Formula che vince non si cambia, anzi si migliora. E così, nel solco di una tradizione ormai consolidata, che l’ha resa una delle sagre più importanti della Bergamasca, la “Sagra dei Biligòcc”, organizzata dai volontari della Parrocchia del Sacro Cuore di Casale di Albino, unitamente al Gruppo Culturale “Amici di Casale”, ritorna in calendario per un’altra edizione, precisamente la 34^ edizione, che non mancherà, come è tradizione, di richiamare il pubblico delle grandi occasioni. Obiettivo: presentare il magico dono del bosco, la castagna, offerta qui in una delle sue mutazioni più celebri, i “biligòcc”, le castagne secche affumicate e poi ammorbidite con la bollitura. Una vera leccornia, che porterà molti visitatori a salire i tornanti della strada provinciale n° 39 “del Colle Gallo”, per gustare questo dolcissimo prodotto casalese.

L’appuntamento è per domenica 5 febbraio. Per l’occasione, la frazione di Casale si anima, mettendo il classico “vestito della festa”, cioè organizzando diverse iniziative di intrattenimento, per la gioia di tutti gli appassionati della cosiddetta “regina del bosco”.

Ma vediamo cosa sono i “biligòcc”. E andiamo con ordine. Le castagne, nelle scorse settimane, al freddo dell’inverno, sono state rese secche e affumicate sopra i “secadùr” (affumicatoi) di legno. Quindi, qualche giorno prima della sagra, vengono immerse in grandi “caldere” di acqua calda, per essere ammorbidite. E’ questo il “passaggio” che caratterizza i “biligòcc” di Casale dalle castagne secche e affumicate, che spesso si trovano sulle bancarelle di Bergamo, Treviglio o di San Paolo d’Argon (sagra di San Mauro: 14 gennaio). I “biligòcc”, però, a differenza di altri prodotti similari, sono resi morbidi con la bollitura, diventando come una “caramella mou”.

Da preferire nell’acquisto è proprio questo tipo di “biligòcc”, prodotti dai volontari della parrocchia e dal Gruppo Culturale “Amici di Casale”, presenti sul sagrato della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore e in Piazzetta Nicoli con appositi banchetti di vendita, chiaramente visibili al pubblico. Qui, i “biligòcc”, morbidi, farinosi, dal gradevole sapore di affumicato, saranno venduti in speciali sacchetti marchiati.

Il programma della sagra, però, prende il via già al mattino, con la presenza di alcuni stand di ambulanti, che ravvivano la festa; l’apertura straordinaria del “Museo Etnografico Valle del Lujo” (in questo caso, la possibilità di visitare una ricca esposizione di oggetti contadini, attrezzi di lavoro, mobili, arredi e materiali d’epoca); il banco del vin brulè. Nel pomeriggio, il momento clou della sagra, con tanti biligòcc da gustare.

Da segnalare che venerdì 3 febbraio, alle 20, si svolgerà la “Cena dei Biligocc”, aperta ai soci e ai sostenitori, durante la quale verrà presentata la nuova birra “Ansuinus”, una “brown ale” a base di biligòcc, promossa dal Birrificio “Abbazia San Benedetto”, con sede presso la parrocchia di San Benedetto abate di Abbazia di Albino, e prodotta e imbottigliata dal birrificio “Qubeer” di Montello (BG): una birra ad alta fermentazione, non pastorizzata e non microfiltrata, i cui ingredienti sono acqua, malto d’orzo, luppolo, lievito, castagne.

Il nome della nuova birra è ispirato al nome del primo rettore dell’abbazia benedettina, Ansuino abate. Da segnalare, poi, che l’illustrazione del monaco stampigliato sull’etichetta è stata fatta da un ragazzo di Casale, Matteo Belotti.

 

Sara Nicoli