Un periodo importante ed intenso, per mettere al centro dell’attenzione la cura della comunità cristiana per i più piccoli: è questo il significato della “Settimana dell’Oratorio”, che si è appena conclusa nei giorni scorsi, prendendo spunto dalla ricorrenza, in calendario, di San Giovanni Bosco. Una “settimana” vissuta e partecipata da moltissime persone, in particolare i giorvani. Del resto, l’Oratorio non rappresenta solo un luogo, ma anche uno stile: lo stile di una comunità, che si fa carico dell’educazione dei più giovani, cercando sempre di ispirarsi agli insegnamenti del Vangelo. Ecco, quindi, il significato del titolo di questa “Settimana dell’Oratorio”, edizione 2018, “A te la Parola!”, che, da un lato rappresentava l’invito rivolto a tutti a partecipare attivamente alla vita comunitaria, esprimendo le proprie opinioni per migliorare e portando idee nuove per il futuro; dall’altro, faceva riferimento anche al gesto compiuto al termine di ogni appuntamento lungo il corso della settimana: a ciascuno veniva consegnata una pagina di Vangelo da leggere e meditare, per ricordare sempre che è da lì che nasce e riceve senso ogni attività dell’Oratorio.
Un momento molto significativo ha aperto questo tempo speciale: domenica 28 gennaio, infatti, sette famiglie hanno accolto a pranzo dei richiedenti asilo, ospitati nella struttura di San Paolo. È stata una bella occasione per conoscere le storie di questi ragazzi che, pur essendo giovanissimi, hanno vissuto davvero esperienze dolorose. Sentire il difficile racconto del loro passato, ma anche le tante speranze per il futuro, ha permesso di associare dei volti e dei nomi al fenomeno dell’immigrazione, di cui spesso si parla solo come di una questione di “numeri”. I migranti si sono poi incontrati con i ragazzi delle medie, con i quali hanno condiviso il pomeriggio e la cena.
Vari eventi si sono tenuti lungo tutta la settimana, coinvolgendo tutte le fasce d’età che vivono l’Oratorio, a partire dai bambini di età prescolare, per i quali sono stati allestiti degli spazi appositi dove giocare, stare insieme e svolgere delle piccole attività, accompagnati dai genitori e da alcuni animatori più grandi. Una sera, poi, la parola è passata ai ragazzi del Gruppo Adolescenti, che hanno spiegato agli adulti e ai più piccoli cosa rappresenti per loro l’Oratorio, definito come una “seconda casa”: un luogo per crescere grazie alle tante esperienze vissute, ai viaggi e alle diverse occasioni di impegno e di confronto.
Tra i tanti appuntamenti della “Settimana”, coinvolgente quello che ha visto protagonisti molti volontari che, da mattina a sera, si sono ritrovati ad impastare centinaia di chili di ravioli, con lo scopo di raccogliere fondi per acquistare dei giochi da installare all’esterno del bar. E toccante anche il momento di preghiera in chiesa, poi proseguito per tutta la notte, con la cappellina dell’Oratorio aperta a chiunque volesse vivere qualche istante di veglia.
A chiudere la “Settimana”, infine, la celebrazione solenne di domenica 4 febbraio e il pranzo comunitario, dove si è sottolineato ancora una volta, a tutta la comunità, l’importanza di un luogo come l’Oratorio, un punto di aggregazione fondamentale per il paese, che necessità dell’impegno e della passione di tutti quelli che lo hanno a cuore.

Lorenzo Bonomelli