Nato il 31 ottobre 1947, ad Albino, dove tutt’ora abita, Sandro Noris è l’attuale responsabile della sezione sentieristica del GS “Abele Marinelli”. Sposato da quasi 50 anni con Graziella e papà di quattro figlie che gli hanno regalato otto nipoti, ha iniziato la sua vita lavorativa, come operaio, da molto giovane, terminando nel frattempo le scuole medie. Raggiunta la pensione, ha potuto finalmente dedicarsi ai suoi hobby, come custodire canarini, e al volontariato di Comenduno, dove si dedica alle persone bisognose con il gruppo ANTEAS; inoltre, è molto attivo in parrocchia.
Una persona poliedrica, ricca di interessi, che la redazione di Paese Mio vuole intervistare soprattutto per conoscere la realtà della sezione sentieristica del GS “Abele Marinelli”.

Come si è avvicinato al GS “Abele Marinelli”?
Siamo negli anni 60, ero adolescente, il curato don Carlo Pellegrini mi affidò l’incarico di addetto al cinema, come operatore alla proiezione. Da qui iniziò la mia vita in comunità. Al nostro don Carlo subentrò, poi, don Aldo Nicoli, e con lui nacque la vita sportiva in oratorio. Il gruppo sportivo Marinelli era operativo da pochi anni e a questo punto si iniziarono ad organizzare corse, marce, tornei di palla elastica all’interno dell’oratorio. Con don Aldo e il gruppo sportivo si facevano scampagnate, gite turistiche in pullman e sulla neve. In questi anni nacque il C.T.G (Centro Turistico Giovanile), in collaborazione con l’oratorio e il GS “Abele Marinelli”. All’età di 16 anni ho partecipato alla mia prima marcia di regolarità, dove ho scoperto nella montagna una palestra di vita, perché, sudando, ho imparato ad apprezzare le sorgenti di acqua fresca, perché, stanco, mi sono fermato e ho potuto ammirare la bellezza e la meraviglia di un fiore e il profumo della sua semplicità.

Che compiti ha la sezione sentieristica?
Il nostro scopo è rendere praticabili i sentieri delle nostre montagne, fare in modo che non siano pericolosi sia in salita che in discesa, rispettando le normative previste, non dimenticando che la prima regola è la salvaguardia dell’ambiente e il suo rispetto. Noi contiamo molto su chi frequenta i nostri sentieri, ci aspettiamo educazione e civiltà; la nostra sezione è sempre pronta, intervenendo in caso di necessità.

Qual è il suo organigramma?
Il settore della sentieristica, che di suo può contare su una base di una decina di volontari, ha la fortuna di potersi avvalere di altri collaboratori, appartenenti ad altri settori del Gruppo Sportivo, ma legati dalla comune passione e da un forte senso di rispetto per l’ambiente. Tra i settori maggiormente presenti figura l’escursionismo, i cui “adepti”, quando non impegnati nelle escursioni del giovedì, sono dei preziosi collaboratori. Nella pratica non agonistica dell’escursionismo, il nostro gruppo si è già fatto un nome ed è tra i più conosciuti tra i molti nati in questi ultimi anni nelle nostre vallate. Altro bacino di volontari è la marcia alpina di regolarità, un’attività sportiva agonistica che oggi, purtroppo, è in declino nelle nostre zone, ma un tempo era molto “gettonata”: si pensi che quando ho iniziato a gareggiare, ad Albino, oltre al GS “Abele Marinelli”, c’erano altre cinque società che la praticavano. Attualmente, il settore è formato da una decina di appassionati marciatori, che cercano di tener viva la passione per questo sport dove il Gruppo Sportivo ha sempre primeggiato, anche a livello nazionale.

Quali sono gli interventi realizzati fin qui dalla sezione?
Premetto che prima di un intervento bisogna monitorare il posto, preparare l’attrezzatura (decespugliatori, tosaerba, motoseghe e quant’altro …) e verificare la disponibilità dei nostri volontari. Poi, si parte. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore l’attuale presidente del GS “Abele Marinelli”, Claudio Martinelli, che, a partire dagli anni ‘60 con papà Enzo, e fino ad oggi, ha sempre sostenuto questi settori e i nostri progetti, anche economicamente, considerando soprattutto gli onerosi costi per l’acquisto di materiali e attrezzature necessari per gli interventi. Per tornare alla domanda, direi che la rete sentieristica che parte dalla piazzetta della chiesetta di S.Maria in Comenduno, e si dipana sui versanti sud dei monti alle spalle della frazione, si sviluppa per circa 50 km: è già un bel traguardo! Oltre ai sentieri CAI 520, 537 e 538 che raggiungono la cima dei monti Rena, Poieto e Cornagera, manteniamo in ordine altri sette itinerari di nostra mappatura, che percorrono in lungo e in largo le pendici dei nostri monti sulla sponda destra del fiume Serio; tra questi, uno dei più frequentati è sicuramente il sentiero n°6 “Agostino Noris”. Ricordando soltanto gli ultimi anni, tanti sono stati gli interventi; i più importanti sono:
la sistemazione del sentiero forestale di Amora Bassa (sentiero CAI n. 537) e il sentiero che porta in Val Camocco (itinerario locale n. 3); il sentiero didattico dei “Pè del diaol”, che porta alla frazione Merà, sistemato con catene di protezione nel tratto ripido in località “Scalette”; il sentiero “Agostino Noris”, decespugliato in parte nella zona sopra Bondo Petello.

Quali i lavori realizzati nel 2020?
Innanzitutto, la pulizia delle tre valli a monte di Comenduno: Valle di Brendena, Valle di Pelodà e Valle d’Isla. Un importante intervento che si ripete circa ogni due anni, per tenere pulito l’alveo, in prossimità dei tombotti (punti critici delle vallette, dove da cielo aperto entrano in tratti interrati). La concomitanza di eventi meteorologici eccezionali (oggi forse più frequenti che in passato), con l’ostruzione di questi punti, può causare notevoli danni, come già successo con l’alluvione del 1972. Inoltre, la nuova staccionata alle scalette del Pelodà: sono state sostituite circa 50 metri di barriera di protezione deteriorata. A seguire, la sistemazione e messa in sicurezza dell’itinerario n.1 “Madonnina del Narciso” e lapide Abele Marinelli. Quindi, dopo quasi due anni di lavoro, stiamo procedendo alla numerazione del nuovo sentiero n. 7 “La Barchessa”, forse uno dei più vecchi del Monte Rena, dedicato ad Antonio Manganoni, un amico della montagna scomparso poco tempo fa.

Quali sono i programmi per il 2021?
Durante gli incontri tra i membri del GS “Abele Marinelli” sono emerse delle idee propositive nell’ambito sentieristico comunale, che puntano alla salvaguardia dei beni storici e naturalistici. Sotto i riflettori il parco della villa “Regina Pacis” e il parco “Enzo Martinelli. Quest’ultimo, infatti, meriterebbe una manutenzione ordinaria e lavori di ripristino, come pure il riassetto dei viali principali. Nell’ambito della sentieristica spererei che il 2021 mi regalasse la possibilità di arricchire i sentieri con cartelli informativi sulla flora e la fauna del nostro territorio e con panchine sui punti panoramici, da cui ammirare scenari caratteristici.

Come sono i rapporti con le altre associazioni del territorio?
La nostra associazione ha buoni rapporti con la comunità e riceve un grande supporto dal Comune di Albino, con il quale si collabora sempre. Lavoriamo in sinergia con diversi gruppi: il CAI di Albino, gli alpini, gli scout, gruppi con i quali stiamo cooperando per la ristrutturazione della vecchia “Via Mercatorum” Albino-Selvino. A tal proposito, ci piacerebbe allargare i nostri ambiti di volontariato alle frazioni della Valle del Lujo, creando una commissione albinese ad hoc per la salvaguardia del territorio.

Ha dei sogni nel cassetto?
In questi giorni di pandemia, con connesse restrizioni e limitazioni, osservare i nostri sentieri frequentati da famiglie o piccoli gruppi di ragazzi fa davvero molto piacere e ci fa credere in un futuro, dove i giovani possano indossare più spesso gli scarponcini. Questo chiaramente è solo un buon auspicio, perché il mio vero sogno nel cassetto è di credere in un domani in cui le nostre amministrazioni comunali si rendano conto ancor di più del grande lavoro che tutti i giorni i volontari compiono per la salvaguardia del territorio a cui noi tutti apparteniamo.

T.P.