Sagra dei Biligòcc 2015: pochi ma buoni

Nonostante un quantitativo ridotto di “biligòcc”, a causa del parassita che da alcuni anni sta colpendo i castagneti della Valle del Lujo, moltissimi i visitatori che hanno raggiunto Casale, per partecipare alla “festa della castagna”

Pochi, ma buoni, a tutela della qualità, per rispettare il protocollo di produzione e non prendere in giro i consumatori. Così, mantenendo fede alla sua tradizione, la “Sagra dei Biligòcc” di Casale ancora una volta – siamo alla 26^ edizione – ha fatto centro, offrendosi in tutta la sua freschezza e originalità e mettendo in mostra questa particolare mutazione della castagna, i “biligòcc” appunto, che sono castagne affumicate e bollite, un dolcetto morbido e farinoso, dal gradevole sapore, apprezzato non solo nelle valli bergamasche, ma ormai anche fuori provincia. E la dimostrazione sono state le migliaia di visitatori che, complice anche una bella giornata di sole (fatto che non guasta mai in pieno inverno), sono salite a Casale, a pochi tornanti dal Passo del Colle Gallo, per partecipare alla sagra, organizzata dal Gruppo Culturale “Amici di Casale”, in collaborazione con la Parrocchia del Sacro Cuore. Chi dalla Val Seriana, chi dalla Val Cavallina, chi dalla Bassa Bergamasca: tutti per immergersi nei profumi della tradizionale festa delle castagne secche affumicate e bollite, che ha visto come protagonista il “re dei biligòcc”, al secolo Battista Nicoli, 71 anni, un personaggio carismatico, da tutti ricercato per la sua vasta esperienza nel settore, tanto da essere considerato il più grande “borolèr” (caldarrostaio) a ottobre, e l’unico “biligotèr” (= chi produce e vende “biligòcc”) a febbraio. Quindi, “re dei biligòcc”, delle castagne secche e affumicate (e poi lessate), una delle “mutazioni” più difficili a cui è sottoposta la castagna, la “regina” del bosco. E lui è il suo più fedele paladino.

 

“Ho fatto fatica, ma anche quest’anno sono qui, in Piazzetta Nicoli, con i miei “biligocc” – spiega Battista Nicoli, stretto nel suo tabarro nero – Purtroppo, da qualche anno, i castagneti della Valle del Lujo sono infestati dal cinipide della castagna, detto anche “vespa cinese”, che rinsecchisce le foglie e danneggia i frutti. Nonostante il forte scarto della lavorazione e il danno economico che ne consegue, ho voluto esserci alla sagra, per continuare una tradizione secolare: ho preparato 4 quintali di “biligòcc” che, ovviamente, sono andati a ruba. Però, per correttezza, ho avvertito i consumatori della possibilità di eventuali “biligòcc” bacati”. Non potevo non presentarmi in piazza con i miei “biligòcc”, anche se molti non erano belli. E’ una questione di rispetto della tradizione, di dignità culturale: comunque, ho avvertito che i “biligòcc” di quest’anno con erano tutti belli. Dai consensi della gente che si è avvicinata al mio banchetto, sono convinto che tutti hanno capito la situazione”

Un rischio, invece, che non hanno voluto correre i volontari del Gruppo Culturale “Amici di Casale”, che, per evitare di offrire un prodotto scadente, hanno deciso quest’anno di non presentare i loro “biligòcc”, preferendo puntare sugli altri prodotti derivati dalla castagna, cioè mondine, caldarroste, castagne secche, farina di castagne. E, novità 2015, sulla birra alla castagna, una birra particolare, denominata “Biligòcc beer”, dove il sapore del malto è perfettamente bilanciato con l’aroma delle castagne, in questo caso mondine secche affumicate. La birra, presentata in una bella bottiglia di color marrone scuro, con un’etichetta accattivante, è una birra ad alta fermentazione, rifermentata in bottiglia non pastorizzata e non filtrata, con una percentuale di alcol del %. Una birra ambrata, con delicati sentori affumicati, buona per accompagnare salumi e carni rosse, soprattutto alla griglia e con formaggi saporiti. Per la cronaca, la birra è stata prodotta ed imbottigliata dalla ditta Alvemar, di Rovello Porro, in provincia di Como

“In questi anni, abbiamo lavorato per rendere di alta qualità la produzione dei nostri “biligòcc” – afferma Roberto Zanga, uno degli organizzatori – Quindi, selezione delle castagne della Valle del Lujo (una ventina, ndr), studio del territorio, cura degli innesti, lotta alle malattie dei castagni: tanti sforzi per esaltare la nostra castagna e il suo prodotto più autentico, i “biligòcc, una “caramella mou”, al gusto di affumicato, risultato di tre operazioni: essiccatura, affumicatura e bollitura. Purtroppo, è solo dopo aver bollito le castagne secche che possiamo verificare se c’è scarto o no. E quest’anno, brutte e malate le castagne, lo scarto sarebbe stato troppo alto. Quindi, abbiamo deciso di non mettere in vendita un prodotto che non rispondesse agli standard qualitativi a cui da sempre puntiamo”.

 

S.N.

 

BOX

Diverse le iniziative di corredo alla sagra, che hanno richiamato tante persone. Innanzitutto, l’apertura straordinaria per tutta la giornata del “Museo Etnografico Valle del Lujo”, con visite guidate, per ammirare le tante varietà di castagne della Valle del Lujo e gli attrezzi contadini della zona. Poi, la “Mostra sulla castagna della Valle del Lujo”, allestita con pannelli e fotografie per le strade della borgata. Quindi, il braciere per le caldarroste, che ha riscaldato i visitatori, come pure l’ottimo vin brule, giusto corroborante. Senza dimenticare il lungo “serpentone” di bancarelle con prodotti tipici locali, alcuni veramente interessanti: dalle marmellate ai formaggi, dai salumi al pane casereccio, dalle frittelle ai dolci, fino agli oggetti d’arredo, in legno e in ferro. E i gonfiabili per i bambini. A rallegrare il “passeggio” musica e concerto di suonatori di baghèt, la tipica cornamusa bergamasca.