Continua la marcia di avvicinamento verso il prolungamento della TEB da Albino a Vertova. Lo scorso dicembre, infatti, nel corso dell’ultima assemblea dell’anno 2021, la Comunità Montana Valle Seriana, con un atto di indirizzo votato all’unanimità, ha destinato 195.000 euro dei fondi erogati dal Consorzio BIM del lago di Como e fiumi Brembo e Serio (per la precisione, quelli stanziati per opere di viabilità) alla progettazione del prolungamento della TEB. Una discussione molto interessante e di prospettiva. Infatti, al termine dei colloqui avuti con i vertici direttivi e tecnici di TEB, che hanno messo sul tavolo i vantaggi del servizio della tramvia di Val Seriana, in termini di fluidità del traffico veicolare e sicurezza viabilistica vallare, la Comunità Montana Valle Seriana ha manifestato l’intenzione di fornire alcune indicazioni: oltre alla progettazione del prolungamento verso Vertova (qualcuno ha parlato anche di porre il capolinea a Gazzaniga) anche una serie di soluzioni che puntano a migliorare la viabilità e il trasporto pubblico verso l’Alta Val Seriana e l’Altopiano di Clusone. Per esempio, l’idea di realizzare una viabilità alternativa per raggiungere la Valtellina, passando da Valbondione; oppure una forma di viabilità veloce da Gazzaniga a Clusone.
Nello specifico, i fondi erogati dal Consorzio BIM del lago di Como e fiumi Brembo e Serio destinati alla viabilità in Val Seriana erano 290.000, di cui una prima parte, ovvero 95.000, destinati allo studio di fattibilità e progettazione della variante dal Ponte del Costone alla rotonda di Piario, a cui si aggiungono ora i 195.000 per la metropolitana leggera.
Insomma, ben venga che si torni a parlare di TEB in Val Seriana, soprattutto del suo prolungamento verso la Media Valle. Del resto, l’acceleratore pigiato alcuni anni fa sulla questione non si è mai spento. Il dibattito per portare sino a Vertova o Gazzaniga la tramvia che oggi arriva ad Albino è sempre aperto. A più riprese e in varie occasioni i sindaci vallari hanno sollevato la questione, inviando lettere ai vari presidenti di Provincia e TEB, per offrire il pieno sostegno della loro amministrazione all’idea di portare in Media Valle la stazione di attestamento della linea T1. Senza dimenticare i vari appelli di rilancio del trasporto pubblico promossi da Italia Nostra e Legambiente.
Tutti a sottolineare le condizioni critiche in cui versa la mobilità del traffico veicolare lungo la principale direttrice di valle, che la strada extraurbana da Nembro a Cene ha solo in parte mitigato. Ma soprattutto come in Val Seriana la mobilità oggi non può prescindere dalla tramvia TEB, alla luce anche dell’aumento di viaggiatori fatto registrare negli anni (a parte gli anni dell’emergenza sanitaria da Covid-19): una infrastruttura di trasporto pubblico sempre più in evoluzione, che è stata capace con la sua presenza di generare nella gente una nuova cultura della mobilità. Vedi la riduzione dell’utilizzo di autovetture private, l’abbattimento dei valori di inquinamento dovuti alle polveri sottili, il ritrovato aumento di fertilità del territorio circostante: il tutto verso una riqualificazione urbana chiaramente da auspicare.
Negli ultimi tempi, poi, in linea con i nuovi scenari proposti dalla transizione ecologica sono in molti che stanno rilanciando il progetto del prolungamento della linea della tramvia da Albino alla Media Valle, forti del fatto che la linea tra Bergamo e Albino è considerata da tutti un modello evoluto non inquinante da potenziare e implementare. Come? E’ presto detto: portata fino in Media Valle, integrata con le altre forme di mobilità sostenibile, ciclabilità, car sharing, scuolabus, sistemi di trasporto a fune, in modo da dare vita a una rete che renda sempre più facili gli spostamenti delle persone.
E pensare che il progetto di una tramvia fino alla Media Valle era sul tavolo di fatto sin dalle prime ipotesi di ripristino della Ferrovia della Valle Seriana (dismessa nel 1967), che nel 2000 portarono alla nascita di TEB, società di scopo costituita da Provincia e Comune di Bergamo (a cui dal 2005 è subentrata ATB) e con una partecipazione al 10% della Camera di Commercio. Inoltre, ancor oggi il prolungamento fino a Vertova è parte integrante del Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp). E nel 2011 l’ente di via Tasso, nell’ambito della verifica di compatibilità del nuovo PGT di Vertova, segnalò al Comune l’opportunità di prevedere nella documentazione cartografica il tracciato relativo alla metrotramvia di prolungamento della linea T1 Albino-Vertova.
Quindi, non resta che ributtarsi a discutere sull’argomento. Oltre agli evidenti benefici in tema di viabilità e ambiente, ci sono anche vantaggi sia a livello economico che demografico: incremento della popolazione attorno alla tramvia, con aumento dell’attrattività del territorio, in particolare per le giovani coppie, una risposta allo spopolamento delle aree montane; riduzione dei tempi di percorrenza verso Bergamo, verso l’aeroporto e l’ospedale, con risparmio del 35% del tempo di percorrenza; incremento del valore delle aree, grazie all’accessibilità del trasporto; opportunità di rigenerazione urbana, con creazione di impatti positivi sul turismo attraverso il collegamento con la città ed il futuro collegamento all’aeroporto di Orio al Serio.