Ritrovate le forbici del Sarto!

Nonostante il maltempo ha riscosso un notevole successo il gioco “culturale” sul pittore Moroni: un’ottantina le iscrizioni che hanno dato vita a 9 squadre

“E’ stato un buon successo, inatteso visto il rischio di maltempo sempre dietro le nuvole, che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa”. Questo il commento di Luigi D’Agostino, presidente dell’associazione “Per Albino”, che domenica 13 ottobre ha portato nel centro storico oltre 80 persone per partecipare a un grande gioco di strada a carattere culturale, dal titolo Il mistero delle forbici scomparse: una specie di caccia al tesoro sui generis, che aveva la caratteristica di andare a decretare come vincitrice la squadra che avrebbe risolto un intrigo cinquecentesco, un caso finora irrisolto, ovvero il ritrovamento delle forbici che Giovan Battista Moroni aveva dipinto nel famoso quadro “Il sarto”, e che misteriosamente erano state rubate nell’anno 1563.

La natura “culturale” del gioco consisteva nel sottoporre alle diverse squadre, tramite la formula di semplici e divertenti prove di intuizione e abilità, le opere del Moroni e i luoghi del Rinascimento albinese, offrendo ai partecipanti l’occasione di familiarizzare con l’opera moroniana. Al superamento di ogni prova, veniva consegnata alla squadra una lettera scritta da un personaggio ritratto dal Moroni (riprodotto sul retro della stessa) contenente indizi utili alla risoluzione del giallo delle forbici rubate, ma anche informazioni sulla vita e sul tempo del Moroni. “E’ stato un successo perché la curiosità e l’interesse hanno vinto sul maltempo –continua D’Agostino – Nel corso del pomeriggio non è piovuto. E ben 80 persone, con una forte prevalenza di ragazzi, si è presentata alla segreteria del gioco per parteciparvi. Così abbiamo formato nove squadre, alle quali abbiamo dato il nome di alcune famiglie storiche del tempo del Moroni, consegnato lo stemma della famiglia, la casacca per il capitano e un segno di riconoscimento per gli altri membri. A vincere è stata la squadra dei Bressani, che per prima, dopo oltre due ore di gioco, ha trovato le forbici sottratte al Sarto, e che per questo è stata premiata dagli organizzatori”.

“Questo era lo scopo del gioco – ha proseguito D’Agostino – rendere più familiare la figura di questo nostro grande concittadino, Giovan Battista Moroni, cercando di far divertire. I giocatori si sono dati da fare partecipando attivamente a tutte le tappe del gioco”.

Il gioco è iniziato con alcuni attori del “Gruppo Teatro” di Comenduno che hanno richiamato l’attenzione dei giocatori mettendo in scena la condanna alla gogna di un giullare, presunto colpevole del furto. Il successivo intervento del Capitano ha permesso di scagionare il giullare e ha dato il via alla caccia delle forbici scomparse, spiegando che gli investigatori erano certi che il colpevole fosse stato ritratto dallo stesso Moroni, e che era dunque necessario cercare testimoni e informatori che potessero portare alla soluzione del caso. Per questo, i giocatori, muniti di una mappa di Albino del ‘500 e di una lettera scritta dal Sarto al Moroni, hanno cominciato a setacciare il centro storico, cercando i personaggi del Rinascimento (riconoscibili dall’abito), e a superare le 13 prove per ottenere tutte le lettere.

Le prove, curate con attenzione e passione da un gruppo di attori di Comenduno, non richiedevano necessariamente una conoscenza specialistica del Moroni. Era il gioco stesso a “far conoscere” il Moroni. Fra queste, per esempio, abbinare otto opere del Moroni ad altrettanti titoli; abbinare cinque volti di ritratti ai rispettivi dettagli del corpo; tra dieci quadri del ‘500, individuarne tre non del Moroni; cercare sulle mappe rappresentanti la diffusione delle sue opere nel mondo, in quale paese europeo, oltre l’Italia e il Regno Unito, si conservassero più opere del Moroni, quali fossero i santi più raffigurati dall’artista o le quattro Università nelle quali si conservasse almeno una sua opera; e altro ancora.

Alle 17.15 i giocatori sono rientrati in piazza S.Giuliano, dove hanno ricevuto l’indizio finale che avrebbe facilitato la soluzione del giallo, ovvero l’ultima lettera, quella del Moroni al Sarto, in risposta alla prima.

Piazza S.Giuliano per l’occasione è stata arricchita di contenuti moroniani, con le mappe delle opere ed alcune riproduzioni di ritratti a grandezza naturale. Contestualmente al grande gioco, molto partecipate nel pomeriggio sono state le visite guidate a San Bartolomeo e alle opere moroniane della chiesa parrocchiale. Il pomeriggio è terminato con una merenda a base di veneziane e succo di mela caldo.

Il prossimo passo, a detta del presidente D’Agostino, sarà quello di proseguire nel percorso di valorizzazione di questa importante figura, percorso che costituisce uno dei pilastri di Progetto Lavoro, quello legato alla promozione della città in chiave turistica, progetto a cui l’associazione “Per Albino” si sta dedicando da oltre un anno. Vorremmo “esportare” la figura del Moroni oltre i confini comunali, – conclude D’Agostino – allestendo spazi espositivi nelle piazze di Bergamo e di altre città della provincia, e coinvolgendo tutti i soggetti interessati a questa operazione”. In pratica, farlo conoscere al grande pubblico: Giovan Battista Moroni è infatti più conosciuto all’estero che non in Italia.

 

T.P.