spettabile direttore, nel numero di giugno di “Paese mio” è comparso un articolo dal titolo “Bergamelli si candida per la raccolta rifiuti. Nella proposta anche la progettazione, realizzazione e gestione della nuova piattaforma ecologica”. Non entro in merito al contenuto dell’articolo, quello che mi ha preoccupato è che questo articolo non avesse firma e nemmeno una pubblicità collegata che in qualche modo facesse capire al lettore chi fosse l’autore del testo, anzi il testo era scritto come se fosse un qualsiasi redazionale.
L’unico segnale era una piccola scritta in alto a destra “spazio autogestito”, una scritta così piccola che quelle sul retro dei contratti delle banche delle assicurazioni sembrano al confronto a caratteri cubitali.
Sono un attento lettore del vostro giornale e se non sbaglio è la prima volta che compaiono articoli in questa modalità, credo che sia lesiva del lettore, ma più ancora di un giornalismo serio, come dovrebbe essere il vostro, che si deve preoccupare sempre di dichiarare le fonti di ciò che scrive.
Auspico perciò che nei prossimi numeri l’avviso “spazio autogestito” sia scritto in caratteri più evidenti e soprattutto venga riportato in qualche forma l’autore del testo.
Vi sarei grato se oltre a pubblicare questa mia lettera sul prossimo numero del notiziario poteste anche specificare chi ha commissionato quell’articolo.
Cordiali saluti
Antonio Signori

Caro lettore,
Devo tirarle le orecchie (in senso buono, ci mancherebbe) non per quello che ha scritto ma perché si definisce un attento lettore ma…così non è!
Nelle redazioni, con “spazio autogestito” (come dice la parola) si intende, appunto, uno spazio gestito dalla azienda stessa che scrive il redazionale: in questo caso, Bergamelli. Nella maggioranza dei casi l’articolo viene realizzato dall’agenzia di stampa a cui la società ha affidato la comunicazione. I comunicati stampa (così si chiamano) possono riguardare prodotti, iniziative, azioni finanziarie e quant’altro.
Io non so se sono una persona seria ma, come giornalista ho una deontologia professionale da osservare. Oltre alla dicitura “spazio autogestito”, per non confondere il lettore ho diversificato anche il carattere con cui è stato stampato il pubbliredazionale (un “bastone” Arial, mentre gli articoli realizzati dalla redazione sono in un carattere “graziato”, Times new roman).
Il primo “spazio autogestito” della storia di Paese Mio è stato pubblicato nel “lontano” 2004 e riguardava un partito politico impegnato nelle elezioni amministrative di quell’anno. Poi, sempre sul finire del 2004 è iniziata la collaborazione con l’associazione “Insieme per Piazzo”, proseguita negli anni e tuttora esistente. Nell’arco degli anni tante sono state le società commerciali e non che hanno utilizzato questo strumento.
Per ultimo, lo “spazio autogestito” è di per se una forma pubblicitaria. Molte redazioni lo legano a un contratto pubblicitario (la pubblicità tabellare della società Bergamelli srl è presente a pagina 21 di questo numero).
In sostanza, lo spazio autogestito non è un articolo redatto dalla redazione o da un collaboratore esterno sotto mio incarico ma un comunicato stampa prodotto dalla stessa società. In qualità di Direttore Responsabile ho ritenuto opportuno pubblicarlo perché non è diffamatorio nei confronti di nessuno, riporta dati di fatto quali le lamentele (pubblicate anche sulla pagina FB del giornale oltre che da altre testate), il risparmio perché l’utile viene spalmato su 15 anni, la produzione di rifiuti (rapporto Ispra)… Tutto questo non toglie che è di “parte” ma questo si dovrebbe sapere perché è stato pubblicato sotto la dicitura “spazio autogestito”.

Paolo Salamoni