“Prendi un libro, lascia un libro”. E’ tutto semplice con la nuova “casetta dei libri”, inaugurata la scorsa primavera e da tre mesi operativa a fianco dell’ingresso del Palazzo Municipale. Inserita, quale complemento di arredo, fra gli interventi che hanno portato alla riqualificazione degli spazi esterni del Municipio, la “Little Free Library” di Fiorano al Serio è stata realizzata su progetto del consigliere delegato all’ambiente Ettore Nosari, mentre i lavori hanno visto impegnato Pietro Guerini, che ha operato in maniera gratuita.
La “casetta dei libri” si presenta come un libro aperto, con una parete trasparente che lascia vedere quanto è presente al suo interno, i libri ovviamente. Le regole da seguire sono chiare e semplici, riportate su un pannello posto sulla porta.
Un bel servizio, innovativo, originale, che permette a chiunque di prendere un libro, lasciandone un altro a disposizione di altri lettori, in pratica di scambiarsi libri e magari lasciare anche messaggi promozionali, del tipo: “Un libro al giorno toglie l’ignoranza di torno” o “A me questo libro ha fatto bene, leggilo anche te” o ancora “Questo libro mi ha salvato la vita, spero che serva anche a te!”
Aperta dalle 9 alle 21, sta incontrando l’interesse e i favori della popolazione, in particolare dei bambini e dei ragazzi. Chiaro l’obiettivo: promuovere la lettura e la cultura e, dall’altro, spingere i cittadini a condividere i libri che hanno amato e scambiarsi opinioni ed esperienze di lettura.
La “Little Free Library” di Fiorano al Serio è una delle tante “casette dei libri” che si vedono in tantissime città italiane. Fa parte di un fenomeno che sta attraversando anche il nostro Paese con il nome di “book-crossing”, anche se “Little Free Library” una sostanziale differenza ce l’ha ed è rappresentata dal luogo in cui i libri sono custoditi e scambiati: una “casettina di legno”, una libreria a tutti gli effetti. Piccola, d’accordo, ma con un proprio catalogo e una vera identità, che nasce e prende forma dalla scelta di chi si trova nelle sue vicinanze con l’intenzione di alimentarne la ricchezza.
L’idea è recente, viene dagli Stati Uniti, dove nel 2009, Todd Boll, di Hudson, nel Wisconsin, lanciò questa iniziativa, supportata dal motto “Prendi un libro, porta un libro”. In breve tempo, l’idea varco l’oceano Atlantico e arrivò anche in Europa e in Italia. La prima fu costruita a Roma il 1° giugno 2012. Da allora un boom di realizzazioni, in tutta Italia.
“Si sente dire che “Siamo quello che leggiamo” – spiega il sindaco Clara Poli – E, a quanto pare, avere del “buon cibo” a portata di mano è fondamentale. Chi ama leggere pensa che in tutte le case vi siano delle fantastiche librerie, scaffali di libri dai quali prendere a piene mani. Non è così. Le librerie pubbliche fanno un ottimo lavoro, ma a volte recarsi in una biblioteca richiede tempo. Quelli che sono determinati a leggere non si scoraggiano, ma i pigri sì. Con la “casetta dei libri” abbiamo aperto una finestra di cultura in più sul territorio. Questa “casetta dei libri” è simbolo di socialità culturale, di condivisione e scambio libero di letture, quindi di cultura”.

Ti.Pi.