delle realtà culturali più dinamiche del panorama seriano, rimasto “frenato” dalla lunga pausa connessa all’emergenza sanitaria da Covid-19. E tutto in virtù della partecipazione del museo al bando “Progetti Enti associati – Sostegno alle attività di volontariato – Terzo settore” con la cooperativa sociale Il Frutteto, Mercato & Cittadinanza e G.S. Marinelli.
Una riapertura che sa di rinnovato slancio, grazie ad una sinergica collaborazione fra partner associati che operano attivamente sul territorio, a vantaggio della comunità: il Frutteto si occupa della gestione e del consumo indispensabile di attività ecologiche, l’Associazione per il Museo Etnografico della Torre di Comenduno contribuisce ad un’educazione storica ambientale, Mercato & Cittadinanza è protagonista nell’organizzazione del mercato agricolo, il GS Marinelli sostiene lo sport e l’ambiente naturale. Una riapertura che intende anche fare memoria del suo storico presidente Valerio Calvi, importante figura dell’associazionismo culturale albinese, scomparso nel gennaio di quest’anno. Tutti lo ricordano in città per il suo garbo, il suo equilibrio e la sua attenzione verso le esigenze di tutti i soci, ma anche per la sua capacità di stimolare le passioni e le competenze di tutti. Ma soprattutto tutti lo ricordano per la cura che riponeva verso il suo “amato” maglio, lui che è stato l’ultimo malleatore della Bassa Val Seriana, e che un giorno avrebbe voluto vedere ancora attivo.
E proprio il maglio Calvi sarà sotto i riflettori dell’ultimo dei sei appuntamenti previsti dal Museo della Torre di Comenduno per questo mese di giugno. In cattedra, martedì 29 giugno, alle 20.15, presso il museo di via S.Maria, lo storico Franco Innocenti, direttore dello steso Museo Etnografico di Comenduno, che parlerà su “Il Maglio Calvi, e l’uso delle acque nella lavorazione del ferro albinese”. Saranno ammessi i primi 15 iscritti: per l’adesione, telefonare allo 035.755283 o al 349.3801256, o inviare una mail a museotorre.comenduno@hotmail.it
Il Maglio Calvi è oggi l’unica fucina rimasta delle tante un tempo esistenti nel territorio albinese: si trova nella frazione di Comenduno, in corrispondenza del terzo salto d’acqua della Roggia Comenduna, in via del Maglio. Di proprietà della famiglia Calvi da 199 anni, conserva ancora tutti i suoi macchinari fermi da 49 anni, dopo gli ingenti danni provocati dall’alluvione del 1972. La produzione principale del maglio riguardava gli attrezzi agricoli, ma vi si lavorava anche il ferro battuto artistico.
A Franco Innocenti il compito di illustrare uno degli aspetti caratteristici della tradizione artigiana albinese, l’attività ferriera, dal medioevo fino ai giorni nostri. Del resto, la concentrazione di officine dedite alla lavorazione del ferro, che ha coinvolto per secoli Albino e Comenduno, spesso con produzioni di eccellenza, risulta tra le più alte del Bergamasco. L’analisi del Maglio Calvi permetterà di immergersi nell’atmosfera affumicata della fucina, che ha conservato i macchinari e gli attrezzi storici: il maglio e la mola azionati da due ruote idrauliche, i due focolari con le trombe idroeoliche, la sega da ferro, le incudini, le dime, le pinze e le mazzuole. Alcuni pannelli e un video aiuteranno a meglio comprendere l’attività del maglio.
Per la cronaca, il Museo Etnografico ha in serbo altre iniziative per la prossima estate: ad agosto, si proporrà l’edizione 2021 di “Komendunesi”, una rassegna di musica antica che coinvolge giovani musicisti provenienti da diversi Paesi europei, fra cui Austria, Ungheria, Spagna, Polonia e Italia (la prima edizione si è tenuta nel 2019 per celebrare il 30° anniversario della nascita del Museo della Torre); a settembre, invece, sono in programma alcune uscite sul territorio, alla scoperta dei segreti e delle risorse di Albino, con la presentazione della raccolta-video sulle attività del museo.

PS