Gentilissima Redazione,
Attraverso “Paese Mio” vorrei appellarmi all’Amministrazione Comunale ed a tutti i miei Concittadini per salvare gli affreschi di fronte alla Chiesa di San Bartolomeo, in Piazza Carnevali.
Non conosco le procedure burocratiche sottese ad un intervento di restauro pubblico applicate ad un’abitazione privata; so per certo, però, che quegli affreschi appartengono a noi tutti. Non ci resta molto di ciò che di più bello i nostri più antichi parenti ci hanno lasciato in eredità: i castelli, il palazzo vescovile, la chiesa di Santo Stefano, l’arco d’ingresso della cittadina sono andati distrutti, gli antichi canali, le cui acque muovevano magli e mulini, sono stati interrati e non rimangono quasi tracce della laboriosità antica della nostra gente, tracce che disegnavano fortemente il territorio urbano. Molti complessi architettonici di Via Mazzini, abitazioni, conventi e chiese, a stento mantengono in piedi le loro facciate; internamente l’incuria e l’abbandono sono evidenti. La Casa del Fascio, pur in pessime condizioni, poteva essere salvata, perché documento di un’epoca.
Non ci sono soldi per recuperare quanto di antico esiste e anche chi deve comprare casa preferisce una villetta con giardino in periferia, non trovando appartamenti adeguatamente ammodernati nel centro storico. Anche nei dintorni architetture belle ed interessanti stanno andando in pezzi: l’intero complesso Honegger, con il villaggio operaio e le ville dei direttori crolla. Lo stabilimento, il grande stabilimento, è un cimitero di ricordi. Piazzo, il parco urbano della nostra città, è nell’abbandono, malgrado l’impegno di un’associazione volenterosa. La nostra storia scompare; persino l’architettura più significativa del nostro cimitero, con colonnine ed affreschi, è in condizioni deplorevoli. Con una colletta di noi cittadini, di noi tutti insieme, forse riusciamo a salvare almeno gli affreschi che stanno scomparendo.
Se ogni albinese donasse un euro, un euro soltanto, avremmo già una base seria per partire con i lavori e se qualche privato donasse di più si potrebbe sperare di concludere l’impresa di salvare questa finestra che ci resta sul passato, per poterla regalare ai nostri figli.
Grazie per l’attenzione
Grazia Rizzo

Ho letto con grande attenzione e con sincera partecipazione la Sua lettera e non posso che condividere le Sue preoccupazioni e la Sua amarezza di fronte al rischio che il nostro inestimabile patrimonio culturale possa lentamente ma inesorabilmente andare perso.
Mancanza di risorse ed eccessiva burocrazia sono i mali peggiori che affliggono quanto un glorioso passato ci ha lasciato. Quando poi ci si trova ad occupare una posizione come quella di Sindaco si prova ancor di più un senso di impotenza e di frustrazione di fronte alle innumerevoli difficoltà che si incontrano nel voler mettere mano al nostro patrimonio storico-culturale. Questo non vuol dire però arrendersi e gettare la spugna. Credo che si sia già a metà dell’opera quando in una comunità esistono e resistono la consapevolezza e la conoscenza del proprio patrimonio storico, culturale, paesaggistico e naturalistico. Lo ha scritto Lei, correttamente, che esiste un’associazione volenterosa impegnata nel tutelare e valorizzare il Parco Locale di Interesse Sovraccomunale di Piazzo, come del resto esistono altre associazioni culturali sul territorio impegnate a tutelare e a far conoscere le bellezze e le eccellenze del nostro patrimonio. Anche le varie amministrazioni comunali che si sono susseguite, indipendentemente dal proprio colore politico, ciascuna per la propria parte e con i pochi mezzi a disposizione, si sono prodigate nel recuperare e valorizzare pezzi importanti del nostro patrimonio storico-culturale. Proprio gli affreschi in Piazza Carnovali, di cui Lei parla nella sua lettera, sono stati oggetto di un restauro alcuni anni fa a cura dell’amministrazione comunale. Per quanto possano apparire abbastanza sbiaditi, l’intervento di cui parlo ha certamente messo in sicurezza quanto di questi affreschi ancora rimaneva. Anche per quanto riguarda la parte monumentale del cimitero di Albino come amministrazione stiamo portando avanti uno studio preliminare per un futuro intervento da concordare poi con la Soprintendenza. Poi, piange il cuore anche a me nel vedere lo stato di totale abbandono in cui versano il Villaggio Honegger ed il complesso industriale in genere. Purtroppo, la situazione di “Procedura Fallimentare” in cui si trova la proprietà pone anche l’amministrazione comunale nell’impossibilità di intervenire direttamente e concretamente. Del resto la mancanza di risorse non permette pure all’amministrazione di fare interventi radicali e definitivi su due importanti edifici storici di proprietà comunale, ovvero la Villa Regina Pacis a Comenduno e l’edificio conosciuto come “Ex Acli” che si affaccia sulla Piazza San Giuliano. Ci si limita solo a piccoli e limitati interventi tampone. E’ vero che esiste anche la possibilità di accedere a bandi regionali o nazionali confezionati per il patrimonio colturale ma ultimamente, vista la condizione delle nostre strutture scolastiche, abbiamo partecipato con successo solo a bandi relativi all’edilizia scolastica. Per chiudere il mio contributo, in merito all’ipotesi di una colletta fra i cittadini albinesi e non per costituire un piccolo fondo da cui partire per interventi di restauro o salvaguardia, l’idea mi pare buona, ma visto l’attuale situazione economica e la forte pressione fiscale e tributaria cui sono già sottoposti tutti gli italiani, francamente come amministrazione non me la sentirei di chiedere altro ai miei concittadini.
Con cordialità.
Il Sindaco, Fabio Terzi