Continuano, anzi si perfezionano e si definiscono meglio, i lavori di sistemazione della storica mulattiera “Albino-Selvino”, la strada intervalliva, da Albino all’Altopiano di Selvino-Aviatico, che fino al 1500 (a causa delle invalicabili “gole di Sedrina”), è stata uno dei più significativi collegamenti tra la Val Seriana e la Val Brembana, nell’ambito della più vasta rete viaria della “Via Mercatorum”. Dalla scorsa estate, infatti, ben quattro associazioni che operano sul territorio albinese, il CAI Albino, il Gruppo Sportivo “Abele Marinelli”, il Gruppo Alpini di Albino e il Gruppo Scout di Albino, sono impegnati nel suo recupero conservativo: preoccupante, infatti, il suo stato di abbandono, sotto i colpi di precipitazioni, erosioni e dilavamenti, asportazione di massicciate e traversine. Una precarietà strutturale evidente soprattutto nel forte dissesto del piano di calpestio. Ebbene, in questi sei mesi i volontari, lavorando due giorni alla settimana, al mercoledì e al sabato, alternandosi in squadre, hanno risalito da Bondo Petello il sentiero CAI 550, superato la chiesetta della Madonna della Neve, e provveduto alla riselciatura di 400 metri di mulattiera sul territorio albinese. “Tanti i lavori di ripristino – spiega il vicepresidente del CAI di Albino Giò Noris Chiorda – Innanzitutto, la sistemazione del sedime e realizzazione di nuove canalette di scolo, ma anche la manutenzione delle vasche di raccolta dell’acqua piovana, il rifacimento delle traversine in pietra, la pulizia della vegetazione, l’installazione di corrimano e staccionate. Abbiamo fin qui lavorato nella parte più degradata della mulattiera, ci mancano ancora 400 metri per arrivare a concludere la sezione albinese della mulattiera; gli altri 900 metri, tutti in territorio di Aviatico, sono meno problematici. Per i lavori, però, serve molto materiale, e dobbiamo ringraziare quelle persone che ci donano pietre e materiale vario, come Mario Zanga di Zandobbio e Davide Zanga di Abbazia. Senza dimenticare il grandissimo apporto dei volontari, che si alternano nei lavori. Anzi, visto che il lavoro sarà lungo e più persone disponibili possono favorire un ricambio delle squadre attuali, chi volesse affiancarci in questa operazione è sempre ben accetto: per farlo, può contattare la sede del CAI di Albino (347.8922412) o il Gruppo Alpini di Albino”.

In questo periodo invernale, a causa del brutto tempo e del gelo, i lavori si sono rallentati, ma non fermati. Da un lato ci si sta preparando alla ripresa, reperendo i materiali che saranno necessari ai lavori, dall’altra si stanno ripulendo le sponde della mulattiera dalla vegetazione infestante e dagli alberi pericolanti.
“Proprio durante questi interventi – continua Giò Noris Chiorda – abbiamo provveduto ai lavori di restauro del “Quader”, un’effigie della Madonna inserita in un incavo di roccia ai lati della mulattiera, quale offerta votiva di Antonio Gregis, detto “Americano”, peraltro già restaurata nel 1994 da “Gli Amici della Montagna”. Infatti, lo stato di degrado della cornice e l’opera di corrosione dell’umidità stavano intaccando il quadro, copia dell’originale (una “Sacra Deposizione”, ndr) custodito nella chiesetta della Madonna della Neve”.
Al restauro del “Quader” ci hanno pensato Federico Bianchi, presidente dell’associazione “Arte sul Serio”, e Mauro Monachino, presidente del Circolo Fotografico “Città del Moroni Albino.
“Ci sono passato tante volte e tante ancora – sottolinea Federico Bianchi, presidente di “Arte sul Serio” – ma ho sempre dato poca importanza alla “santella” che si incontra lungo la mulattiera che da Albino porta a Selvino. Un quadro come tanti, a testimonianza di una fede che una volta aveva grande significato e valore per il viandante. Poi, un giorno, Pierluigi Dall’Angelo, uno dei volontari che, unitamente ad altre associazioni albinesi, aveva preso a cuore, prima la sistemazione della mulattiera ed ora quella della santella, mi ha chiesto se ad “Arte sul Serio” poteva interessare la sostituzione di quella che ormai era la copia del quadro: l’originale, infatti, per salvaguardarlo, è stato spostato nella chiesetta della Madonna della Neve. Ovviamente, mi chiedeva una nuova copia del quadro. Ebbene, la nostra adesione è stata immediata. Subito abbiamo coinvolto Mauro Monachino, fotografo per passione, per fotografare l’originale. Ci serviva una foto di qualità, per poter realizzare una copia di qualità. Al di là del pretesto, però, è il contesto, il movimento che si è creato attorno a questa operazione che ha acquisito importanza e valore. Da un’idea è scaturita la collaborazione di entità diverse, accumunate dalla voglia disinteressata di fare per il bello, recuperare la storia per viverla oggi e tramandarla al domani”.
“Nel momento dello stacco della copia dalla santella, con sorpresa, dietro questa abbiamo trovato un foglietto – continua Federico Bianchi – Erano scritti, in elenco, i nomi di chi, al tempo, ha avuto cura di essa: gente semplice, che ha amato questi luoghi e questa storia e si è attivata per non perderne le tracce. Ora, è toccato a noi, associazioni di volontari rinverdirla, salvaguardarla per l’oggi e per il domani, per chi ancora transiterà lungo la mulattiera. Tanto può fare la collaborazione tra entità diverse, con esperienze diverse, con passioni diverse, ma che alla fine raggiungono lo stesso obiettivo: esaltare l’uomo semplice, generoso, collaborativo; e soprattutto non cancellare, ma salvaguardare e proteggere la sua storia. Ora, ogni volta che passerò davanti a quella santella, non sarà più come prima, ora avrà un valore che prima non conoscevo, e certamente sosterrò un attimo a salutare quel grande gesto di condivisione che essa ha stimolato”.
A fine gennaio, la copia del “Quader” è stata riposizionata nella santella.

Ti.Pi.