Novant’anni di storia per gli alpini di Vertova e Colzate. Un traguardo importante, che rappresenta certamente un punto di arrivo, ma che, per lo spirito che anima le penne nere, è soltanto una tappa di una storia che non avrà fine, l’ennesimo inizio di nuove iniziative. E così è stata una grande festa, una “due giorni” di celebrazioni, per esaltare il 90° anniversario di fondazione del gruppo (1928-2018) che riunisce le penne nere dei due paesi. Due giornate intense, coinvolgenti, ricche di eventi, scandite da diversi momenti comunitari, che hanno voluto anche ricordare il Centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale e fare memoria di quanti hanno sacrificato la loro vita per la Patria.
Le celebrazioni si sono aperte sabato 13 ottobre, a Vertova. Dapprima, infatti, dopo il ritrovo sul sagrato della chiesa parrocchiale, si è svolta la benedizione del nuovo gagliardetto, che ora riporta per intero il nome del gruppo “Vertova-Colzate”; quindi, alla presenza di ben 58 gagliardetti provenienti da tutta la Beergamasca, avvio del corteo per le vie del paese con la statua della Madonna degli Alpini, portata a spalla dalle penne nere, e arrivo al Monumento dei caduti di Vertova, dove, dopo l’alzabandiera, è stata deposta una corona d’alloro. A seguire, ripartenza del corteo verso la cappella votiva dei caduti alpini, in località Ceretì, lungo la strada per Cavlera. Giunti alla cappella, nuova cerimonia dell’alzabandiera, deposizione di una corona d’alloro alla cappella e celebrazione della S.Messa. Speaker, Ezio Merelli.
“E’ stata l’occasione per l’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione nell’area antistante la cappella – ha spiegato il capogruppo degli alpini di Vertova e Colzate Pietro Rinaldi – La pavimentazione si era ammalorata e aveva bisogno di una pronta sistemazione. Inoltre, è stata ridisegnata la scala di accesso, prima disposta su più piani, realizzato il nuovo altare, e creato un piccolo piazzale davanti alla cappella, che corre anche dietro verso il “muro dei caduti”, dove sono state inserite le targhe dei 67 caduti vertovesi della Prima Guerra Mondiale”.
Il momento celebrativo ha coinciso anche con la ricollocazione nella cappella votiva della Madonnina degli Alpini, scolpita nel 1952 dall’artista Antonio Coter, che, provvisoriamente era stata trasferita durante i lavori.
“L’amministrazione comunale ha molto apprezzato i lavori realizzati dagli alpini – ha sottolineato il sindaco di Vertova Luigi Gualdi – L’intervento ha riqualificato un luogo particolarmente caro alla comunità, ma ha anche reso funzionale e sicuro il suo ingresso dalla strada. Importante, poi, il fatto che la cappella votiva sia diventata una specie di sacrario, dove vengono ricordati tutti i Caduti”.
Domenica 14 ottobre, invece, le celebrazioni si sono spostate a Colzate, dove si è svolto il 16° Intergruppo della zona 14, che comprende, oltre agli alpini di Vertova e Colzate, anche quelli di Cene, Gazzaniga, Fiorano al Serio e Semonte. Un grande abbraccio tricolore, con il paese tutto pavesato di bandiere, che ha visto arrivare penne nere da tutta la Val Seriana, e anche dalla Bergamasca. Dopo il ritrovo in viale Lombardia, alle 8.30, presso la sede della Croce Verde di Colzate, è iniziata la sfilata, accompagnata dai corpi musicali di Vertova e Colzate. Sono seguiti l’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei Caduti di Colzate. Quindi, la S.Messa, presso la chiesa parrocchiale di San Maurizio, accompagnata dal coro ANA di Vertova e Colzate, diretto dal maestro Riccardo Poli. Alle 12.15, il rancio alpino, presso la palestra di Colzate.
Erano presenti i consiglieri nazionali dell’Ana Marco Penati e Carlo Macalli, il vicepresidente della sezione bergamasca Giovanni Stabilini e il vicepresidente vicario Dario Frigeni, nonché il coordinatore della zona 14 Roberto Guerini. Inoltre, il consigliere regionale Paolo Franco, presidente di Uniacque, originario di Colzate; il comandante della stazione dei Carabinieri di Fiorano al Serio maresciallo Sebastiano Valvo; i sindaci di Colzate Adriana Dentella, di Vertova Luigi Gualdi, di Cene Giorgio Valoti, e l’assessore alla Cultura di Gazzaniga Luisa Dal Bosco.
“L’alpino, giovane o vecchio che sia, ha imparato a mettere al primo posto gli altri – ha continuato il capogruppo Pietro Rinaldi – Per essi egli sa sacrificarsi. Ieri, lo ha fatto sul fronte, oggi lo fa servendo la propria comunità. Per l’alpino, oggi come un tempo, il volontariato nasce dal sentimento di solidarietà, che si manifesta in opere gratuite, senza ricompensa. Il nostro motto è “Ricordare i Caduti, aiutando i vivi”. Essere alpini vuol dire essere uomini, veri e coscienti”.

Ti.Pi.