Roberto Benintendi

assessore al Bilancio

Primavera, tempo di bilancio di previsione. Da sempre è il documento più importante dell’attività amministrativa di un Comune. E se anche deve tener conto dei vincoli imposti dall’ormai famigerato patto di stabilità e dai tagli ai trasferimenti statali (una situazione che condiziona pesantemente l’attività di programmazione dell’ente locale), l’amministrazione comunale albinese è riuscita a far quadrare i conti. Di questo, e dello stato di salute della finanza albinese, chiediamo informazioni proprio all’assessore al Bilancio Roberto Benintendi, bancario di professione, tra i fondatori del Partito Democratico, uno dei “pilastri” della giunta comunale.

 

Qual è la situazione della finanza albinese?

Per fortuna negli anni abbiamo voluto mantenere una gestione prudente e oculata delle risorse finanziare dei nostri cittadini. Il quadro attuale, all’interno del quale si muovono le amministrazioni locali, è drammatico. I continui tagli ai trasferimenti e l’incertezza normativa da un lato, oltre alla maggiore richiesta di aiuto delle persone più deboli ed esposte alla crisi che stiamo vivendo, rende particolarmente complicato e complesso far quadrare i conti.

 

Qual è il rapporto fra amministrazione comunale e tagli di Stato e Regione?

Lo Stato ha scaricato per anni i sacrifici sui Comuni, dimenticandosi che sono le amministrazioni locali i primi presìdi territoriali, quelle che misurano direttamente la realtà di ogni giorno, il vissuto concreto delle persone in carne ed ossa, e ne comprendono meglio i bisogni. Negli ultimi tre anni lo Stato, tra tagli ai trasferimenti e patto di “stupidità” ha ridotto la capacità di spesa del Comune di Albino di circa 5 milioni di euro! Con certi numeri si può immaginare come anche un Comune “sano” debba fare i salti mortali per continuare a garantire perlomeno i servizi essenziali ai propri cittadini.

 

E il patto di stabilità?

Il patto di “stupidità” è oggi insostenibile, e va completamente rivisto. Anche nel 2012 il Comune ha rispettato il Patto di Stabilità, ma, cosi com’è, ancora più impegnativo dello scorso anno, non ci permette di utilizzare i soldi che abbiamo a disposizione, e produce l’ “accartocciamento” delle amministrazioni locali. Non ci permette nemmeno di sostenere interventi urgenti e prioritari, pur di piccole dimensioni, per risolvere problemi ben conosciuti da tempo. L’obiettivo 2013 è pari a 1,9 milioni di euro: come se quest’anno il Comune dovesse obbligatoriamente avere maggiori entrate rispetto alle spese di tale importo, una situazione insostenibile. Si è appena insediato il nuovo Governo Letta, tra i ministri è stato nominato Graziano Delrio, già presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Mi aspetto almeno un allentamento di questi vincoli assurdi, anche per permettere ai Comuni di contribuire alla ripresa economica, grazie al riavvio delle piccole opere pubbliche, indispensabili sia per i cittadini che per le nostre piccole/medie imprese, oggi in una crisi senza precedenti negli ultimi decenni.

 

I vincoli finanziari. Come avete rintracciato le risorse? (entrate tributarie, tasse e tariffe…)

Innanzitutto, abbiamo deciso, visti i necessari tagli, di garantire i servizi su due ambiti prioritari, i più deboli e i giovani. Quindi, la garanzia e il sostegno prioritario ai Servizi Sociali e la conferma delle risorse destinate al Diritto allo Studio. Rimangono inoltre inalterati i tributi locali, come l’Imu e l’addizionale Irpef. Su quest’ultima avevamo già ridotto del 20% nel 2012 l’aliquota sulla prima fascia di reddito, quella fino a 15.000 euro. Sull’Imu abbiamo introdotto due ulteriori agevolazioni: l’incremento della detrazione di 100 euro sull’abitazione principale per coloro che ospitano in casa persone invalide al 100%, e la riduzione dal 9 al 8 per mille dell’aliquota per i proprietari di abitazioni date in uso gratuito a parenti in linea retta, allineando l’aliquota a quella applicata agli immobili locati.

 

Qual è lo stato della spesa corrente? (per settori).

Per recuperare risorse sulla spesa, stiamo lavorando su tre direttrici:

– l’efficientamento energetico degli edifici comunali, per poter ridurre nel tempo la bolletta energetica del Comune;

– la chiusura, come prevista per legge, della Nord Servizi Comunali, reinternalizzando le manutenzioni comunali, e mettendo in gara la gestione del verde, dei cimiteri e la gestione calore/energia;

– proseguendo con l’estinzione anticipata di mutui del Comune, cosi da ridurre le rate da pagare, e liberare spazi finanziari per garantire la continuità dei servizi comunali.

Oltre a questi interventi, necessari ma non sufficienti, siamo dovuti intervenire con tagli anche su altri capitoli, come i canoni per le manutenzioni, i contributi (sport, cultura, ecc.), le spese postali, la cancelleria, l’acquisto libri della biblioteca, la segnaletica stradale, gli straordinari dei dipendenti comunali, e altri centri di costo minori.

 

Spese in conto capitale…investimenti…

Gli insostenibili vincoli del patto di stabilità ci impediscono di fare qualsiasi programmazione sugli investimenti. L’unica opera programmata nel bilancio 2013 è la realizzazione di una caldaia a cippato, finanziata per l’85% da contributi ottenuti a fondo perduto.

Sarebbe stato inutile, viste le condizioni date, prevedere ulteriori opere nel 2013. Quest’anno siamo impegnati a portare a conclusione altre significative opere, già programmate/finanziate negli anni precedenti, quali:

– nuova scuola di Comenduno (lavori in corso)

– nuovo ponte sul fiume Serio (lavori in fase di avvio)

– strada verde (lavori in corso)

– rinnovo biblioteca comunale (lavori conclusi)

– pulizia Bosco dell’Impero (lavori in corso)

Ad esclusione della nuova scuola di Comenduno, che viene realizzata con lo strumento del leasing pubblico, le altre opere sono avviate, in quanto finanziate con contributi significativi a fondo perduto, ottenuti da altri soggetti/istituzioni.

 

Quali scenari per il futuro?

Oggi è davvero difficile prevedere cosa accadrà anche solo tra pochi mesi. Certamente, se non vi saranno cambi di marcia nei confronti dei Comuni, sarà assolutamente necessario rivedere il ruolo, le funzioni e le relative strutture degli enti locali, per evitare di avere una macchina che comunque costa mantenere, ma non è in grado di erogare servizi adeguati ai propri cittadini. L’auspicio principale per un amministratore è di vedere l’uscita da questa crisi, che sta mettendo molte famiglie in serie difficoltà, a causa della perdita di lavoro. Mi auguro che a breve anche i Comuni vengano messi in condizioni di poter operare, sbloccando la possibilità di realizzare gli interventi necessari, e dando cosi un contributo all’economia locale e all’occupazione.

 

Quali i sogni nel cassetto?

Vedere trasformare la rassegnazione in desiderio di riscatto e cambiamento, consapevoli che il futuro lo costruiamo noi, giorno per giorno, scegliendo di metterci in gioco, cercando anche strade nuove ed inesplorate. La nostra gente ha fatto grandi cose in passato, partendo da zero. Noi abbiamo alle nostre spalle esempi significativi, ma il nostro compito è costruire ciò che verrà, con fiducia, determinazione e perseveranza.

 

T.P.