Oggi, con i tempi che corrono, tutti noi siamo più abituati a chiedere e ad avere piuttosto che a dare e ringraziare. Si chiede ogni cosa, specie alla politica, e pretendiamo ogni cosa, gratuitamente, come se ci fosse dovuta, anche se non ne abbiamo realmente bisogno o non l’abbiamo meritata. Quello he chiediamo possono essere “beni materiali” oppure “beni immateriali”, come l’amore, la felicità o il comportamento, che invece vanno costruiti giorno dopo giorno, con fatica, senso del dovere, rinunce ed abnegazione.
A questo punto credo che si debba fare un serio esame di coscienza, ponendoci due domande: “ci siamo meritati quella cosa? Ne abbiamo diritto?
I beni vanno costruiti, pagati (una volta col baratto, ora con i soldi), conquistati! Purtroppo, non sempre questo avviene. Ma i valori più importanti, per fortuna, ci vengono garantiti dalla Costituzione: diritto alla vita, allo studio, alla salute, alla libertà, ecc. Poi, ci sono i beni più effimeri, indiscutibilmente meno importanti, che però fanno parte della vita, beni che fa piacere avere e contraddistinguono una società o una persona. Appunto, i beni materiali, costosi, oppure a buon mercato, ma di grande valore per la collettività e, solitamente, in cui una società si rispecchia.
Noi, oggi, nei nostri paesi, siamo abituati a vivere il Natale in modo allegro, spensierato, attorniati da luci, suoni, attività ed iniziative di ogni genere, che rendono questo periodo dell’anno un po’ più felice e sereno. Così, ci piace passeggiare con i nostri figli tra le vie del paese, addobbate a festa, e ammirare le vetrine scintillanti, colorate e stracolme di ogni ben di Dio. Così come ci piace sentire risuonare per strada le musiche natalizie, intonate dalla banda cittadina, o guardare curiosi tra i banchi del mercatino in cerca di oggetti particolari, o ancora fermarci a scattare fotografie davanti al grande Babbo Natale allestito in piazza o osservare la capanna costruita dal Gruppo Alpini o ancora visitare il presepe allestito dai volontari in chiesa o quello che il CAI ha sistemato davanti al Municipio, nell’area espositiva del marmo nero.
Ecco, è bello godere di questo sapore natalizio che le associazioni del nostro paese hanno saputo esprimere in una gara di gioia, entusiasmo e solidarietà. Il rovescio della medaglia, però, è che non pensiamo che tutto ciò è costato fatica, sacrificio e impegno economico. Tutto questo ci sembra dovuto, scontato, ma non è così: dietro ad ogni evento c’è lavoro, creatività (e i soldi), perché è solamente così che si creano gli eventi, con la partecipazione, l’impegno, la disponibilità di volontari ed associazioni.
Ecco, quindi, che alcuni cittadini di Gazzaniga, che hanno apprezzato lo sforzo di associazioni e volontari, vogliono porgere un sentito GRAZIE. E anch’io mi unisco a questi ringraziamenti, per aver reso il Natale, anche quest’anno, oltre che una solennità religiosa, un momento di festa per tutti, bambini e adulti.
Giusto, quindi, menzionare chi si è impegnato per rendere queste festività calorose, vivaci e partecipate.
In primis, l’Amministrazione Comunale, per il suo impegno e fattivo contributo; i Commercianti e gli Artigiani che hanno aderito all’iniziativa, donando le luminarie che, orgogliosamente guarda caso, sono uguali a quelle allestite in Bergamo città; il Gruppo Alpini, per la capanna, dove hanno trovato dimora le nuove statue della Natività donate dal gruppo che organizza gli eventi a Gazzaniga, della casetta ben riscaldata “Fiabilà” e dell’angolo ristoro; l’Oratorio, per la festa di Santa Lucia; i volontari che hanno letto con passione le fiabe ai bambini, presso la casetta “Fiabilà”; la Banda Cittadina, per le nenie natalizie suonate per il paese e per il Concerto di Natale; la corale “Aquilino Belotti”; la sottosezione CAI di Gazzaniga, per l’originale presepe; il Centro Sociale “Maria Ferri”; la Parrocchia, per le solenni celebrazioni; il Circolo Fratellanza Rova; la Pro Loco e la Parrocchia di Orezzo, per il sempre bello presepe vivente. E come non ringraziare Anselmo Cortinovis (“ol barber”), che assieme all’Amministrazione Comunale è la vera anima di queste iniziative.
Sinergia ed entusiasmo: questo il binomio che ha reso possibile queste manifestazioni, gradite ed apprezzate da tutta la popolazione. E, poi,… sognare, ancora e sempre più in grande.
A questo proposito vorrei utilizzare una frase importante, che è anche il titolo del famoso discorso che Martin Luther King ha tenuto il 28 agosto 1963, davanti al Lincoln Museum di Washington: “I have a dream”, in italiano “Io ho un sogno”. E speriamo anche noi di sognare ancora a lungo… e in grande!

A.G.
e un gruppo di cittadini